Uketsu, l’autore di questo mistery è un mistero lui stesso. Non si conosce la sua identità, appare sempre in dei video vestito di nero, con una maschera bianca e distorce la sua voce digitalmente. “Strani disegni” lo ha fatto diventare uno dei nomi di spicco della scena letteraria internazionale e il motivo è chiaro leggendo quest’opera. “Strani disegni” è innovativo, le immagini che si trovano nelle pagine, importantissime per risolvere la vicenda, sembrano normali, a volte banali, certe perfino bruttine, ma osservando con attenzione, seguendo la trama, diventano indizi inquietanti per un’esperienza visiva immersiva, fatta di lettura e attenzione ai dettagli.
“Strani disegni” comincia parlando di un blog, una sorta di diario personale di una persona che usa uno pseudonimo, che è stato aperto e poi interrotto bruscamente. Sembra una lettura banale, ma allora perché dei ragazzi amanti di horror e gialli lo trovano intrigante? Perché nasconde un segreto amaro, doloroso e sì, delittuoso. Altri capitoli si aprono subito dopo, raccontando un qualcosa che sembra slegato, indipendente: la storia di una madre, quella di un professore di arte e di un ragazzo che voleva fare il giornalista. “Strani disegni”, di nuovo, mostra un volto, quello di una raccolta di racconti, che in realtà è tutt’altro. Basta modificare il punto di vista, lasciare il tempo alla comprensione di farsi strada, ed ecco a voi un thriller perfetto, a incastri, imperdibile. Fatto di parole e di disegni è tutto da investigare e amare.
Dalla prima immagine, “Strani disegni” incuriosisce. Preciso e formativo, mostra al lettore come si interpretano i disegni, come l’insieme possa raccontare una storia e i dettagli ne mettano in luce un’altra. Le prime pagine introduttive sono così carismatiche che non si vede l’ora di proseguire, pronti ad accogliere tutti gli altri disegni che l’autore ha disseminato.
Si prova un po’ di delusione quando la narrazione del blog sembra interrompersi per lasciare il posto a un’altra trama. Attenzione, ho scritto sembra. Difatti il libro racconta una storia unica, creata e pensata a incastri, cambiando anche piano temporale. Ecco che l’unicità creativa di Uketsu si svela: ci sono i disegni da interpretare, ma anche le parti scritte rappresentano delle istantanee, dei momenti che hanno senso da soli, ma mostrano un panorama ancora più inquietante insieme, quando rendono visibile/comprensibile il quadro intero: la storia di un serial killer con motivazioni e spinte ben precise, un assassino lucido, deciso, intelligente, implacabile.
Belli i personaggi, sono comunque molto giapponesi e come tali non si discostano dalle tradizioni nazionali. Certi loro comportamenti a noi occidentali possono apparire strani, magari incomprensibili, perché la discrezione, il senso del dovere, sono per i giapponesi punti fermi della vita. Se si conosce un po’ il paese, magari per averne letto i libri, o i manga, dopo la visione di film e documentari, tutto diviene normale. Serve solo un po’ di confidenza.
Come di tradizione, nonostante le sue unicità, anche Uketsu mette gli alfabeti, hiragana e katakana, della scrittura a ideogrammi nella storia. Ma voglio tranquillizzare: non c’è nulla di nascosto per noi che usiamo l’alfabeto latino, e là dove serve una spiegazione più approfondita la si trova, giusto per non lasciare niente in sospeso e fornire al lettore tutte le risposte.
Sempre più avvincente, “Strani disegni” diventa una lettura imperdibile, avvincente. C’è tensione, rivelazioni e sorprese. Se il lettore arriva da solo a capire qualcosa può solo gioire, ma è felice anche chi segue la storia senza impegnarsi più di tanto a risolverla, perché si imparano anche molte cose: sulle tecniche di disegno, i segreti degli illustratori, l’interpretazione dei simboli. È anche un’opera molto umana, con tutte le miserie e gli errori di noi esseri fallibili. Si prova tristezza per le vite spezzate, per quello che avrebbe potuto essere e non si è realizzato, su come la scelta di una persona, che magari si è creduta più brava e competente di quanto in realtà era, abbia condizionato così tante vite.
C’è tanto su cui riflettere. L’amore e la cura. Il possesso e l’egoismo. Il salvare che a volte si trasforma nell’imprigionare. Si dice che la verità renda liberi. In effetti il finale del libro è positivo, ma non si può evitare di chiedersi se la catena del dolore si sia spezzata o stia solo aspettando il tempo giusto per tornare a stringersi. Quello che è indubbio è che il libro è uno scritto circolare: l’inizio e la fine coincidono, svelando l’ultimo intreccio, per un incastro perfetto di ogni elemento.
“Strani disegni” convince, e il fatto che Einaudi Stile Libero abbia in prossima pubblicazione altri libri horror e mistery di Uketsu, è una bella notizia.
Chissà quali altri sorprese ci attendono.
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