Un cadavere in cucina – Giancarlo De Cataldo

Un cadavere in cucina – Giancarlo De Cataldo

Editore: Einaudi
Elisa Contessotto
Protocollato il 12 Agosto 2025 da Elisa Contessotto con
Elisa Contessotto ha scritto 85 articoli
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Oggi al bancone del Thriller Café serviamo un piatto d’alta cucina letteraria: “Un cadavere in cucina” di Giancarlo De Cataldo, edito da Einaudi. Un giallo raffinato e irresistibile, dove la tensione si mescola al profumo dei funghi… e al retrogusto del veleno.

In un elegante ristorante stellato di Roma, il Controcorrente, si apre la scena con una cena esclusiva. Tutti i commensali dall’alta borghesia, politici e stelle dello spettacolo vengono colpiti da un’intossicazione causata da una ricetta errata a base di funghi: un classico incidente gastronomico. Ma la faccenda prende una piega oscura quando, due giorni dopo, un colonnello dell’esercito muore inspiegabilmente, nonostante la presenza di un allucinogeno che, di regola, non è letale.

Mentre l’atmosfera tesa del locale e i sibili dei media si fanno sempre più forti, emerge un secondo cadavere, quello dello stesso chef Marini.

È allora che entra in scena il PM melomane Manrico Spinori, noto come “il Contino”: lascia la sua vacanza a Sabaudia e si tuffa nell’intrigo tra false piste, rivalità nel mondo gourmet, ingerenze dei Servizi Segreti e spie affascinanti.

Con la sua squadra tutta al femminile, l’esuberante Deborah Cianchetti, l’esperta tecnologa Gavina Orrù e la meticolosa Brunella, Spinori naviga fino al cuore di una congiura tra potere, cibo e vecchi rancori.

Un cadavere in cucina trasforma una vicenda giudiziaria in un affresco ironico e sorprendente del nostro presente. L’ambientazione nella cucina del ristorante Controcorrente è un vero e proprio microcosmo da indagare, dove le rivalità tra chef, le gelosie nascoste, la fame di successo e il potere si mescolano con le ambizioni della haute cuisine. Il giallo si costruisce come un puzzle elegante e moderno, intrecciando media, magistrati, agenti segreti e perfino lo showbiz, in una trama a incastri che ricorda da vicino le derive del true crime contemporaneo, senza però rinunciare a una buona dose di satira sociale.

In questo labirinto di indizi e piste depistanti, a muoversi con grazia e acume è il PM Manrico Spinori, aristocratico melomane fuori dagli schemi, che usa l’opera come bussola morale e investigativa. Il suo stile è inconfondibile: allergico alla burocrazia, gentiluomo d’altri tempi, ironico e irresistibilmente charmant. Ma è attorno a lui che si muove una squadra davvero ben costruita – Deborah, Gavina e Brunella – ognuna con un ruolo preciso, un’identità forte e un linguaggio proprio, che portano nella narrazione una vitalità romanesca lontanissima dagli stereotipi.

Tra una battuta tagliente e un’indagine serrata, De Cataldo costruisce un ritmo impeccabile: i capitoli sono brevi, asciutti, affilati come lame, e la scrittura procede senza sbavature, con la precisione di chi conosce bene tanto il noir quanto la macchina giudiziaria. E poi, sullo sfondo, ma non troppo, si muove una figura femminile raffinata e magnetica, che riesce a turbare anche l’apparentemente imperturbabile Contino: tra loro si gioca un duello fatto di sguardi, ambiguità e desiderio, un corteggiamento sottile che aggiunge fascino all’intera vicenda.

Se ami i gialli con atmosfera sofisticata, ritmo vivace e personaggi che non si incasellano facilmente, questo sesto capitolo della serie Manrico Spinori è un appuntamento imperdibile.

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