Via delle streghe – Marilù Oliva
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La violenza contro le donne riempie la cronaca italiana tutti i giorni, ormai, da anni, e non sembra che il nostro legislatore riesca a trovarvi rimedio. Non sono soltanto le notizie di cronaca ad allarmare ed angosciare la gente, le madri, le adolescenti, sono soprattutto certi resoconti giudiziari ad indignare tutti. Di oggi, mentre scrivo questa recensione, l’annuncio da prime pagine che per la seconda volta la Cassazione ha annullato l’ergastolo all’omicida di Carol Maltesi. Che l’ha poi fatta a pezzi e bruciata sulla griglia di un barbecue da campeggio.
Comprensibile quindi che siano i femminicidi a far da sfondo a questo romanzo, tra il noir e il gotico-storico, anche se le vittime qui sono tutte di sesso maschile. Tutti accomunati da un sospetto, che però non si è potuto trasformare in certezza. Sono loro ad aver ucciso le loro compagne, che li avevano lasciati, che aspettano un figlio da loro, ree solo di non aver saputo scappare in tempo. Ne sono certamente responsabili, ma non li si può condannare. Mancano le prove, esistono i cavilli.
La Congrega non ci sta. Neanche a farlo apposta abitano in via delle Streghe, a Bologna, e tutte loro sono interessate a quella porzione immonda di storia, quando le guaritrici, le erboriste o anche soltanto le donne diverse erano così temute da venir messe al patibolo. Magalie le studia da professoressa universitaria e Serena ha scritto la tesi sulla vicenda di Gentile Budrioli, l’ultima vittima del rogo in piazza san Domenico. Zulmira le imita, tra una boccia di cristallo da vera truffatrice e un balconcino pieno di erbe velenose. Iside ne ha incarnata una, quando si è librata nell’aria lasciandosi cadere dal quinto piano.
Si ritrovano dopo mezzanotte, per i loro Sabba, e lì pianificano vendette, omicidi e “giustizia”. Si sentono al di sopra di ogni sospetto e al di là di qualsiasi reprimenda: stanno ripulendo il pianeta dagli scarti, dagli uomini schifosi, stanno evitando altre donne uccise.
Ma il meccanismo si inceppa: una di loro vuole di più e lo vuole per sé. Non informa le altre delle sue mosse, mette a repentaglio tutte, sino ad un epilogo di morte ed orrore.
Da sempre impegnata nel riscrivere storie di personaggi femminili epici, con un notevole background di pubblicazioni e premi, Marilu Oliva omaggia le vittime dell’Inquisizione tacciate di stregoneria ed intreccia le loro vere storie a fatti di cronaca, che accenna come meri espedienti di trama, ma che rende riconoscibili a tutti.
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