Justice – Filomena Iovinella

Justice – Filomena Iovinella

Redazione
Protocollato il 3 Novembre 2026 da Redazione
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Tra le ombre dell’Africa e i misteri di Torino: qui è dove si dipana “Justice“, il romanzo di Filomena Iovinella che vi presentiamo oggi al Thriller Café.

La storia inizia con un incidente aereo in cui muore il padre. La vita di Ellen, giovane studentessa americana, viene improvvisamente stravolta e proiettata nel cuore pulsante dell’Africa. Tra la bellezza selvaggia della natura e la presenza strisciante della criminalità, la ragazza si ritrova a muoversi in un ambiente ostile, scoprendo che la minaccia più grande si nasconde proprio all’interno della sua stessa famiglia.

Sotto la superficie emerge infatti la figura ingombrante del nonno, un potente trafficante di droga e diamanti a capo di un’organizzazione internazionale dai contorni inquietanti. Un impero criminale i cui tentacoli si estendono ben oltre il continente africano, arrivando a toccare le città del cosiddetto “triangolo della magia nera“: San Francisco, Londra e Torino.

Quando la scoperta di un’ultima morte violenta e sospetta scuote definitivamente il suo mondo, Ellen comprende di non potersi più tirare indietro. Spinta dal desiderio di fare luce sui segreti che hanno distrutto la sua vita, la giovane si unisce alle indagini affiancata dal criminologo Patrick Nelson e da Henry Bolton, fidato amico del padre scomparso. Una caccia alla verità senza tregua che la condurrà fino in Italia, al centro di un’operazione destinata a portare a primi insospettabili arresti.

Questo in breve “Justice“, thriller internazionale che spazia dalle atmosfere africane ai risvolti esoterici delle grandi città. Se la presentazione vi ha incuriosito e volete saperne di più del libro, continuate l’approfondimento con le nostre domande all’autrice e un breve estratto, qui a seguire.

Tre domande all’autrice

Com’è nato questo libro?
Questo libro è nato esattamente dal titolo: “Justice“. Non sempre il titolo di un libro arriva subito, ma in questo caso, Si! Volevo iniziare una storia costruendo un personaggio nell’ombra, complesso, infatti il sottotitolo recita – com’è nato il mio investigatore – avevo l’idea di dare vita ad un nuovo personaggio alle prese con una serie di circostanze avverse, che lo avrebbero portato, suo malgrado, a scegliere la strada dell’investigazione. Ed è così che in una lunga prima parte del romanzo esploriamo il mondo della figlia Ellen e della Savana. La Repubblica della Namibia e la vicinanza agli animali è il secondo spunto forte di questa mia trama, ma poi quel legame forte, viscerale tra padre e figlia intreccia indizi ed azione, fino a costringere, alcuni attori del mistero criminale, a calare la maschera.

Qual è la cosa che i lettori potrebbero apprezzare di più del romanzo?
La prima parte è quasi un romanzo di formazione che traccia la sensazione salvifica del rapporto con la natura e gli animali, in un mondo in cui è difficile fidarsi, restano loro. Possono ancora apprezzare il cambio delle ambientazioni: dall’Africa, all’America, all’Europa, un’impronta internazionale per dare un respiro di universalità, per me non ci sono confini, né barriera e poi potrebbero apprezzare la mia esplorazione nel mondo della moda, della fotografia, dell’indagine sul fenomeno degli zombie e del fentanyl. Gli spunti sono tanti.

Perché scrive, perché lo fa e come descriverebbe il suo approdo al mondo giallo/thriller?
Scrivere è liberatorio, ma rappresenta anche la spinta per migliorarmi, visto che sono indagatrice dell’animo umano, in primis il mio, quindi mi viene naturale buttar giù storie che mi parlano, come se i protagonisti fossero miei amici, soprattutto loro mi interrogano e mi insegnano. Poi c’è una verità facile che mai nessuno dice: Si scrive per restare nel tempo, anche solo per quelli che ti leggono. Per finire il mondo thriller, così come i gialli e il noir sono una sfida, un labirinto emotivo in cui luce ed ombra debbono necessariamente dialogare.

