Tutto muore – Juan Gómez-Jurado
Questo romanzo è la resa dei conti per Aura Reyes: Aura ha affrontato quasi tutto, l’omicidio del marito, la prigione, il rapimento di una delle gemelle e una valigetta piena di segreti.
Ora Constanz Dorr le propone un gioco pericoloso, nel quale dovrà scegliere se fidarsi delle alleate di sempre o trovare le risposte al passato.
Ma dovrà fare attenzione, perché la verità ha sempre un prezzo e, quando tutto sembra aver trovato risposte, tutto crolla, perché in questa guerra senza tregua nessuno è senza colpa.
Premessa: difficile apprezzare fino in fondo “Tutto muore” se non si sono letti i precedenti capitoli della trilogia dedicata a Aura Reyes, che a loro volta si inseriscono nel più grande e ambizioso universo di “Regina rossa” creato da Juan Gómez-Jurado.
Dopo “Tutto brucia” e “Tutto torna”, arriva quindi il capitolo conclusivo della nuova trilogia: un libro che è in qualche modo una resa dei conti, e che allo stesso tempo apre le porte ad altri possibili orizzonti narrativi.
Per raccontare “Tutto muore” c’è una citazione che sintetizza l’idea di fondo: “Non lasciare che il Male ti faccia credere di poter avere dei segreti con lui”. Perché questo poi è l’essenza del romanzo, la ricerca di verità nascoste che anche i personaggi più positivi (mai totalmente, perché l’ambiguità dei protagonisti è uno dei cardini di tutta la trilogia) hanno un lato nascosto: Gómez-Jurado riesce a dare molte delle risposte che il lettore vorrebbe come chiusura del cerchio, anche se forse lo fa in maniera un po’ troppo articolata e complessa. Ma del resto questa è la sua cifra stilistica – che è anche un po’ la cifra di molti scrittori spagnoli – , nella quale un accadimento criminale apparentemente lineare si espande in una serie di cerchi concentrici sempre più ampi e sempre più inaspettati.
“Tutto Muore” chiude le storie di Aura, Mari Paz e Sere, tre donne, che nei precedenti capitoli hanno costruito un legame e un’alleanza apparentemente indistruttibile: ad innescare la miccia degli eventi torna in scena il personaggio di Constanz Dorr, personaggio manipolatore e cinico già presente nel precedente romanzo, che su Aura ha un piano preciso, forse un po’ troppo complicato, ma che Gómez-Jurado riesce a far funzionare grazie anche al ritmo instancabile che imprime al romanzo che non permette di fermarsi troppo a riflettere sulla plausibilità o meno delle situazioni.
E se Aura Reyes è la protagonista indiscussa, di Sere si scoprirà un passato che ancora non del tutto conosciuto, così come il ruolo di Celeiro e degli altri legionari, con Mari Paz alla loro ricerca e con conseguenze che si riveleranno drammatiche.
Il punto di forza di questo epilogo è la scrittura dei personaggi: Gómez-Jurado ne ha raccontato le storie durante tutta la trilogia, e il capitolo finale chiude – quasi sempre – il loro arco narrativo mai banale e sempre complesso. La trilogia non è solo una storia adrenalinica di crimini e complotti che percorre l’Europa, e anche il racconto di crescita di personaggi che, nell’arco di alcuni anni, cambiano, talvolta alla ricerca di redenzione e talvolta alla ricerca di verità sullo sfondo di un mondo che è già cambiato.
Per amare questa trilogia si devono ovviamente amare i romanzi che – a questo approfondimento umano e alla complessità psicologica dei personaggi – affiancano un ritmo serrato e propongono trame che, talvolta, chiedono una sospensione dell’incredulità non indifferente: il tutto è iniziato con Aura Reyes madre borghese e dirigente di successo, l’omicidio del marito e finisce con una vicenda di circoli segreti e legionari, ma il tutto è costruito con grande maestria, una scrittura lineare ma intrigante e una rigorosa capacità di tenere insieme trame e sottotrame che alla fine del romanzo annodano solamente i fili che l’autore ha deciso di allacciare e lasciano spazio per un ulteriore sviluppo dell’universo di “Regina Rossa” e il ritorno in scena di un personaggio da un passato remoto.
Juan Gómez-Jurado, madrileno, classe 1977, è un giornalista e un romanziere tradotto in quaranta lingue. La trilogia composta da “Regina Rossa”, “Lupa Nera” e “Re Bianco” ha avuto un successo clamoroso, con oltre tre milioni di copie vendute, e l’ha consacrato come l’autore di thriller spagnolo più venduto di sempre, nonché come uno dei massimi esponenti del genere a livello internazionale. Fazi Editore ha inoltre pubblicato i romanzi “Il paziente”, “Cicatrice”, “Tutto brucia” e “Tutto torna”. Da “Regina Rossa” e da “Cicatrice” sono state tratte le omonime serie Amazon Prime Video, di grande successo.
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