Senti la sua paura – Peter Swanson
Oggi al Thriller Café recuperiamo “Senti la sua paura” (titolo originale: “Her Every Fear“), romanzo con cui Peter Swanson dimostra ancora una volta, dopo “Quelli che meritano di essere uccisi“, di essere un maestro della suspense psicologica. Dovrei aggiungere anche del romanzo criminale, perché ci sono molti crimini, in realtà omicidi, in questa storia agghiacciante, ma penso che questo categorizzerebbe un’opera che merita di non essere classificata semplicemente in una categoria, poiché appartiene a quella gamma deliziosamente ibrida di romanzi: in parte criminosa, in parte suspense, in parte studio psicologico, che mostrano quanto può essere oscuro il lato oscuro della natura umana.
Soprattutto, Swanson eccelle, in modo simenoniano, nel modellare personaggi che sono sia nitidamente definiti che un po’ sfumati ai bordi, in modo che il lettore, pur essendo facilmente attratto da loro, non possa mai sapere esattamente cosa aspettarsi da loro.
Lo stesso vale per la trama: “Her Every Fear” non contiene scene ad alto testosterone, sparatorie o inseguimenti mozzafiato, ma una volta entrato nel ritmo ingannevolmente lento della narrativa – bisogna fidarsi di Swanson e andare con il flusso all’inizio – sono stato gradualmente ma irresistibilmente catturato dalla storia, altrettanto cauto su cosa sarebbe successo dopo come alcuni dei suoi personaggi stessi.
Kate Priddy, una giovane inglese con alle spalle una tragica relazione personale, decide di accettare l’offerta del cugino americano, che non ha mai incontrato, e di scambiare il suo piccolo appartamento di Londra con il lussuoso appartamento di Boston del cugino per sei mesi. Non sa esattamente cosa aspettarsi una volta arrivata lì e non è chiara su quale direzione dovrebbe prendere la sua vita – un personaggio incerto, forse inaffidabile, di modi gentili ma con una vena di indipendenza, affascinante eppure abbastanza vago da tenere i lettori sulle spine.
Il soggiorno di Kate inizierà nel modo più drammatico possibile, quando scoprirà all’arrivo che la vicina del cugino, una giovane di nome Audrey Marshall, è stata orribilmente assassinata la notte prima.
Mentre Kate affronta questa tragedia, Swanson concentra l’attenzione su Corbin Dell, il cugino che è appena arrivato nel suo appartamento a Londra. È un ricco professionista e una figura singolarmente solitaria, lontano dalla famiglia e all’apparenza privo di amici stretti. Ancora una volta, un personaggio i cui contorni non sono chiaramente definiti: è solo una coincidenza che sia partito nello stesso momento in cui Audrey è stata uccisa? Perché il suo appartamento, come scopre Kate, è così privo di tocchi personali? Che tipo di vita conduceva a Boston?
Mentre iniziamo a porci queste domande insieme alla fragile ma determinata Kate, Swanson apre una finestra improvvisa sul passato di Corbin e immerge il lettore in una serie di omicidi agghiaccianti. E mentre Corbin diventa improvvisamente una figura altamente sospetta, l’autore ci regala altri personaggi misteriosi, leggermente peculiari che orbitano intorno alle vite di Corbin e, inevitabilmente ora, di Kate. Tra essi, il vicino Alan Cherney, con la sua compulsione a spiare Audrey dalle finestre attraverso il cortile (echi di Rear Window di Hitchcock). Il cast relativamente ridotto di personaggi gioca a favore di Swanson che dipinge personaggi veramente coinvolgenti, anche se lascia ai lettori più intraprendenti un campo ristretto in cui cercare l’assassino di Audrey.
Ho menzionato Simenon in precedenza, e una delle caratteristiche distintive di Swanson è la sua capacità di disegnare villain veramente intriganti – qualcosa in cui il maestro belga (sì, è il mio autore di crimini preferito!) eccelleva. Odio gli spoiler, quindi non aggiungerò altro, tranne che Swanson riesce nell’opera originale e inquietante di ritrarre una mente contorta eppure assolutamente credibile.
Alla fine, però, non è la soluzione del mistero del delitto in sé a definire questo romanzo intelligente e atmosferico. È il senso di incertezza e paura che Swanson scatena nei suoi protagonisti e nei lettori, è l’apparente facilità con cui fa di ogni situazione, ogni incontro, un potenziale colpo di scena o minaccia. Ben fatto Peter Swanson, per un bel seguito di The Kind Worth Killing.
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