Ci sono intrighi e spionaggi oggi al Thriller Café grazie a “Il carteggio Morrison” di Carmine Maffei, musicista e scrittore irpino al suo esordio nella narrativa di genere.
E il Morrison del titolo è proprio lui, quell’indimenticato Jim, leader dei The Doors scomparso prematuramente nel 1971. Maffei parte da quell’anno, con Morrison auto-esiliatosi a Parigi dopo lo scandalo del concerto di Miami di due anni prima, durante il quale ubriaco e molesto aveva cantato poco e male, aveva sobillato la folla con discorsi sovversivi e aveva finto di spogliarsi, creando una baraonda che l’aveva portato quindi a un processo e una condanna per reati minori nel 70. Nella capitale francese Morrison si toglie di dosso la tenuta da rockstar per dedicarsi alla poesia e disintossicarsi. Ma gli anni ruggenti hanno lasciato il segno nello spirito e nel corpo: il rapporto con Pamela Courson è travagliato, la salute peggiora fisicamente e psicologicamente, e nel 1971 muore. In tutto ciò, senza saperlo, era sorvegliato da una cellula dei servizi USA infiltrata tra i suoi conoscenti.
Ci spostiamo quindi nel 1991, quando con l’uscita del film The Doors, la CIA riapre il dossier Morrison. Oggetto dell’indagine è il misterioso sacchetto dei Grands Magasins Samaritaine che il cantante portava sempre con sé e di cui si sono perse le tracce. Cosa conteneva? E perché l’ex cantante non se ne separava mai? Le domande tormentano tre diversi investigatori: l’agente Donald Lame, il giornalista del Time Jeremy Howard e il biografo Jonathan Crane, che conducono indagini parallele fino ai primi Duemila, convinti che il sacchetto contenesse documenti su contatti con ambienti sovversivi europei.
Biografia di un rocker al capolinea, fantasia dell’autore e intrigo. Sono queste le parole chiave de “Il Carteggio Morrison“, un romanzo che unisce le inquietudini di un artista allo sfacelo che vuole riprendere in mano la propria vita, e le inchieste del governo americano che oltrepassano le barriere dei diritti costituzionali, al fine di conoscere a fondo i probabili rapporti di un artista ribelle con i sovversivi in Europa, figli del ’68 e cospiratori dell’intrusione della Nuova Sinistra.
La trama vi incuriosisce? Se volete approfondire lasciamo qui due domande all’autore e un estratto del libro.
Due domande all’autore
Com’è nato questo libro?
Questo romanzo nasce con l’intento di essere dapprima una biografia, e poi ancora come una biografia romanzata degli ultimi mesi di vita di Jim Morrison, a Parigi, nel 1971. Vi ho, infine, aggiunto una trama da spy story quando sono venuto a conoscenza di un avvenimento curioso. Morrison smarrì proprio nella capitale francese dei documenti importanti, che non riuscì più a recuperare, purtroppo a causa di una morte prematura e misteriosa. Quei documenti, che ho denominato “carteggio”, sono rimasti chiusi in un cassetto per più di trent’anni, e nessuno ne era al corrente, tranne un amico di Jim che si trovava con quest’ultimo quando furono dimenticati sul pavimento di una casa parigina. Tutto questo è una storia realmente accaduta. L’idea dell’intrigo, invece, è collegata alla fantasia che mi è sopraggiunta quando ho pensato ad un piano che l’FBI ed i servizi segreti statunitensi avrebbero architettato per incolpare il leader dei Doors e vincere il processo per incitazione alla violenza che era in corso, proprio scoprendo del materiale scottante contenuto nel carteggio dimenticato.
Parte così un’inchiesta che si apre su tre piste, con un biografo, un agente segreto ed un giornalista che avviano ricerche che durano quasi quattro decadi.
Qual è la cosa che i lettori potrebbero apprezzare di più nel romanzo?
Credo che potrebbero apprezzare l’idea di un connubio costruito su una trama di spionaggio e la scoperta di un avvenimento importante, davvero accaduto, ma pressoché sconosciuto, che abbraccia l’ultima parentesi di vita di uno dei personaggi musicali e letterari più iconici del Novecento. Jim Morrison ha sempre destato interesse, ma scoprirlo attraverso un romanzo ed una serie di personaggi, inventati e non, che ruotano intorno alla sua figura, mi è sembrato molto stimolante per un lettore.
