Volver – Maurizio de Giovanni

Volver – Maurizio de Giovanni

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Redazione
Protocollato il 27 Dicembre 2024 da Redazione con
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Oggi al Thriller Café si respira aria di mare e di ricordi, ma non lasciatevi ingannare dalla brezza: porta con sé l’odore acre della guerra che sta per scoppiare. La recensione odierna è per “Volver. Ritorno per il commissario Ricciardi”, quindicesimo capitolo della saga di Luigi Alfredo Ricciardi firmato da Maurizio De Giovanni (Einaudi, 2024).

Siamo alla fine del 2024 e de Giovanni compie una scelta narrativa radicale: sradicare il suo protagonista dalla sua Napoli per portarlo alle origini, nel Cilento profondo, a Fortino. Il titolo, preso in prestito dal celebre tango di Carlos Gardel, non è solo una citazione musicale, ma il manifesto dell’intero romanzo: “Tornare“, con la fronte appassita e le nevi del tempo che argentano le tempie.

La trama si svolge nel luglio del 1940. L’Italia è appena entrata in guerra e il regime fascista stringe la morsa. Per proteggere la piccola Marta e i suoceri ebrei dalle leggi razziali, Ricciardi ha lasciato la questura e si è rifugiato nella vecchia dimora di famiglia nel Cilento. Qui, tra le pietre assolate e i silenzi della provincia, il barone di Malomonte non trova pace, ma un vecchio fantasma: un caso irrisolto di trentaquattro anni prima. Un uomo era stato trovato morto nel bosco, archiviato come incidente di caccia, ma il “Fatto” — o forse solo l’istinto — suggerisce al commissario in esilio che la verità è sepolta sotto decenni di omertà. Nel frattempo, a Napoli, la situazione precipita: il dottor Modo, antifascista irriducibile, finisce nel mirino della camicie nere e rischia la vita. Toccherà al brigadiere Maione, aiutato dall’inseparabile Bambinella e da una contessa coraggiosa, tentare un’operazione disperata per salvare l’amico, mentre la città si prepara ai primi bombardamenti.

Analizzando il volume, si apprezza il coraggio dell’autore di rompere lo schema consolidato. Spostare Ricciardi in un contesto rurale, lontano dai vicoli dei Quartieri Spagnoli, permette di esplorare le radici del suo dolore e della sua solitudine in modo inedito. La narrazione parallela funziona egregiamente: da una parte l’indagine “fredda” e cerebrale nel Cilento, dall’altra l’azione frenetica e carica di pathos a Napoli, dove la Storia con la S maiuscola irrompe con violenza. Il tema della paternità e della protezione della famiglia aggiunge uno strato di vulnerabilità al protagonista che lo rende ancora più umano.

Tuttavia, il ritmo della parte cilentana risulta talvolta più lento, quasi dilatato dal caldo estivo, rispetto alla tensione vibrante delle scene cittadine. Per chi ama l’interazione corale tipica della serie, vedere il gruppo diviso per gran parte del libro potrebbe essere un piccolo dispiacere, anche se necessario per l’evoluzione della trama. Inoltre, l’indagine sul cold case, pur affascinante per l’ambientazione bucolica e arcaica, manca forse di quella complessità labirintica a cui ci hanno abituato i delitti metropolitani.

In conclusione, “Volver” è un romanzo di cerniera, malinconico e potente. Una lettura imprescindibile per i fan, che qui troveranno non solo un giallo, ma la chiusura di certi cerchi emotivi e l’apertura verso un orizzonte storico sempre più cupo.

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