Estratto

Il giovane accompagnatore della madre, l’accolse con calorosa eccitazione, la fece stendere su un lettino morbido e cominciò a massaggiarle il collo e la nuca, mentre il suo corpo muscoloso le sfiorava il fianco e il pareo che lentamente si allentava. Le sue mani profumate di oli emollienti scendevano lungo la schiena e con decisione esercitavano una pressione lungo la colonna vertebrale e ai fianchi, disegnando piano piano tutto il dorso dalla tensione e distensione dei muscoli, sotto le sue dita esperte, Ellen stava completamente abbassando le sue difese e gustava il relax , ma sua madre rappresentava il nigredo alchemico nella sua vita e sapeva di non dover mai abbassare la guardia, che stava rilassandosi troppo, con la sola percezione della leggerezza avvertì il suo allontanamento dalla stanza e l’atmosfera di colpo si incupì e l’ambiente le divenne ostile; l’uomo scese velocemente con il massaggio lungo le braccia e le bloccò i polsi con decisione, li portò dietro la schiena e li legò. “Ora alzati e vieni con me”. Il risveglio di Ellen fu doloroso mentre ascoltava il nitrito del suo cavallo che avvertiva il pericolo. Julia Lee la madre, ritornò e aveva con sé un coltello affilato, la ferì alla mano destra, quella con cui disegnava, la ferita non era profonda ma l’avvertimento invece sì! “Ti toglierò il talento che porti nelle mani e nei tuoi disegni, se non mi dici quello che sai!” Il palmo della mano sanguinava e colava sul pavimento… mentre era chiaro che la madre la spiava. “Io so solo che gli investigatori hanno riscontrato una famigliarità sul lembo della pelle che ho consegnato loro, stanno verificando il tuo DNA con quello del sospettato in Africa, tu non potevi essere, ma la stranezza sta in questa famigliarità, appunto, stanno verificando, ci vorrà ancora del tempo; sul luogo del disastro aereo hanno ritrovato altri lembi di pelle bruciata che associano ad una genetica famigliare, un fratello, un cugino, ecco! Questo è tutto quello che so, sappi che non te l’ho svelato perché io mi sia arresa a te, ma perché volevo vedere l’espressione sulla tua faccia e cercare di capire chi è, chi è colui che ti appartiene e che mi sta dando la caccia in modo silenzioso e che ha presumibilmente ucciso mio padre!?” “Non lo scoprirai mai! Lui è ben coperto… oppure lei!

Booktrailer

L’autrice

Filomena Iovinella nasce a Frattaminore in provincia di Napoli. Nel 2013 vince il primo premio al Concorso Letterario Internazionale Città di Pomezia con la fiaba “Segui me”. Primo premio assoluto a POESIAMO Genova 2013, con la poesia “Confusione te”. Ha collaborato con la rivista “Pomezia Notizie” e “Il Convivio” (CT). Ama il cinema e la fotografia ha ricevuto un premio come artista fotografico nell’anno 2019 Premio Massa città fiabesca di mare e di marmo e segnalazione di merito al Premio tesori della Natura 2025. Attualmente partecipa ai lavori con un’associazione culturale di Torino sia come giurata che come relatrice, coordina e conduce un suo laboratorio di scrittura creativa. Pubblica nel 2022 la raccolta di racconti “A metà tra l’umano e il divino”, nel 2023 il romanzo “Tu sei un traditore” editi da Luoghi Interiori Edizioni. Nel 2024 il romanzo “Nancy. Podcast emozionale” finalista al Concorso letterario “Artisti” per Peppino Impastato. Nel 2025 il romanzo “Le Petit Sort. Incantesimo a Parigi” edito da Pathos edizioni.