“What You Want To See” di Kristen Lepionka è il secondo capitolo della serie dedicata a Roxane Weary, investigatrice privata di Columbus, Ohio. Come la stessa Roxane, la storia è piena di energia, frizzante di arguzia e tagliente come una frusta. Soprattutto, What You Want To See è un giallo di prim’ordine, quella rara combinazione di una trama abilmente costruita e di una caratterizzazione dei personaggi altrettanto acuta e perspicace.
Roxane, poco più che trentenne e spinta verso questa professione precaria — per non dire pericolosa — dal desiderio di emulare il defunto padre poliziotto, è un personaggio davvero interessante. In questo secondo romanzo, la Lepionka ne approfondisce lo sviluppo, evitando abilmente i cliché e rendendola una figura con cui è facile empatizzare: un cocktail in parti uguali di “ragazza della porta accanto” e investigatrice tenace come un pitbull.
Il merito della Lepionka in What You Want To See sta nel far sì che Roxane lasci il segno sulla storia, pur popolando il romanzo di figure memorabili. Dai protagonisti alle semplici comparse (cameo), tutti i personaggi sono abbastanza curati da risultare davvero distintivi. L’autrice ha il dono di rendere interessanti anche le situazioni più banali, offrendoci un assaggio di come i suoi personaggi vedono il mondo. È una questione di tecnica e istinto. E significa che la Lepionka può moltiplicare i personaggi e renderli comunque indimenticabili, coinvolgendo il lettore in molteplici livelli e trame intrecciate.
Tutto inizia con Arthur Ungless, un piccolo imprenditore sulla cinquantina, simpatico e senza pretese, che assume Roxane per pedinare Marin Strasser, la sua fidanzata molto più giovane, confidando all’investigatrice: “Probabilmente stai pensando: cosa diavolo ci vede in me una donna bella come lei?”. Il giorno successivo, il caro amico di Roxane, il poliziotto locale Tom Heitker (ex partner del padre), si presenta a casa sua per dirle che Marin è stata assassinata, la stessa notte in cui aveva avuto una lite pubblica con Arthur.
Roxane va a trovare Arthur, scosso e in difficoltà, a casa sua; beve qualcosa con lui e fruga tra i beni di Marin, sorprendentemente scarsi, trovando un medaglione con la foto di un bambino. Arthur vuole confermare l’incarico a Roxane per scoprire chi ha ucciso Marin — è dolorosamente consapevole che la polizia non vede l’ora di incastrarlo — e il giorno seguente l’investigatrice lo visita di nuovo, questa volta nella sua tipografia. Qui assiste a un agguato in cui sparano ad Arthur e uccidono accidentalmente una giovane donna, Tessa Pomp. Si scopre che Tessa è la sorella di Derek Pomp, un uomo assunto di recente da Arthur su raccomandazione di Leila Hassan, un’ex dipendente di Arthur poi licenziata per furto, che si rivela essere un personaggio piuttosto misterioso.
Roxane vede la donna al funerale di Tessa; Leila sembra essere, o più probabilmente essere stata, in rapporti intimi con il padre della ragazza morta, Vincent, un uomo ricco con le mani in pasta in parecchi affari loschi, tra cui spicca lo sviluppo immobiliare. Prima del funerale, Vincent “invita” Roxane a parlare con lui — ovvero ordina al suo autista/guardia del corpo di costringerla a salire in auto dove lui la sta aspettando, in puro stile mafioso.
Roxane si trova tra l’incudine e il martello: c’è qualcosa che probabilmente lega l’omicidio di Tessa a quello di Marin, ma non riesce a capire cosa sia, e naturalmente la polizia vuole che stia alla larga da entrambe le indagini. Inoltre non sa come comportarsi con Arthur — tecnicamente ancora suo cliente — finito in ospedale dopo essere stato quasi ucciso nella stessa circostanza in cui è morta Tessa. Era lui il vero bersaglio? È lui il collegamento?
Imperterrita, Roxane cerca di destreggiarsi tra i due casi e, grazie alla sua eccellente capacità di far confidare le persone, scopre che Marin era coinvolta in una disputa con la famiglia del suo defunto e ricco ex marito, William Harlow, i cui parenti avevano fatto di tutto per escluderla dal testamento. Roxane apprende dai figli di Harlow (una strana coppia di fratelli che vive insieme, entrambi più anziani di quanto non fosse la matrigna Marin) che la donna aveva avuto un figlio da William: Nate, che è proprio il bambino della foto trovata da Roxane a casa di Arthur. Scopre inoltre che, dopo la morte del marito, Marin era stata sospettata di aver rubato oggetti d’antiquariato alla famiglia.
Livelli e trame: in What You Want To See, la Lepionka svolge un lavoro eccellente nell’intrecciare i due filoni principali — gli omicidi di Marin e Tessa — in una narrazione avvincente e serrata. Ma il suo non è solo un abile lavoro di trama. L’autrice dipinge ritratti davvero convincenti di una vasta gamma di personaggi disparati, ognuno ben elaborato e reso brillantemente; ciascuno aggiunge il suo peculiare tassello a un mosaico tanto complesso quanto appagante.
Recensendo il romanzo d’esordio della Lepionka, “The Last Place You Look“, avevo scritto che possedeva il tocco dell’autrice esperta per scrittura e intreccio. Credo che in What You Want To See si superi, ampliando il ventaglio dei personaggi e creando un romanzo ancora più stratificato, senza che il ritmo cali mai.
Soprattutto, riesce a mantenere Roxane un personaggio fresco e coinvolgente, un’impresa non da poco per una figura che potrebbe facilmente scivolare nella macchietta della detective dura o “temprata” dall’alcol (ha una predilezione per il whisky), o peggio, una combinazione di entrambe. La differenza sta nei dettagli: nel modo in cui Roxane si prende cura della sua giovane amica Shelby quando ha problemi con il padre, o nel modo in cui si relaziona con la sua famiglia travagliata (il padre era un poliziotto eroe morto in servizio circa un anno prima degli eventi narrati).
Kristen Lepionka possiede un’abilità impareggiabile nel ritrarre le relazioni, nel mostrarci le molle che spingono i suoi personaggi ad agire (what makes them tick). Se continuerà a creare trame intelligenti come le prime due, allora possiamo attendere con giustificata trepidazione il terzo capitolo delle avventure di Roxane Weary.
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