The dinner party – Freida McFadden

Editore: Newton Compton
Tatiana Vanini
Protocollato il 11 Agosto 2026 da Tatiana Vanini con
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Il riassunto
The dinner party – Freida McFadden

Se vi piacciono i thriller psicologici, non potete non conoscere o non avere mai letto uno dei romanzi di Freida McFadden. Intensi, fuorvianti, pieni di tensione e dal finale inaspettato, sono davvero dei romanzi che sanno catturare l’attenzione. Con queste premesse, probabilmente il vedere in libreria “The dinner party“, la sua nuova opera, vi farà scattare subito verso la cassa, libro in mano. Attenzione. Non è quello che vi aspettate, Freida esce dalla sua zona di genere e lo fa con un libro che è un gioco, un divertimento, un omaggio a quei libri a bivi, i famosi “Scegli la tua avventura” degli anni ’80. Per leggere e apprezzare “The dinner party“, avete bisogno di curiosità, duttilità, magari una già conoscenza di cosa siano i libri a bivi, dove alla fine di ogni capitolo si deve prendere una decisione e andare alla pagina indicata, perché non si legge in modo consequenziale, no, si salta qui e lì a seconda delle scelte fatte e quando si arriva a un finale, si torna indietro, si sceglie diversamente e si vive una storia diversa, che può essere migliore o peggiore della precedente. “The dinner party” ha ventidue finali differenti, quindi magari un taccuino e una penna per segnarvi i bivi potrebbero fare comodo.

Un libro dove il protagonista è il lettore, scritto con la rarissima seconda persona singolare. Sei una ragazza spiantata, bisognosa di trovare il denaro per pagare l’affitto alla tua coinquilina che, altrimenti, ti caccerà di casa entro ventiquattro ore. Per fortuna un’altra tua amica ti telefona, per proporti un lavoro da cameriera in un cena di ricconi che pagano benissimo. Comincia così un’avventura surreale a bivi, perfetta per chi vuole leggere un racconto diverso, per un pomeriggio fuori dai canoni. “The dinner party” è un divertissement letterario, per lettori avventurosi. Un’opera che ha il solo scopo di intrattenere in modo alternativo con un thriller fantasy.

The dinner party” inizia in modo canonico, ma già l’avvertenza dell’autrice che dichiara essere la sua una storia a bivi, ci predispone alla diversità. Bastano poche pagine, anzi, pochi finali, per capire il tono surreale, eccessivo, di un libro che non si vuole prendere sul serio, ma indurre il lettore a giocare, a tornare bambino e ad accettare le cose più improbabili, frutto della fantasia.

I diversi finali si succedono in modo veloce, per un ritmo narrativo alto. Non c’è spazio per una vera tensione, sebbene i pericoli che affronta la protagonista siano tanti e diversificati. L’uso della seconda persona singolare nella narrazione, aiuta il lettore a mettersi in primo piano, ad affrontare le situazioni di petto, ma è più divertente che spaventoso, più esagerato che teso, per un libro leggero, che può portare alla morte come no, in modo spensierato, quasi inconsapevole. Quando si arriva a un bivio si può affrontare la scelta come più ci aggrada: di pancia, ragionando, in maniera sconsiderata oppure oculata, come se davvero fosse la nostra vita e ne andasse della nostra salvezza, tanto se un finale non piace si può sempre tornare al primo capitolo o al bivio più vicino e prendere una via differente.

Non so cosa abbia portato l’autrice a scrivere un libro così, ma la McFadden non poteva snaturarsi del tutto. Decidere di interrompere la lettura prima di aver scoperto tutti i finali sarebbe un peccato, e per un ben preciso motivo. Qui è lì ci sono dei dettagli, per fare un esempio viene detto subito che la protagonista, ovvero tu, lettore protagonista, hai dei piccoli problemi con la legge, ma non si sa altro. Ecco questo particolare si trova scritto in un finale, come altre piccole minuzie che trovano chiarezza in altri. Insomma “The dinner party” è un librogame costruito come un puzzle, ventidue pezzi che si trovano nei ventidue finali. Accanto agli umani e alla loro personalità, si incontrano soggetti che vengono dalla narrativa fantasy, gotica e horror, spezzando anche i vincoli del reale, per affondare nell’immaginario.

Se siete lettori ortodossi, legati alle regole di genere non apprezzerete questo libro, non lo capirete nemmeno. Se siete nostalgici degli “Scegli la tua avventura” allora tornerete bambini o magari li scoprirete con piacere per la prima volta. Prendetelo come un gioco, un’avventura, un libro diverso per evadere dalla realtà. E riuscirete anche a sorridere.