Il leone sul monte – Enrico Picardi

Il leone sul monte – Enrico Picardi

Redazione
Protocollato il 27 Aprile 2026 da Redazione
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Il romanzo che presentiamo oggi al Thriller Café è “Il leone sul monte” di Enrico Picardi, un giallo storico che ci porta indietro agli anni 30 del secolo scorso per raccontarci la storia di un uomo costretto a muoversi in un’epoca che di integro non ha più nulla.

Il protagonista, Alfredo Buscaglia, è un uomo rotto. Un ex funzionario dell’Amministrazione caduto in disgrazia: rovinato economicamente, condannato, col nome infangato. Contro ogni logica, viene reintegrato e spedito a dirigere il commissariato di Casale Monferrato. Siamo nel 1938, il fascismo stringe la sua morsa e l’ombra della guerra si allunga sull’Europa. In questa provincia apparentemente sonnolenta ma dominata da gerarchie opache e paure, Buscaglia cerca di rimettere insieme i pezzi della sua vita.

A riportare il caos è il ritrovamento del cadavere di una donna, davanti al cimitero locale. Quello che potrebbe sembrare un delitto di poco conto si trasforma presto in un vaso di Pandora. L’indagine di Buscaglia risale la corrente, partendo dalla strada per arrivare ai palazzi del potere, svelando corruzione, traffici e lealtà comprate.

Questa la trama in breve del libro di Picardi; per aiutarvi ad approfondirlo ulteriormente abbiamo qui per voi tre domande all’autore e un breve estratto.

Tre domande all’autore

Com’è nato questo libro?
È nato dal desiderio di portare il romanzo d’indagine dentro un tempo storico già moralmente deformato. Non mi interessava usare il fascismo come semplice fondale, ma come pressione concreta sui personaggi, sulle scelte, sui rapporti di forza. Volevo raccontare un uomo caduto che torna a fare il proprio mestiere proprio mentre il mondo attorno a lui si fa più duro, più ambiguo, più corrotto.

Qual è la cosa che i lettori potrebbero apprezzare di più nel romanzo?
Forse il fatto che il libro tiene insieme più piani senza separarli: il delitto, l’indagine, l’atmosfera storica, la ferita morale del protagonista. C’è una trama investigativa, ma c’è anche una domanda più profonda su che cosa accade a un uomo quando prova a restare integro dentro un tempo che integro non è più.

Che tipo di esperienza vorrebbe lasciare questo romanzo a chi lo legge?
Mi piacerebbe che lasciasse la sensazione di aver attraversato un mondo vero, non semplicemente ricostruito. Un mondo in cui i luoghi, i silenzi, gli uffici, le paure e i rapporti di potere contano quanto il delitto stesso. E che restasse, alla fine, soprattutto la figura di Buscaglia: non un eroe, ma un uomo che prova a reggere.

Estratto

Capitolo 1 – L’ex collega

Quando Nicola De Santis gli scrive che sarà a Genova solo per poche ore, prima di ripartire per Roma, e che, se può, vorrebbe mangiare qualcosa con lui al solito posto di Piazza della Vittoria, Alfredo Buscaglia capisce subito che non si tratta di una visita di cortesia.

Le visite di cortesia hanno un’altra aria. Sono più leggere, o più false. Questa no. È breve, netta, senza una parola in più del necessario. Nicola gli dice soltanto che passa da Genova, che ha saputo, e che gli farebbe piacere rivederlo come ai tempi della Questura. Non aggiunge altro. Ma Alfredo non ne ha bisogno. Ci sono uomini che, anche in due righe, fanno capire abbastanza.

Resta per un poco col biglietto in mano, in piedi vicino alla finestra. Lo infastidisce già l’idea di andarci. Non perché non abbia piacere di rivedere Nicola. Proprio per il contrario. Nicola appartiene a quella parte della sua vita davanti alla quale non riesce a recitare. Con altri, negli ultimi mesi, gli è stato abbastanza facile cavarsela con frasi corte, mezze verità, un tono asciutto da uomo che non vuole seccature. Con Nicola sarebbe inutile. Nicola lo ha conosciuto quando stava in piedi, quando il suo nome aveva ancora un peso buono negli uffici, e proprio per questo vedrebbe troppo bene quanto si è piegato.

Il giorno dopo esce di casa con un anticipo quasi ridicolo, come fanno a volte gli uomini che non vorrebbero arrivare e insieme non saprebbero sopportare di farsi aspettare.

Biografia

Enrico Picardi è uno pseudonimo dell’ autore che nei suoi libri si misura sempre con la tenuta dei fatti, dei luoghi, delle testimonianze e delle contraddizioni. L’indagine, la memoria e la storia diventano così materia narrativa, senza perdere rigore.

Con “Il leone sul monte” porta il romanzo d’indagine nell’Italia del 1938, in una provincia attraversata dal potere, dalla paura e dalla corruzione, costruendo una storia insieme storica, morale e nera. Accanto alla narrativa, si interessa ai casi controversi del Novecento italiano, osservati con uno sguardo che tiene insieme tensione letteraria e disciplina investigativa.

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