Una festa in nero – Alice Basso

Una festa in nero – Alice Basso

Serie: Anita Bo
Editore: Garzanti
Rossella Lazzari
Protocollato il 13 Settembre 2024 da Rossella Lazzari con
Rossella Lazzari ha scritto 169 articoli
Archiviato in: Recensioni libri
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Se c’è una cosa che di sicuro non si può imputare ad Alice Basso è di non essere chiara, onesta e sincera con i suoi lettori: lo sapevamo tutti, sin dall’inizio, che il quinto volume della serie con Anita Bo, la giovane dattilografa appassionata di gialli nella Torino degli anni ’30, sarebbe stato l’ultimo. Eppure, quando si arriva alla fine, all’ultima pagina dell’ultimo volume di una serie così coinvolgente, si sta male lo stesso e ci vuole un po’ per metabolizzare, per lascar andare storie e personaggi.

Lo sapevo, mi era già accaduto con la serie di Vani Sarca, ed è stato lo stesso con “Una festa in nero” (Garzanti), quinto ed ultimo volume di questa serie Cozy storica. No, non vi racconterò la trama, perché già so che finirei per svelare troppo degli avvenimenti cruciali della storia. Sappiate solo che si tratta di spie, spie, tante spie, e di fughe nella notte e rese dei conti e scoperte su persone insospettabili… e speranze e tracolli. Chi ha letto i precedenti volumi della serie capirà, o immaginerà, o magari avrà già letto questo libro e starà aspettando l’audiolibro per rileggerselo ancora e non lasciarlo ancora andare.

Alice Basso qui tira le fila della storia, chiude i conti con tutti – o quasi tutti – i personaggi e mentre lo fa descrive Torino e l’Italia di quegli anni difficili, con la consapevolezza – che purtroppo non possono avere i suoi personaggi – che quelli che verranno saranno ancora peggiori. Ed è generosa, Alice, perché ci mostra sempre nuovi aspetti della storia del giallo, sempre nuovi autori e suggestioni, e cose che nemmeno sapevamo di voler approfondire.

E sì, questa recensione sarà di certo poco tecnica, poco obiettiva, poco tutto, ma è molto, molto accorata. Io non so come farò a lasciar andare Anita, Sebastiano, Clara, Candida, Julian, Diana, Rodolfo, persino Mariele e Corrado e tutti gli altri, ma so che è stata una fortuna, un accrescimento culturale, un piacere per me incontrarli.

A voi, che ancora non conoscete questa serie, consiglio di recuperarla… Vi divertirete e in più imparerete di certo qualcosa sul passato e sul presente.

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