l segreto di un buon thriller non è fare letteratura consolatoria. Tutt’altro. È il tentativo, riuscito, di creare una trama ammaliante che scivoli tra indizi e depistaggi, disseminati in modo velato nel testo, e “scoraggi” il lettore dal tirare il primo filo narrativo che gli capita tra le mani, tra i tanti personaggi che l’hanno tessuto, e sciolga subito l’enigma.

Valerio Marra, questo, lo sa bene. Non a caso Una notte buia di settembre è un thriller solido e mozzafiato, emotivamente teso, che incatena, coinvolge, commuove, stupisce. Irretisce.

Siamo a Frascati, nel 2017. Angelo Donati, frontman e chitarrista trentacinquenne di una rock band famosa nella zona dei Castelli Romani sebbene in declino, i Dust Rocker, viene trovato morto nel suo appartamento. A scoprirne il cadavere è Alina, la badante moldava dell’anziana vicina, la signora De Carlo, che allerta subito le autorità.

Soffocamento? Strangolamento? La serratura dell’abitazione di Donati non è mai stata forzata. Dunque, la vittima conosceva il suo assassino? Chi potrebbe averlo voluto morto? E perché?

Sul caso indaga la squadra capitanata dal commissario Festa coordinato dal magistrato Antonella Greco (con cui in passato c’è stato qualcosa in più del mero rapporto lavorativo) e aiutato dall’agente scelto Russo, il pivello Conti, il sostituto commissario Moretti, l’assistente Giorgi.

Le piste da seguire sembrano essere due: la musica e la droga. La dipendenza dalla cocaina ha reso Donati inviso agli altri componenti della band e anche alla sua stessa fidanzata che, da troppo tempo, si sente trascurata. Inoltre, gli ha procurato forti debiti con musicisti e spacciatori di droga che reclamano ciò che gli spetta. E, ovviamente, sono disposti a tutto pur di ottenerlo. Mentre scava nei rapporti di Donati, Festa si rende conto che lo scenario è più sfaccettato e intricato di quanto pensasse, e che la musica e la droga potrebbero non essere le uniche due chiavi per risolverlo. Comincia così a delinearsi un sottobosco di sospetti, e sospettati, molto più ampio e incredibile di quello che ci eravamo prefigurati.

Valerio Marra è un ottimo ricamatore di storie che riesce nella difficile impresa di dar vita a un thriller esistenziale dove l’eccellente uso della tecnica narrativa (trama accattivante, ritmo scorrevole e pastoso allo stesso tempo, uso curato della parola, colpi di scena a profusione, personaggi multi-sfaccettati e indimenticabili) si coniuga con le molteplici fragilità dell’animo umano. La solitudine (sentimento a cui l’autore dedica un intero, ed emozionante, capitolo di pura lirica), l’amore, le crepe esistenziali, l’emotività che contraddistingue ogni personaggio. Perfino il granitico e compassato commissario Festa ha i suoi cedimenti, che Marra indaga con profonda delicatezza.

Una notte buia di settembre scorre tra indagini serrate, gorgheggi di poesia e sinfonica intensità, tanto per restare in tema musicale, e le colorite stravaganze del commissariato di via Sciadonna, a Frascati. Tra un commissario Festa, assorto nei suoi pensieri e con l’immancabile sigaretta tra i denti, le battute irriverenti dell’esuberante Russo, le spalle strette del timido Conti, le profonde riflessioni di Moretti, gli esilaranti battibecchi tra Russo e Conti che conferiscono un tocco di ironia alla storia. La scelta, poi, di mantenere l’uso dialettale nei dialoghi rende ancora più vividi, e veri, i personaggi e permette una maggiore empatia, e immedesimazione, nelle loro (dis)avventure.

Ottimo libro. Consigliatissimo per chi ama intrighi, inganni, suspense, emozioni.

E misteri. Col cuore, tanto, dentro.

Recensione di Manuela Maccanti.

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Una notte buia di settembre. Un caso complicato per il commissario Festa
  • Editore: Newton Compton Editori
  • Autore: Valerio Marra

Articolo protocollato da Manuela Maccanti

Manuela Maccanti vive a Fucecchio, in provincia di Firenze. Nata nel 1977, è laureata in Lingue e letterature straniere e ha un passato da giornalista per Il Tirreno. Dopo aver frequentato laboratori di scrittura creativa, nel 2021 si iscrive alla scuola Saper Scrivere e diventa editor e correttore di bozze. Finalista in vari concorsi letterari nazionali e pubblicata su antologie di poesie e racconti (Silvio Ulivelli Edizioni, Raffaelli Editore, Delos Books, Writers Magazine Italia, Algra Editore), nel 2021 esce il suo primo romanzo, "Lo stoppino e la candela", Capponi Editore. Appassionata di arte, di Hitchcock, della mente umana e del mistero in tutte le sue sfaccettature (gialli, thriller, noir) nel 2023 pubblica il suo primo thriller psicologico, "Cella numero ventitré", edito da Sette Chiavi (finalista al "Garfagnana in Giallo" 2024 e menzione speciale per il miglior protagonista). La sua frase preferita è: «Un vincitore è un sognatore che non si è mai arreso».

Manuela Maccanti ha scritto 8 articoli: