Al Thriller Café oggi è centrale un tema che sta alla base di tanti classici della narrativa di genere giallo e thriller, soprattutto nel filone domestic: la vendetta, e addirittura qui in razione doppia. “Doppia vendetta” di Chiara Domeniconi è infatti il libro che vi presentiamo oggi.
La protagonista è una giovane donna come tante, partita dall’Italia in cerca di fortuna, di un futuro migliore e forse per fuggire da un passato irrisolto e parecchio ingombrante. Ma il male, si sa, non ha bisogno di passaporto ed è ovunque.
Quella che doveva essere la sua rinascita nella Grande Mela si trasforma rapidamente in un vicolo cieco ad alta tensione: un cadavere, un’accusa ingiusta che le piove addosso, e la scoperta che la quotidianità può diventare un incubo nel giro di un secondo. Kate si ritrova sola, in una città che non conosce, a fare i conti con dinamiche oscure: gelosia, possesso, lussuria e lo stalking sottile di chi usa l’amore come un’arma di manipolazione per distruggere. Per salvarsi e dimostrare la sua innocenza, sarà costretta a scavare dentro di sé e a esplorare parti della propria identità che non avrebbe mai voluto conoscere.
“Doppia verità” è un romanzo che mette al centro l’esplorazione della psicologia femminile e delle relazioni tossiche, e nel quale Chiara Domeniconi ci ricorda che “essere innocenti non basta, se il mondo ha deciso di condannarti”.
Se siete pronti per un viaggio nel cuore di New York, e per un’immersione nelle dinamiche dello stalking e della manipolazione, allora potrebbe essere il romanzo per voi. Approfondite la lettura con l’estratto qui a seguire.
Tre domande all’autrice
Com’è nato questo libro?
Questo è il mio primo giallo ma non l’ultimo. La storia come quasi tutte le mie trae ispirazione dalla mia vita personale, ovviamente non l’omicidio in questo caso. Ma la ragazza in viaggio, il gatto… Poi ovviamente la fantasia, l’ascolto, l’ispirazione dal vissuto quotidiano e immaginario. I film e la letteratura. È un’idea che mi è nata un po’ all’improvviso, forse una frase detta da qualcuno mixata a qualcosa che avevo già in testa.
Cosa potrebbe piacere di più ai lettori?
È un libro piccolo ma contiene appunto una doppia vendetta, un viaggio, un matrimonio… piccolo ma concentrato di spunti avventurosi e psicologici. Chiedo sempre ai miei lettori una traccia per un possibile seguito. Mi piacerebbe diventasse una sorta di collana in cui ogni libricino è una storia a sè.
Il romanzo in un frase…
“La vita a volte presenta il conto, ma non sempre è giustizia. A volte è solo vendetta.“
Estratto
L’omicidio
In una fredda mattina di gennaio, finite le festività natalizie, il primo lunedì dopo l’epifania, Sally mi diede buca, l’ennesima, così partii per la mia corsa da sola Sul percorso coperto ancora dalla bianca brina mattutina, sotto a un polveroso strato ghiacciato, si potevano intravedere i resti dei fuochi d’artificio usati per la festa della Befana, bruciacchiati o pericolosamente inesplosi. L’odore di bruciato degli ordigni calpestati dai passanti si univa al pungente odore frizzante dell’aria invernale mischiata al profumo dei pini che, maestosi occupavano molto spazio nell’area del parco con la loro imponenza Ero quasi a metà percorso quando ebbi la netta sensazione di essere seguita.
Mi voltai di scatto, ma non vidi nessuno. La paura mi prese la gola, a quell’ora il parco era praticamente vuoto, solo pochi appassionati come me o gente a spasso con il cane che però, nell’immensità di quel posto, si disperdevano senza neppure incrociarsi per chilometri. Quell’impressione mi rimase sulla pelle e nella mente, fino davanti al portone verde oliva del palazzo di casa mia. Un brivido freddo si mischiava al sudore che cominciava a imperlare il mio viso; era stata la corsa, certo, la fatica, ma sicuramente anche la paura.
Una sensazione contrastante e per niente piacevole da provare, né sulla pelle né nei pensieri, che erano ormai confusi e annebbiati.
Con vigore, e mani tremolanti, aprii la porta e corsi sulle scale tenendomi forte al corrimano perché traballavo un po’. Entrata in casa cominciai a guardare dalla finestra; nessuno per strada, nessuno che mi osservava; viale alberato, deserto, come capitava sovente in quel quartiere Mi feci rapidamente una doccia nella speranza di lavare via quel senso di disagio e la paura.
Ero abituata a truccarmi e uscire velocemente, ma in quel caso feci tutto veramente in un lampo.
Fin da ragazzina non mi era mai piaciuto perdermi più di tanto davanti allo specchio, ero una che non se la tirava per niente, per dirla in malo modo, l’avevo sempre ritenuta una perdita di tempo inutile. An che da piccola con mamma era sempre una tragedia per farmi fare le trecce o i codini: quindi, figuriamoci in quel frangente, se fossi stata lì a darmi di spazzola e lacca o addirittura rimmel.
Non asciugai neppure i capelli, li chiusi in una semplice coda di cavallo; presi le chiavi dell’auto e scappai fuori neppure al sicuro della mia casa mi sentivo tranquilla, in pace. Appena arrivata in ufficio chiesi a Sally se, almeno per la settimana seguente, avesse potuto fare lo sforzo di accompagnarmi, spiegandole brevemente l’accaduto. Lei acconsentì subito, con un sorriso quasi formale, stringendo nervosamente dei documenti tra le braccia.
Fu così che nei giorni successivi stranamente puntuale, la mia amica mi fece compagnia, ma non notammo mai nulla di strano e io da quel momento non ebbi più la sensazione che qualcuno mi stesse seguendo.
La settimana successiva Sally si defilò e io ripresi così ad andare da sola Ricordo molto bene il gelido mercoledì della settimana dopo, ecco, quel maledetto giorno mi sembrò davvero che una persona mi stesse pedinando da lontano. Girandomi velocemente di scatto, vidi un’ombra alta che si nascondeva in fretta dietro un albero, ne ero certa Con mia grande delusione e amarezza quella volta dovetti accettare la realtà delle cose che si stavano pian piano rivelando e il fatto che almeno parte dei miei sospetti venissero confermati da quel pedinamento. Qualcuno mi stava spiando a distanza.
Chiara Domeniconi
Chiara Domeniconi è nata nel 1972 a Sassuolo, in provincia di Modena. Si occupa di gestioni immobiliari e scrive professionalmente dal 2016.
Ha frequentato la Scuola Holden e ha ricevuto riconoscimenti in vari concorsi nazionali. Collabora con diverse case editrici e predilige una scrittura che unisce profondità emotiva e ritmo narrativo.

