Un’estate per quattro delitti. Le indagini di zia Agape – Tiziana Fasoli
Al bancone del Thriller Café troviamo oggi un romanzo in cui l’arte del ricamo incontra abilmente quella del delitto: “Un’estate per quattro delitti. Le indagini di zia Agape“ di Tiziana Fasoli.
Siamo a Roma, nell’elegante quartiere residenziale di Salus Maxima. Villette immacolate, giardini curati al millimetro, sorrisi di circostanza tra vicini e un silenzio dorato che maschera segreti inconfessabili. Qui vive zia Agape, insegnante elementare cinquantenne, in aspettativa e impegnata nella trascrizione di un’enciclopedia online. Tra un giro di uncinetto, letture di gialli e passeggiate con l’anziana madre, Agape coltiva una passione viscerale per i dettagli che non tornano.
Dotata di una memoria di ferro e di una curiosità quasi letale, la donna fa da “consulente ombra” per l’affascinante nipote, Angel, giovane poliziotto che ha preso l’abitudine di raccontarle i casi della giornata. Tutto scorre in questo rassicurante equilibrio teorico, finché Agape non si ritrova coinvolta direttamente in un’indagine. Lascia allora la poltrona del salotto per invadere la scena del crimine e stringe amicizia con la SOS (Squadra Omicidi Sperimentale) e, in particolare, con Roger Sunstorm, un affascinante patologo nativo americano.
Quello che per gli altri è un semplice omicidio come tanti, lei lo vivrà come la trama sottile di un lavoro a maglia, in cui gli intrecci diventano i comportamenti, le omissioni e le coincidenze troppo precise.
Tiziana Fasoli ci regala con questo libro un cozy mystery con una Miss Marple nostrana, “impicciona” ma geniale, per una lettura leggera, acuta e garbata; se siete inclini al piacere puramente intellettuale del rompicapo, “Un’estate per quattro delitti” potrebbe essere la lettura giusta per voi.
Siete curiosi? Qui a seguire vi lasciamo con alcune domande all’autrice e un breve estratto per approfondire ulteriormente.
Domande all’autrice
Com’è nato questo libro?
Tutto è partito dal mio interesse per i gialli, che siano un libro o un film. Trovo intrigante cercare di capire fin dall’inizio chi potrebbe essere il colpevole. Mi sono detta: “perché non pensare a un personaggio che possa fare altrettanto?”. Ed è lì che è nata zia Agape. Una donna single, una zia cinquantenne, che spesso passa inosservata tra la gente con il suo aspetto “ordinario”. Ma è proprio questa “invisibilità” che diventa il suo “superpotere”. Quando avviene il “punto di non ritorno”, ossia l’uccisione di alcuni amici di cui è intenzionata a trovare l’assassino, lei, come le eroine dei libri che ama leggere, inizia a intrufolarsi, con discrezione, nell’indagine sul campo, finché il suo aiuto non diventa indispensabile. Il suo talento viene tacciato di invadenza, le viene attribuito il soprannome di “impicciona”, ma diventa un elemento prezioso per la squadra.
Qual è la cosa che i lettori potrebbero apprezzare di più nel romanzo?
I lettori potrebbero apprezzare il fatto che la protagonista sia una persona comune, ma con speciali doti che diventano evidenti solo se provi a conoscerla meglio. In fin dei conti, Agape non ha nulla dell’eroina perfetta: è normale, spesso impacciata, si imbarazza di fronte a situazioni che la vedono al centro dell’attenzione, insomma è autentica, la “zia della porta accanto”.
Che cosa rimane del romanzo ai lettori dopo l’ultima pagina?
Quando leggiamo un libro i personaggi ci accompagnano per quel tratto di vita; passiamo del tempo con loro, quasi fossero nostri amici. Conosciamo i loro pensieri, approviamo o disapproviamo le loro scelte, ci dispiace se commettono errori e viviamo con empatia le loro emozioni. Sappiamo che quel personaggio non è reale, ma forse è bello immaginare che sia qualcuno che abbiamo veramente frequentato, così da affezionarci a lui o lei come se esistesse veramente. Sarebbe bello se i lettori e le lettrici chiudessero il romanzo “Un’estate per quattro delitti. Le indagini di zia Agape” con la sensazione di aver incontrato qualcuno di insolito, e al contempo con la curiosità di sapere cosa questo personaggio farà dopo, magari in un’altra stagione. È bello immaginare che il viaggio di Agape e dei suoi amici continuerà anche dopo queste pagine.
Estratto
La doppia morte
Roma, Via delle Rose,
quartiere di Salus Maxima,
ultimi giorni di giugno 2025
Ma almeno posso dire di non annoiarmi!
Chi non mi conosce bene potrebbe definirmi una graziosa vecchietta annoiata che non ha altro da fare che impicciarsi dei casi del nipote poliziotto, ma a dirla tutta, sono una diversamente giovane rampante che si diverte a risolvere enigmi apparentemente inspiegabili. Ebbene, sì. Mi diverto. Perché? La risposta è semplice! Perché analizzo i crimini come elaboro i miei lavori all’uncinetto di cui ho riempito tutta la casa (a malincuore di parenti che criticano questo mio, a loro parere, passatempo inutile): tende, centrini per tavoli per non parlare di lampade, tovaglie, coperte… Inizi con il filo, uno semplice, cotone o lana, liscio, libero, che a mano a mano che il lavoro procede si intreccia come un serpente dall’uncinetto, formando degli incastri intricati finché a lavoro finito appare l’immagine nella sua completezza.
Mio nipote dice che ho letto troppi libri di scrittrici famose e scrittori stimati. In questi ci sono protagonisti e protagoniste in cui mi immedesimo e che non sto qui a nominare per non fare troppa pubblicità, ma Angel (questo il nome del mio unico e preferito nipote) afferma anche che gli ricordo una simpatica vecchietta a prima vista ingenua, che all’apparenza passa il tempo a sferruzzare maglioni per il nipote e che invece, in barba al miglior investigatore, riesce a risolvere misteri che altrimenti rimarrebbero arcani alla maggior parte delle persone.
Tiziana Fasoli
Tiziana Fasoli è scrittrice e insegnante. Dopo gli studi universitari e il Master in Redattore in Casa Editrice, si è dedicata, con stile semplice, alla produzione letteraria. Le opere principali includono un romanzo giallo, “Un’estate per quattro delitti. Le indagini di zia Agape” (Vertigo), alcuni romanzi storici quali, “Le cronache di Jack West” (Ctl Livorno), ambientato nelle terre selvagge degli Stati Uniti, ancora più indietro nel tempo, all’antico Egitto con “Cleopatra Selene e il mistero di Ficana”, (Capponi Editore), e “La morte di Antonio e Cleopatra” (Book Road Ed.).
Nel corso della sua carriera ha partecipato a diversi concorsi letterari tra i quali: nel 2014 vincitrice del concorso “Scrivendo racconto” con il racconto storico “Fabiola”, nel 2010, “Mare di carta” con il racconto “La principessa Tuthensis”, nel 2008 vincitrice del concorso “Progetto Emergenza Scrittori” con il romanzo fantasy “La notte dell’inganno, la vera storia di Orlando, un vampiro a metà”.

