Di Marino - Zucca - AronaComincia oggi la seconda settimana di voti per il Bloody Mary Award 2010, il premio simbolico che Thriller Café attribuisce al miglior romanzo di genere giallo/thriller/noir in base ai voti di una giuria di esperti.
A darci il loro parere, stavolta
– Stefano Di Marino (in alto a destra)
– Danilo Arona (in basso a destra)
– Giovanni Zucca (in basso a sinistra)

Stefano Di Marino ha scritto un numero impressionante di romanzi di genere, firmandosi con il proprio nome o con diversi pseudonimi. Tra le sue serie più note, quella del Professionista (come Stephen Gunn), per la quale ha recentemente pubblicato Tiro all’italiana (Segretissimo) e Vendetta, volume illustrato uscito per Edizioni BD.
Ha votato per:
– “L’illusionista“, Edoardo Montolli, Aliberti
(Un romanzo che rispecchia l’ispirazione di giornalista investigativo di Edoardo Montolli mescolata a un meccanismo perfetto di suspense calato in una Milano vera e lontana dai luoghi comuni del noir italiano di questi ultimi anni)
– “La lingua del fuoco“, Don Winslow, Einaudi
(Un altro grande hard boiled di un autore che stupisce a ogni romanzo pur restando fedele ai suoi motivi ispiratori. Quasi un police procedural con inaspettati twist di trama e una sapiente manipolazione dei personaggi)
Troppo piombo“, Enrico Pandiani, Instar
(Un ritorno ma anche una svolta nella scrittura delll’autore de Les italiens. Sempre grandi l’atmosfera parigina e la gestione di un personaggio femminile che lascia traccia nel ricordo del lettore. Una trama meno ‘sparata’ che in precedenza in cui si legge un chiaro riferimento a classici del cinema francese e della letteratura noir, svolto con leggerezza e dinamicità).

Danilo Arona è giornalista, scrittore, critico cinematografico e letterario, ma anche ricercatore sul campo di “storie ai confini della realtà”. Ha pubblicato un numero immenso di articoli su quotidiani e riviste, saggi sul cinema, racconti, romanzi. Il suo ultimo libro edito è Palo Mayombe 2011 (Avatar/ Kipple).
Ha votato per:
– “Ti voglio credere“, Elisabetta Bucciarelli, Kowalski
– “Bastardo posto“, Remo Bassini, Perdisa
– “Killzone“, Alan D. Altieri, TEA

Giovanni Zucca è scrittore, traduttore, consulente editoriale e grande appassionato di gialli/thriller. Vincitore di numerosi concorsi di genere, ha pubblicato racconti in numerose antologie per noti editori (tra cui Mondadori e Sonzogno).
Ha votato per:

– “Sangue misto“, Roger Smith, Einaudi (trad di Fabiano Massimi)
(Ti chiami Burn sei ricercato negli USA scappi a Città del Capo e in chi ti imbatti? in una serie di figli di puttana da paura… Azione, ritmo, un film già pronto – certo, il finale è prevedibile, ma è quello giusto.)
– “Operazione Atlanta“, Hugues Pagan, Meridiano Zero (trad di Peppino Campo)
(In Francia le chiamano guerres de polices, polizia e servizi vari che si fanno le scarpe, con in mezzo un terrorista internazionale e i soliti (ma avercene!) poliziotti ‘al limite’ di Pagan – qui baro, l’avevo già letto in originale, comunque molto bello e ‘nero’)
– “Il ladro di icone“, William Ryan, Cairo Editore (trad di Giancarlo Carlotti)
(Della serie, ha senso indagare su un delitto, anzi una serie, se intorno c’è l’orrore? (Guerra, dittatura, ecc) Qui c’è Stalin, nell’URSS delle purghe feroci, eppure Korolev indaga. Un buon epigono del notevole ‘Bambino 44’ (ma il filone ha molti altri antecedenti) per un sotto-genere che apprezzo molto.)

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