Un segreto di ghiaccio – Mo Malo

Un segreto di ghiaccio – Mo Malo

Editore: Piemme
Tatiana Vanini
Protocollato il 6 Settembre 2025 da Tatiana Vanini con
Tatiana Vanini ha scritto 83 articoli
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Dopo “La notte bianca” (Piemme, marzo 2025) che ha presentato al pubblico il capitano Qaanaaq Adriensen, Mo Malo torna in libreria in Italia sempre tramite Piemme con una nuova indagine di Adriensen: “Un segreto di ghiaccio”.

In questo avvincente caso, veniamo trasportati di nuovo nella natura magnifica e indifferente della Groenlandia, scoprendone usi, miti, leggende e le condizioni di vita dei suoi cinquantamila abitanti sparsi in piccoli comuni.

Qaanaaq Adriensen sta per essere reintegrato nel suo ruolo di comandante dei diversi distretti di polizia dell’isola, ma prima dovrà affrontare la valutazione psicologica di una professionista impostagli dal suo capo in Danimarca e, sempre su imposizione del superiore, visitare, uno per uno, gli avamposti di polizia sparsi sul territorio groenlandese. Siamo ormai alle porte dell’inverno e della notte totale, e le condizioni meteo si fanno sempre più difficili con le tempeste del temibile blizzard che possono scatenarsi e rendere difficili gli spostamenti. Qaanaaq non è felice delle imposizioni, che lo tengono lontano dalla compagna nell’ultimo periodo di gravidanza e dai piccoli gemelli che ha adottato da tre anni, ma le cose si complicano ulteriormente quando l’uomo inizia a interessarsi al suicidio di una diciassettenne e ai pacchi provocatori che gli vengono recapitati. Il contenuto? Pezzi di un corpo umano. Qualcuno sta giocando con il poliziotto e il suo fine è oscuro quanto la notte groenlandese, spietato come il freddo.

Un segreto di ghiaccio” si rivela da subito un thriller carismatico, affascinante. È comprensibile anche da solo, senza conoscere nulla del precedente romanzo. La storia vive e i rimandi alle parti salienti contenute in “La notte bianca” fanno sì che non ci siano buchi di trama o parti incomprensibili.

Leggermente straniante è per noi occidentali approcciarsi ai nomi groenlandesi, rendendo magari difficile discriminare i diversi personaggi, almeno per la parte iniziale. In fondo al libro si trova un utile elenco con i nomi dei protagonisti e i ruoli nella vicenda.

La curiosità viene attratta, proprio mentre si entra in connessione con Qaanaaq, se lo si incontra qui per la prima volta, o si riprende il contatto letterario per chi già lo ha conosciuto.

Ben presto ci rende conto che la trama è strettamente legata alle condizioni sociali, culturali e ancestrali della Groenlandia, del suo popolo e della sua condizione di nazione sotto il controllo della Danimarca. Il thriller diventa così romanzo di formazione e informazione. Entriamo in connessione con una natura che può essere magniloquente, immensa, generosa e bellissima, quando non tenta di ucciderti. Le condizioni estreme rendono necessaria una certa aggregazione comunitaria, ma d’altro canto le ingerenze moderne, che aiutano la sopravvivenza, ma soppiantano pian piano la cultura originaria, generano nei giovani uno smarrimento, una depressione e un’intolleranza che troppo spesso li porta a suicidarsi. Scopriamo così che la Groenlandia, al netto di essere la nazione meno popolata del pianeta è quella col più alto tasso di suicidi, con una deriva preoccupante. Un tempo erano i membri anziani della comunità che, per non essere un peso, sceglievano la morte per sollevare il clan di un peso; oggi sono i giovani, il motore e il futuro, a decidere di morire anzitempo. Vivere in Groenlandia è difficile, ancor più lavorare; sognare sembra impossibile e andare avanti diviene una lotta quotidiana.

Mentre seguiamo Qaanaaq e la sua squadra investigare su un suicidio e trovare connessioni con altre morti premature, mentre i pacchi dal macabro contenuto si susseguono, ci scontriamo con centri abitati dove l’infanzia non è tanto cullata, amata e protetta, quanto abusata e martoriata. Colpa di alcol, droga, decadenza di costumi. È un mondo ambivalente quello che viene descritto nel libro in maniera magistrale dall’autore: bellezza e miseria insieme, dove non esite l’una senza l’altra. Veniamo rapiti dalle descrizioni, commossi dalle casette di legno tutte colorate che sfidano il bianco onnipresente, siamo colti da domande e riflessioni quando ci confrontiamo con la vita in un posto così selvaggio.

Il romanzo si dipana dinamico: c’è un’indagine da portare avanti in modo non convenzionale, ci sono inseguimenti, uscite con tempo estremo che hanno estreme conseguenze, agguati, interrogatori con persone che possono essere aperte al dialogo come ostruzioniste. Le sorprese non mancano e si fanno più incalzanti e adrenaliniche man mano che la storia di dipana.

Le usanze, le leggende dell’isola entrano di prepotenza nella trama, parlando anche di sciamanesimo e tatuaggi rituali. Da qualche parte, nascosto tra le case e il ghiaccio, c’è qualcuno che ha preso le antiche storie e le sta facendo rivivere in modo distorto, per fini noti a lui solo. Quando poi la manipolazione incontra la vendetta, l’esito è incerto, ma cadranno delle vittime.

Un segreto di ghiaccio” ha personaggi profondi, creati con cura, di cui conosciamo indoli, caratteri, sogni e speranze. Qaanaaq e le persone a lui più vicine, come quelle più importanti per il caso, sono di certo le figure meglio caratterizzate, ma anche i personaggi secondari si offrono alla conoscenza del lettore, per una messe umana dove nulla è lasciato al caso. Belli anche i dialoghi e le interazioni tra i personaggi, che offrono sia esempi positivi di amicizia e legami e famigliari solidi, sia la controparte negativa, come la manipolazione e la dissimulazione.

Un finale teso conduce a un degno finale che lascia soddisfatti.

Mo Malo è lo pseudonimo di maggior successo di uno scrittore francese che ha all’attivo diverse opere. “La notte bianca” e “Un segreto di ghiaccio” sono i primi di una serie di gialli ambientati in Groenlandia che ha avuto un ottimo riscontro in Francia.

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