Un grido fatale – Angela Marsons

Un grido fatale – Angela Marsons

Serie: Kim Stone
Editore: Newton Compton
Marina Belli
Protocollato il 29 Settembre 2025 da Marina Belli con
Marina Belli ha scritto 165 articoli
Archiviato in: Recensioni libri
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Il riassunto del Barman

Una strana tranquillità aleggia sulla squadra della detective Stone: nessun caso aperto, nessuna emergenza. Di conseguenza la detective Kim Stone e l’affiatatissimo Sergente Bryant devono, con grande gioia di Kim, partecipare a una riunione sulla sicurezza per il firmacopie in un centro commerciale, di una starlette del gossip, mentre Stacey si occupa di un vecchio caso e Penn cerca di riprendere la vita normale dopo la morte della madre.

Al centro commerciale c’è molta agitazione: una bambina è stata ritrovata da sola, e della madre nessuna traccia: l’istinto di Kim vorrebbe che si fermassero a indagare, ma i colleghi di pattuglia sono già sul posto. L’istinto però non tradisce Kim, perché poche ore dopo il corpo della giovane donna viene rinvenuto con evidenti segni di omicidio.

Ma chi poteva voler morta una donna normale, con una bella famiglia? A poche ore un omicidio analogo scuote la squadra: un’altra giovane madre viene assassinata, ma stavolta un bambino sparisce.

Nessun indizio, nessuna traccia, nessuno sospetto: l’indagine sembra arrestarsi ancora prima di partire, ma l’omicida scrive alla polizia chiedendo di essere fermato.

L’autunno è alle porte e con il buio che arriva presto una serata libro/tisana ha sempre un certo fascino, soprattutto con un nuovo romanzo di Angela Marsons, valore aggiunto a un già piacevole scenario.

La Marsons, nel corso della ormai longeva serie dedicata alla Detective Kim Stone e alla sua squadra, ha avuto la capacità di andare oltre la serialità, creando una sorta di community affezionata e fidelizzata che sicuramente ama ritrovare le trame investigative create dalla regina del giallo inglese, ma anche riallacciare il legame con le storie personali di personaggi che, nel tempo, sono diventati familiari, sono cresciuti, cambiati, hanno affrontato perdite e nuovi arrivi. Ogni nuova storia è una specie di “ritorno a casa”, un posto sicuro dove non mancheranno una buona storia e volti familiari raccontati sempre con garbo, ironia e reale empatia.

In questo nuovo romanzo il ritmo si fa accelerato, e del resto un omicidio al giorno, con un killer che chiede di essere fermato perché non ha intenzione di smettere di uccidere ma senza reali indizi su cui lavorare, impone alle indagini un dinamismo maggiore: Un grido fatale è forse uno dei migliori romanzi della serie, nel quale la tensione dei protagonisti si avverte dalla prima all’ultima pagina in un ritmo serrato senza sbavature. Anche la storia secondaria – che in questo caso mette in luce Stacey, decisa a fare giustizia in un vecchio caso di stupro – si innesta perfettamente nella trama primaria, e anche se forse l’idea può risultare un po’ forzata il risultato si incastra molto bene nella trama.

In “Un grido fatale” Angela Marsons affronta il tema delle aspettative e della competizione, e di come queste, se amplificate e distorte, incidano sull’equilibrio delle persone: in questo romanzo l’approfondimento psicologico è particolarmente importante, perché – non essendoci alle spalle motivazioni come il denaro, o la vendetta che lascino una traccia investigativa – l’esito delle indagini dipende dalla comprensione dell’assassino: e si tratta di un assassino che in un certo modo vorrebbe essere salvato – in primo luogo da sé stesso – vorrebbe essere visto e capito, e il suo comunicare con Kim Stone è una ricerca di redenzione che, comunque, non può arrivare.

Il finale spiazza il lettore, e la futilità delle motivazioni alla base degli omicidi rende bene il peso delle pressioni psicologiche subite da chi uccide: se si può arrivare a togliere la vita a persone innocenti per traumi subiti molti anni prima, allora il peso di un trauma infantile scava nell’animo umano molto più profondamente di quanto, in superficie, appaia. Il tema dell’infanzia torna spesso nei libri della Marsons, e in questo caso è un avvertimento su quanto l’indifferenza verso i bambini possa lasciare ferite profonde in termini di insicurezza e di solitudine.

Ritmo, tensione, ma anche momenti dedicati alla vista personale della squadra, un velo di humour nero: non manca nulla a questo bel thriller psicologico che si legge con molto piacere. Consigliatissimo.

Angela Marsons vive nella Black Country, in Inghilterra, la stessa regione in cui sono ambientati i suoi thriller. Autrice prolifica, con la serie dedicata al Detective Stone ha raggiunto la meritata fama internazionale. Tutti i romanzi della serie sono pubblicati in Italia da Newton Compton editori.

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