Un caso complicato per l’avvocato Ligas. Perdenti – Gianluca Ferraris
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Gianluca Ferraris (Genova, 1976), l’autore di “Un caso complicato per l’avvocato Ligas. Perdenti“, era un giornalista e scrittore italiano. Iniziò la carriera nel 2001 lavorando per Panorama, da lì altre collaborazioni importanti lo hanno portato nelle redazioni di giornali come Chi, Economy, ma anche in quelle di programmi come Quarto Grado. Le sue opere, cinque romanzi e tre saggi, cominciarono a uscire nel 2011 e l’avvocato Ligas fece la sua prima apparizione nel 2021 per Piemme. Oggi “Un caso complicato per l’avvocato Ligas. Perdenti” torna in libreria con Corbaccio e sullo schermo in una esclusiva Sky e con Luca Argentero nella parte del protagonista.
L’avvocato Ligas è un uomo sull’orlo del baratro. Divorziato, ha evidenti problemi con la bottiglia e vive fugaci quanto inutili notti con donne conosciute su Tinder o rimorchiate nei bar. Si sta perdendo, tanto che i soci stanno pensando di dargli il benservito e togliere il suo nome dalla targa dello studio. Al momento lo hanno convinto a prendersi una vacanza, ma le cose non migliorano quando la ex moglie gli comunica l’intenzione di trasferirsi in Svizzera con la figlia di otto anni. Un discesa nell’abbruttimento che sembra non trovare ostacoli salvifici, cambia quando una meteora della musica, Jack Zero, ingaggia Ligas affinché si occupi della sua difesa in un caso di omicidio. L’indagine sembra già bella che chiusa e blindata, eppure a Ligas il suo cliente sembra sempre più un innocente incastrato. Da qui parte un indagine difficile nella città di Milano, una metropoli nota per fare a pezzi chi non riesce a stare al passo con i suoi folli ritmi e i primi a cadere dal treno in corsa, sono proprio quelli che, nella vita, hanno assunto lo spiacevole ruolo di perdenti.
“Un caso complicato per l’avvocato Ligas. Perdenti” si dimostra da subito accattivante, fino a diventare senza dubbio un appassionante Legal Thriller di casa nostra, che nulla ha da invidiare ai romanzi di John Grisham. Immerso poi in una dimensione che i lettori italiani conoscono e nella quale possono rispecchiarsi, assume il vantaggio di chi gioca in casa per un immersione nella trama via via maggiore.
La scrittura schietta, che non fa sconti ai personaggi ma nemmeno al teatro degli eventi, la profondità dell’intero impianto narrativo, rendono l’opera immersiva e bellissima.
Il personaggio principale, Lorenzo Ligas, che nei capitoli a lui dedicati e sono la maggioranza, racconta in prima persona, non è perfetto, anzi è pieno di difetti. Eppure stare dalla sua parte è un attimo, perché risulta coerente anche nei suoi comportamenti più distruttivi. Potrebbe essere un vero principe del foro, e lo è stato, ma è scivolato, caduto e ancora non si e rialzato. Le sue capacità sono vere e numerose, tanto che fa rabbia vederlo annegare nella sua dipendenza, lo si vorrebbe scuotere per un braccio mentre gli si urla di smetterla, di crescere e rimettersi in sesto, per sé stesso, per la figlia, per il lavoro e sì anche per noi lettori.
Accanto a Ligas incontriamo tante altre figure che boccheggiano nella follia che è diventata la vita a Milano oggi. La città è votata al lavoro, al successo, al guadagno, in una corsa priva di riposo che lascia indietro più perdenti di quanti siano i vincitori. Ci sono gli immigrati più o meno irregolari che sognano una vita normale e ottengono l’esatto continuo, professionisti stressati, artisti di talento che riescono a stare in piedi solo grazie a qualche litro di alcool o alle piste di coca, donne che cercano di trovare un posto decente a uno stipendio adeguato facendo a spallate contro il muro di una società che premia il maschio al di là del merito, l’apparenza che deve essere mantenuta a ogni costo, le aspettative da soddisfare e i fallimenti da nascondere fino a che è possibile. Poi c’è il potere, cercato, desiderato, soprattutto da chi si è sempre sentito inadeguato e debole. Un potere che, se arriva, è capace di trasformare in un mostro anche chi era partito con le migliori intenzioni, se poi l’animo non era purò nemmeno all’inizio, il peggio non può fare altro che arrivare.
Il romanzo è un thriller che gira intorno al mondo di avvocati e PM, e l’autore rende ogni procedimento, passo, azione e conseguenza in modo chiaro, pulito, così che tutto sia comprensibile, per una storia che si dipana in modo godibile. Bella l’indagine svolta da Ligas con l’aiuto della preziosa Daniela, sorprese e colpi di scena non mancano, per una soluzione che si può indovinare permettendo così al lettore di entrare con pienezza nel caso.
In “Un caso complicato per l’avvocato Ligas. Perdenti” il giallo e la vita privata del protagonista si sposano a meraviglia, per emozionare, coinvolgere e far riflettere.
Dopo aver letto questo romanzo si è soddisfatti e proprio per la prematura scomparsa dell’autore, nel 2022, ci si rammarica che tanta bravura e competenza sia giunta troppo presto alla fine.
Un romanzo da leggere e da vivere.
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