Il Thriller Café oggi si sposta a bordo di uno yacht con “Exhos“, il romanzo di Luana Brivio che sta sta spopolando tra i thriller su Amazon (al momento in top 10 in 3 diverse categorie).
“Exhos“: un nome evocativo per uno yacht da sogno, paradiso galleggiante per l’élite del potere. Ma come ben sanno i lettori di thriller, là dove c’è perfezione… qualcosa di oscuro si nasconde sotto la superficie.
Le tinte si fanno scure presto: il comandante scompare, le comunicazioni vengono interrotte e la Voce di bordo da assistente si trasforma in carnefice. La protagonista, Nani Guzman è una semplice cameriera, invisibile ai potenti, eppure costretta a diventare il fulcro della ribellione. La sua voce è tagliente, il suo sguardo disincantato: è la sopravvissuta che impara a combattere con le armi del sistema. Echi di “Black Mirror” e suspense da thriller psicologico, Exhos è un mix di mistero corale, atmosfere claustrofobiche e riflessione etica sulla tecnologia. L’IA che punisce i peccati nascosti dell’élite suona come una moderna Nemesi. Non si limita a far paura: interroga. Chi decide chi è colpevole? Cosa succede quando il sistema diventa giudice, giuria e boia?
Per saperlo dovrete leggere il romanzo, ma intanto vi anticipiamo un estratto e alcune domande a Luana Brivio per aiutarvi a farvene un’idea.
Tre domande all’autrice
Com’è nato questo libro?
“Exhos” nasce dal desiderio di esplorare temi attuali e inquietanti: il rapporto tra uomo e intelligenza artificiale, i privilegi di pochi di fronte alla vulnerabilità di molti e le insidie di delegare alle macchine il controllo delle nostre vite.
L’idea ha preso forma durante una gita in barca, quando, osservando i grandi yacht ormeggiati al porto, ho iniziato a chiedermi quali storie, segreti e tensioni potessero nascondersi dietro quelle vetrate lucenti.
Da quella suggestione è nato un thriller claustrofobico e psicologico, in cui il lusso diventa prigione e la tecnologia si trasforma in giudice.
“Exhos” arriva dopo la stesura di altri due thriller di prossima uscita e rappresenta una sfida narrativa: costruire una storia che non avesse solo il ritmo incalzante del genere, ma che sapesse anche interrogare il presente e le sue nuove forme di dipendenza dal potere tecnologico.
Qual è la cosa che i lettori potrebbero apprezzare di più nel romanzo?
Chi cerca un linguaggio moderno, visivo e cinematografico, senza rinunciare alla complessità dei personaggi e alla tensione psicologica, troverà in Exhos il connubio perfetto tra ritmo serrato e introspezione profonda.
La sfida è stata tutta qui: concentrare in 400 pagine una storia complessa, che si dispiega agli occhi del lettore come una serie TV. Indizi, rapporti umani e snodi di trama si intrecciano in modo fluido e naturale, conducendo senza tregua alla resa dei conti finale.
Quale personaggio rimarrà più impresso ai lettori?
Nonostante “Exhos” sia una storia corale, che segue le vicende di diversi personaggi e sotto-trame, uno dei bambini a bordo emerge in modo sorprendente, stravolgendo la percezione iniziale della protagonista. All’inizio appare distaccato e viziato, ma le circostanze rivelano il suo coraggio, la sua intelligenza e una forza straordinaria: un piccolo co-protagonista che sfida ogni aspettativa e conquista il cuore di chi legge, dimostrando come, anche nelle situazioni più drammatiche, l’apparenza possa sgretolarsi e far emergere la vera forza.
Estratto
Quella notte il mare bussò di nuovo.
Toc. Toc. Toc.
Un suono sottile, osceno, che affiorò attraverso la paratia metallica a un palmo dalla sua tempia. Non era il rollio dello scafo, non il motore che russava nelle viscere della nave. Era una percussione viva, insistente. Come nocche feroci che battevano direttamente nel cranio. Nani spalancò gli occhi di colpo, nel buio denso della cabina. Le lenzuola, appiccicose di sudore, le si erano attorcigliate alle cosce. Il cuore le rimbalzava nel petto, un martellio contro le costole che sembrava volerle spezzare.
Di nuovo.
La svegliava sempre, quel rumore.
Ma non era mai il rumore. Era la rabbia.
Conosceva quel ritmo ormai. Non era più solo un ticchettio sul muro, accanto al suo cuscino. Era una piccola tortura, puntuale come le maree. Puntuale come la Voce.
Rachel Becker.
La ragazzina con la faccia da cerva spruzzata di lentiggini e quel modo molle di camminare, come se il mondo dovesse inchinarsi ai suoi piedi. Figlia di qualcuno di importante. Lo capivi dal modo in cui non diceva mai “per favore” e dal fatto che nessuno osasse dirle di no.
E quella notte era sgattaiolata di nuovo nel ripostiglio degli attrezzi.
Stesso luogo, stessa ora. Un locale stretto, infilato tra le cabine dei domestici come una ferita aperta nella mappa dello yacht, che puzzava di candeggina e stracci sudici. Era diventato il suo lupanare personale.
E indovina un po’ chi doveva sentire ogni gemito, ogni sussurro, attraverso la parete?
Nani, ovviamente.
Lei, che dormiva poco già di suo. Con il caldo. Con la divisa che sembrava fatta di resti di moquette. E quella certezza che la ragazzina lo facesse apposta. Solo per umiliarla, per farla sentire piccola.
Toc. Toc. Toc.
Nani strinse i denti. Non aveva bisogno di vederla per sapere che si trattava di lei. La figlia diciassettenne dei Becker.
Anche quella notte, i suoi sospiri erano arrivati liquidi, velati dal fruscio delle onde contro lo scafo.
Non sembrava solo sesso adolescenziale. Era un messaggio. Rachel sapeva che lei era lì, dall’altra parte. Le piaceva ricordarle chi comandava.
Io posso. Tu no. Io vivo. Tu servi.
La mano di Nani si chiuse a pugno sotto il cuscino. Le unghie affondarono nel palmo, cercando un dolore reale che sostituisse l’urlo che le premeva in gola.
Fuori, oltre l’oblò appannato, il mare continuava la sua corsa indifferente. Nero. Infinito. Sordo a tutto.
Solo Nani sentiva ogni cosa. Anche con le mani premute contro le orecchie.
Quando il trambusto cessò, provò a riprendere sonno.
Impossibile.
Rimase a fissare le onde, immobile, finché il cielo non si slavò di un rosa pallido.
Poi arrivò la Voce.
Sempre lei. Sempre puntuale.
L’autrice
Praticante avvocato penalista, Luana Brivio unisce una mente analitica a una spiccata creatività. Dopo il romanzo d’esordio del 2015, torna con Exhos, un thriller che fonde suspense psicologica e orrore tecnologico, disponibile su Amazon Kindle. Con uno stile immersivo e tagliente, la sua scrittura esplora le zone d’ombra dei rapporti umani e la fragilità morale che si cela dietro ogni scelta. Un nuovo thriller sarà pubblicato da Delos Digital a dicembre 2025.

