I delitti del Garda – Steno Zeno

I delitti del Garda – Steno Zeno

Redazione
Protocollato il 1 Dicembre 2025 da Redazione
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Il Thriller Café oggi apre la saracinesca sul lago di Garda, dove la nostra consueta dose di rosso sangue è fornita da Steno Zeno e il crimini che mette in scena nel suo romanzo “I delitti del Garda“.

La tranquillità e la bellezza di questa parte d’Italia sono il sogno di tanti, nel Belpaese come all’estero. Ma la vita serena del lago viene di colpo sconvolta dai corpi di donne lasciati sulle sue sponde da un killer ignoto.
L’assassino non si limita a uccidere: il suo godimento sta nel mettere in atto un perverso gioco al gatto e topo con la polizia. La avvisa del suo primo omicidio e lancia così la sfida agli inquirenti.

Al caso lavora l’ispettor Dellanotte, del piccolo commissariato di Bardolino, che di giorno indaga e di sera annega i propri fantasmi nell’alcol. Al suo fianco nelle indagini la vice ispettore Leonardi, donna dinamica e acuta.

I due battono ogni possibile pista mentre l’assassino continua a seminare morte senza che si riesca a trovare una benché minima traccia che possa condurre al lui, tanto che il questore decide di coinvolgere anche l’ispettore Artusi, esperto in questo tipo d’indagini. Ma la scelta si rivela presto infelice: benché competente, infatti, quest’ultimo si rivela più mosso dall’interesse personale che dalla voglia di fermare i delitti, lasciando Dellanotte e Leonardi senza un vero sostegno e quasi coinvolti a livello personale nell’investigazione.

Riusciranno a fermare la catena di omicidi? Per saperlo dovete leggere il romanzo, ma per aiutarvi a farvi un’idea più precisa di questo libro vi lasciamo come sempre con alcune domande all’autore e un estratto dal primo capitolo.

Tre domande all’autore

Com’è nato questo libro?
Per molti anni ho trascorso le vacanze sul lago di Garda. Da lettore e scrittore di gialli e thriller mi sono chiesto cosa succederebbe se un serial killer colpisse un posto così bello e tranquillo. Ho creato una storia che vedesse coinvolte più località, in modo da rendere più difficile l’indagine e al tempo stesso far diventare il lago un protagonista del libro.

Qual è la cosa che i lettori potrebbero apprezzare di più nel romanzo?
I personaggi. Ho lavorato molto sul loro carattere e le loro storie personali, con i loro lati d’ombra e le loro difficoltà da superare. Non sono solo investigatori, sono anche persone. Ho cercato di creare dei “vicini di casa”, con cui i lettori possano empatizzare. E con l’assassino ho fatto lo stesso. Non è un omicida solo per il gusto di togliere la vita, nella sua mente segue una missione. Uno scopo che origina dai suoi traumi infantili. Non ci sono bianco e nero ma diverse sfumature di grigio.

È un thriller o un giallo?
È un giallo, in stile classico, alla Agatha Christie, perché gli investigatori devono seguire degli indizi, pochissimi a dire il vero, fare congetture, tentare di risolvere il rebus che l’assassino lascia assieme alle vittime. È anche un thriller perché vediamo l’assassino in azione, come costruisce le trappole per le vittime e come si prende gioco degli ispettori. C’è la suspence della caccia all’uomo ma anche scene in cui l’omicida e la vittima prendono il dominio della scena, ci sono la paura e il sangue, la frustrazione dei poliziotti e la follia del killer.

