Tutta la morte davanti – Jeffery Deaver e Isabella Maldonado

Tutta la morte davanti – Jeffery Deaver e Isabella Maldonado

Editore: Longanesi
Monica Bartolini
Protocollato il 3 Luglio 2026 da Monica Bartolini con
Monica Bartolini ha scritto 140 articoli
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La coppia di detective Carmen Sanchez e Jack Heron torna dopo “Fatal Intrusion” con un’investigazione alquanto singolare dal titolo “Tutta la morte davanti” (“The grave artist“) (Longanesi), consolidando sempre di più la coppia artistica composta da due grandissimi scrittori americani Jeffery Deaver e Isabella Maldonado.

Damon aveva scelto un look adatto a quell’occasione: completo scuro di taglio italiano, camicia bianca e cravatta bordeaux. Sfoggiava un taglio di capelli impeccabile ed era ben rasato, la pelle liscia come la buccia di una pera. Pressoché invisibile, come ogni volta che creava uno dei suoi tableaux. Nessuno si sarebbe accorto di lui. Sembrava un invitato qualsiasi al ricevimento dei Brock, uno dei tre che si stanno svolgendo in quel resort di Hollywood Hills, ai cui piedi si apriva una splendida vista di Los Angeles.

Antony Brock ha da poco sposato la sua Allison e sta festeggiando in un resort sulle colline di Hollywood, quando viene stordito e spinto giù brutalmente da Damon Garr. In che relazione sono i due uomini tra loro? Non si conoscono ma uno è il killer dell’altro. Il corpo di Antony giace sugli scogli in riva al laghetto in fondo al canyon assieme al suo cellulare fracassato. I primi rilievi fanno pensare al tentativo di scattarsi un selfie di uno sposino felice, ma alticcio, che ha perso l’equilibrio ed è fatalmente caduto nell’abisso.
Il caso viene affidato alla coppia di detective Sanchez e Heron di Long Beach, California, che costituiscono una minuscola squadra speciale denominata “i al quadrato“, per via della doppia i di indagini intrusionistiche.

Con l’aiuto di potenti mezzi informatici, primo tra tutti il micidiale sistema Declan, i due scoprono che sono stati commessi altri due omicidi in Italia con lo stesso modus operandi: una sposa morta a Verona tre settimane prima e uno sposo morto a Firenze quattro giorni dopo. Tutti hanno perso i sensi e sono annegate in un lago. La voracità della fauna ittica ha cancellato ogni traccia organica utile.

Se mai Discovery Channel dovesse parlarne in qualcuno dei suoi speciali a tema true crime, scommetto che il numero di omicidi intorno ai laghetti di pesci schizzerebbe alle stelle.

Ma chi è l’uomo che si intravede in un fotogramma sfocato della sicurezza del resort? E la donna con le inconfondibili scarpe con il bordo del tacco rosso e oro?

Sono correlati all’omicidio o semplicemente sono due dei tanti invitati, capitati per caso in prossimità del luogo del delitto?

Inoltre, il potente sistema Declan troverà solo connessioni con i casi già accaduti o riuscirà anche a predire quali potranno essere gli obiettivi futuri del Killer degli Sposini?

Il romanzo di Deaver e Maldonado è uno di quelle storie che ha un’infinità di sotto-trame più o meno ingombranti rispetto alla vera e propria caccia all’assassino.

Ogni personaggio ne è afflitto, portandone le conseguenze nell’azione presente.

La Sanchez è alle prese con la sorella Selina che ha deciso di giocare alla detective con il biglietto d’addio scritto dal loro padre prima di suicidarsi. Le mie dee, scrive delle figlie. Che significherà mai, dato che non le aveva mai chiamate così? Selina è certa che il padre non si sia ucciso per il rimorso di aver consigliato male dei titoli ai suoi investitori, quanto sia stato eliminato perché ha visto o capito troppo su un giro di riciclaggio di denaro.

Anche Heron ha il suo ben da fare con il suo ex nemico, l’hacker Tristan Kane, tornato alla ribalta anche se lui era riuscito a svuotargli i conti per acciuffarlo e con la problematica madre, genitrice a intermittenza. Così come il loro capo Williamson, alle prese con l’ex dirigente Reynolds e la caccia alla spia russa Ivan. Certo, la cattura di Ivan garantirebbe lo stanziamento di fondi da parte del Congresso per l’unità i al quadrato, ma è pur vero che l’indagine sul serial killer degli sposini deve avere la precedenza su ogni altra cosa.

E mentre la i al quadrato cerca di investigare a tutto campo, il killer si prepara a entrare in gioco un’altra volta.

Si allenava quattro volte a settimana. Tutti i migliori serial killer, del resto, erano un concentrato di forza. L’assassinio noto come BTK – dal suo modus operandi, bind, torture and kill, che consisteva nel legare, torturare e uccidere – sottometteva le sue vittime senza alcuna difficoltà, immobilizzandole per poi soffocarle. Lo strangolare di Boston aveva bisogno di un busto possente anche solo per il metodo con cui aveva scelto di commettere i suoi omicidi. E poi c’era Ted Bundy, che colpiva energicamente le sue vittime con oggetti contundenti e le mutilava in maniera raccapricciante grazie ai suoi muscoli tonici.

Un dettaglio su tutti inquieterà Sanchez e Heron: perché il killer vuole partecipare al funerale delle sue vittime a costo di essere intercettato dalla polizia?

Dal cimitero dove si sta svolgendo il funerale di Antony Brock, infatti, il killer degli sposini riuscirà a fuggire rocambolescamente quando capirà che la polizia non è caduta nella falsa pista dell’incidente, lasciando l’amaro in bocca alla i al quadrato che ancora non sa, però, di essere nelle mire del suo prossimo colpo.

La coppia Deaver-Maldonado funziona nel creare trame intricate a più livelli piene di tecnicismi e colpi di scena che portano continuamente a ribaltare i piani dell’azione.

Forse si può addirittura azzardare che i tecnicismi si devono proprio a Isabella Maldonado, prima donna latino-americana a essere nominata Capitano del suo dipartimento, mentre l’abilità di creare trame forse è più da attribuire a Deaver, uno dei più noti autori di thriller americani, insignito da poco del titolo di “Grand Master” dalla “Mystery Writers of America“.

Fatto sta che il romanzo corre, l’azione si spreca, ma quello che personalmente non ho trovato è una prosa fluida e descrittiva. Tutto mi sembra meccanico, senza un minimo di introspezione neanche nelle parti più pregnanti (quelle del killer o di Selina che ragiona sul biglietto d’addio del padre). I personaggi sono focalizzati, performanti, iper efficienti ma privi di anima.

Un’annotazione di colore per chiudere. Deaver ha scritto il lancio sulla copertina del nuovo romanzo di S. A. Cosby, uno scrittore che ammiro particolarmente: “Scritto con voce originale e magnetica, è un romanzo travolgente che – parola mia – si legge tutto di un fiato.” Indovinate? La mia prossima lettura sarà proprio “Il re delle ceneri” di S. A. Cosby!