Estratto
Poggiò il bicchiere già vuoto sul tavolino tra lui e il suo ospite.
«Lo lasciarono libero di scorrazzare in Francia e non solo. Si allungò fino in Spagna e in Africa, poi in Corsica e addirittura oltremanica. Lo fecero, per l’appunto, con lo scopo di raccogliere informazioni valide per internarlo per sempre, quel pazzo furioso.»
Donald finalmente riuscì a bere un po’ del suo scotch e digrignò i denti con una smorfia.
Ted continuò.
«Tutti i taccuini, i fogli volanti, le lettere, le corrispondenze con gli uffici di Los Angeles sono stati controllati. Pamela Courson, sua unica erede testamentaria, portò tutto con sé in America. Alcune di quelle cose sono sparite negli archivi dell’Intelligence. Altre, di poco conto, sono ritornate lì da dove venivano, e altre lei stessa le ha sparpagliate. Infine si è iniettata una siringa di troppo e ci ha rimesso la pelle, ma tanto ormai non ci serviva più. . Quello che è sempre mancato all’appello è quella cazzo di busta della spesa di cui Morrison non si sbarazzava, con il logo dei grandi magazzini Samaritaine. Non è stata mai recuperata. Il Bureau sta perperdere una causa contro il Freedom of Information Act per il caso del dossier su John Lennon.» Sbatté un pugno sul davanzale, per accentuare l’affermazione.
«Saranno presto svelati quasi tutti i documenti e resi noti, appena la prossima udienza del tribunale sarà a favore del professore. Non possiamo permetterci che ciò si ripeta anche col caso Morrison. Ammesso che qualcun altro intenti
una causa anche per questa circostanza, avremmo noi un demerito e loro un vantaggio in più per valutare quanto sia stato solo un dispendio di costi pubblici!»
«D’accordo, Ted. Ma perché proprio oggi, nel 1991, a vent’anni dalla morte di Morrison , i servizi segreti ricominciano a interessarsi a qualcosa di stantio?»
L’agente Bailey spalancò le braccia.
«Sono ovunque, ovunque! Ma come, non le hai notate? Le pubblicità su quel film di Oliver Stone! In giro pare si parli
solo di quello. È una sorta di Doorsmania ritornata in voga.
I ragazzi ostentano magliette con su la faccia di quel losco individuo capellone. A Parigi la sua tomba è stata presa d’assalto da orde di persone che sotto il regime comunista neanche si sognavano di scavalcare i confini…»
«E con ciò?» chiese stupefatto Donald.
«Be’, che tu lo voglia o no, questa storia ha ridestato anche l’interesse delle autorità. Magari fino a qualche mese fa
il ritrovamento di quella busta non avrebbe sollevato troppe critiche, e intendo il suo contenuto, ma oggi? È giusto che si ribalti questa assurda situazione d’interesse mediatico. Ed è ancor più ovvio che l’attenzione di cittadini onesti si orienti verso la vera realtà dei fatti, e cioè che quel soggetto era un sovversivo, un anarchico e un pazzo pericoloso!»
Si sedette infine alla scrivania e prese fiato. Poi gli fece cenno di avvicinarsi, mentre apriva un cassetto e cominciava a tirar fuori due opuscoli voluminosi che aprì facendosi spazio sul ripiano
Carmine Maffei
Carmine Maffei (Avellino, 17 luglio 1981), musicista e scrittore. Ha pubblicato diversi dischi sia in autoproduzione che attraverso etichetta discografica e distribuzione, con i suoi progetti più importanti, gli Inseedia e gli Ordita Trama, in cui compare come autore e compositore. Ha collaborato con diverse testate culturali on line, per cui ha scritto recensioni, brevi saggi, racconti e curato interviste. Nel 2018 è tra i semifinalisti del concorso nazionale Arrivederci Sud, grazie al quale il suo racconto “Se resto è perché” viene pubblicato in cartaceo. “Se resto è perché” è anche il titolo di un cortometraggio la cui colonna sonora è stata curata dallo stesso Maffei con gli Ordita Trama. Nello stesso anno anche l’editore Arcana pubblica il suo racconto “Vertigo 76“, incentrato sulle figure di David Bowie e Iggy Pop, sul libro “Bowienext“. “Il Carteggio Morrison” è il suo primo romanzo.