Estratto

«112, qual è l’emergenza?»
«Una donna è stata uccisa.»
«Chi parla?»
«Il suo assassino.»
Poi, silenzio.
L’operatore inviò i dati del cellulare alla Polizia.
Una volante del turno di notte si recò sul posto.
Sulla spiaggia buia gli agenti accesero le torce.
Vicino all’acqua trovarono il cadavere.
Garda – Baia delle sirene.
I fari alogeni illuminavano la scena del crimine.
Il corpo di Mara Dal Ben era steso sulla riva.
La donna aveva da poco passato i quaranta, capelli biondo cenere, occhi verdi, altezza media. Jeans, camicia bianca a fiori, tra i petali il rosso del sangue.
Con i capelli castani, il fisico alto e magro, il volto assonnato e un thermos di caffè in mano l’ispettore Dellanotte raggiunse il tecnico della scientifica. La schiena un po’ curva di chi ha passato una vita al microscopio, la rossa barba molto curata, un paio di occhiali cerchiati in oro gli davano un aria da professore.
«Ciao Marco, che mi puoi dire?»
«Ciao, brutto risveglio, eh?»
«Già; dormivo così bene… una volta tanto…»
«Sulla spiaggia non si vedono segni di lotta, non ci sono ferite da difesa su mani e braccia, forse troveremo qualche traccia dell’assassino sugli abiti in laboratorio.»
«Ok, grazie.»
Dellanotte si avvicinò al medico legale. I capelli neri dal taglio militare, costituzione robusta, la schiena e le spalle pronunciate, le mani avevano dita lunghe e sottili.
«Ciao Angelo. Come va?»
«Quello che posso dirti è che il nostro uomo dev’essere molto fortunato.»
«Perché?» Dellanotte bevve un sorso di caffè dal thermos.
«L’arma del delitto è passata esattamente tra le costole, dritta al cuore, un colpo solo, è morta quasi all’istante. Di solito chi usa un coltello colpisce all’addome, il braccio ha più forza, non ci sono ossa a deviare il colpo.»
«Sì, strano. Appena avrai qualcosa di più avvisami.»
«Certamente, ciao.»
«Ciao.»
L’ispettore si fermò a guardare il lago di notte – le acque placide, il riflesso della luna sulle onde lente, il rumore lieve della risacca, alle sue spalle il parco con gli ulivi dai rami contorti e l’erba curata – scacciando ricordi dolorosi raggiunse la vice ispettore Leonardi. I capelli neri corti quasi arruffati, il fisico longilineo sotto al giubbetto jeans.
«Ciao Giulia, cosa sappiamo?»
«Gli agenti erano di pattuglia sulla Gardesana, alle due e venti ricevono una chiamata, la centrale li manda a fare un controllo, si aggirano per la spiaggia senza vedere nulla di sospetto poi le torce illuminano il corpo…»
«Che ne pensi?»
«Non c’è la macchina; è venuta con qualcuno, oppure l’assassino l’ha usata per andarsene. Credo che la persona con cui sia uscita fosse anche l’omicida.»
«Secondo te aveva una relazione?»
«Una relazione o un appuntamento. I capelli appena fatti, le mani curate, una bella camicia, ma soprattutto le scarpe… non sono adatte alla spiaggia.»
«Sono d’accordo. Forse è stata sedotta durante l’aperitivo o forse era un appuntamento, di certo non aveva previsto di venire qui.»
«Il posto è romantico, appartato; ideale per una coppietta, o un assassino.»
«Già…» disse, guardando le acque calme nella notte.
Alle sue spalle rimuovevano il corpo in un sacco nero.

L’autore

Steno Zeno è uno pseudonimo; l’autore è nato nel 1971 e vive a Trieste, città di mare al confine con la Slovenia. Fin da ragazzo è stato un lettore appassionato, spaziando dai fumetti ai gialli fino ai saggi divulgativi. Ha iniziato a scrivere per raccontare storie agli amici e, grazie ai riscontri positivi, ha deciso di approfondire la mia passione con corsi di scrittura creativa, dal livello base fino a quelli più avanzati, integrando la formazione con studi online.
Ha seguito anche corsi da editor per ampliare le mie competenze in narratologia e supportare altri autori nel loro percorso. Ha pubblicato due romanzi: Ombre di famiglia, un noir, e il thriller I delitti del Garda, di cui sta progettando il seguito.

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