Se i gatti potessero parlare – Piergiorgio Pulixi

Se i gatti potessero parlare – Piergiorgio Pulixi

Editore: Marsilio
Luisa Ferrero
Protocollato il 14 Aprile 2025 da Luisa Ferrero
Luisa Ferrero ha scritto 59 articoli
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Lo scrittore di bestseller Aristide Galeazzo sta per terminare la stesura del ventesimo episodio della serie del suo investigatore Brizzi e il suo editore Polpicella ha escogitato uno scoop eccezionale. Lo scrittore terminerà gli ultimi capitoli del suo ‘Maestrale di sangue’ a bordo di una nave da crociera messa a disposizione dal suo editore francese. La nave, con a bordo Galeazzo, la sua famiglia, l’attore della serie TV e gli editori circumnavigherà la Sardegna e farà tappa in quindici porti dove saliranno i lettori per assistere a eventi relativi alla serie di Aristide e per cenare con l’autore.

A Polpicella serve, però, un libraio per vendere le copie dei romanzi del suo scrittore di punta. La scelta ricade sul “nostro” Marzio Montecristo che è tutt’altro che favorevole all’idea. Non ama i libri di Galeazzo e non ha nessuna intenzione di allontanarsi dalla sua libreria Les Chats Noirs. L’ostilità della sua collaboratrice Patricia e il fatto che la libreria cagliaritana stia versando in cattive acque costringono Montecristo ad accettare.

Porterà con sé, a bordo, l’ispettore Caruso, prossimo a far parte del club degli “investigatori del martedì”, e i due gatti Miss Marple e Poirot.

Durante la prima notte a bordo, il ritrovamento di un cadavere sconvolgerà la crociera. Si tratta, senza dubbio, di un omicidio e toccherà a Caruso e al suo sagace amico Marzio far luce su quella tragedia avvenuta in alto mare. I due sono alla ricerca disperata di testimoni, ma pare non essercene. O forse sì?

«Fuori, il vento ruggiva spandendo l’odore salmastro del mare. Il cielo sbrilluccicava di stelle. Un firmamento ineffabile e insensibile di fronte al delitto appena avvenuto.

[…]

Sul ponte, intanto, due occhi gialli luccicavano nell’oscurità.

Poi un secondo paio.

Miss Marple e Poirot, invisibili spettatori dell’intera scena, si fissarono per un istante. Le loro sagome erano nere come il peccato stesso di cui erano stati testimoni; i manti lucidi brillavano come il loro acume.»

In “Se i gatti potessero parlare“, sequel de “La libreria dei gatti neri“, ritroviamo Marzio Montecristo, un libraio sui generis che, a causa del suo carattere scontroso e che non si fa problemi a cacciare i clienti insolenti o poco educati, sta andando a rotoli.

« … quell’uomo alto e magro, dagli occhi malinconici e il viso spigoloso, possedeva un’aura irascibile che teneva lontani i possibili acquirenti. I pochi che entravano, imbattendosi in quello scorbutico libraio, giravano i tacchi e se ne andavano, quasi Montecristo emanasse delle vibrazioni negative, che invece lui attribuiva ai due gatti.»

In realtà, Marzio adora Poirot e Miss Marple e ne apprezza anche la loro ritrosia, la loro indipendenza e il loro essere anche un po’ altezzosi.

In questo romanzo esce, ancor più che nel precedente, l’umanità e il grande cuore di Montecristo perché, in pagine davvero tenere, cerca di fare in modo che, durante la sua assenza, le persone a lui molto care vengano accudite da altri al posto suo. E così la ragazza dark Maina (diminutivo di “Mai ‘na gioia”) dovrà dare una mano a Patricia in libreria; Fra Raimondo dovrà assicurarsi che alla gattara senzatetto Greta sia garantito un pasto al giorno; alla presidentessa del club degli “investigatori del martedì”, da tempo ricoverata in clinica perché affetta da Alzheimer, non manchino le visite di Montecristo, perché sostituito dall’anziana Camilla. I componenti del mitico club, così, pur non salendo a bordo della nave da crociera si renderanno comunque utili al libraio.

Se i gatti potessero parlare” è, a mio avviso, ancora più intrigante del precedente. Ci ho trovato più ritmo e più suspense, ma anche una sarcastica ironia che conquista.

La trama è originale e coinvolge fin dall’inizio, fin dal prologo, e i due “attori principali”, con intuizioni geniali, conducono un’indagine serrata e credibile

Siamo di fronte a un giallo classico che ricalca il genere di Agatha Christie, ma la bravura di Pulixi sta nel farsi carico delle modalità e dei temi tipici del genere giallo per stravolgerli, instaurando un arguto gioco con il lettore.

Intrigante ed emozionante.

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