Schiavi del passato – Pietro Garanzini

Schiavi del passato – Pietro Garanzini

Redazione
Protocollato il 19 Maggio 2026 da Redazione
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Il Thriller Café oggi serve “Mountain Manhattan“: bourbon americano ruvido tagliato con un liquore al Genepì delle nostre montagne. Un mix perfetto per accompagnare “Schiavi del passato” di Pietro Garanzini.

La storia inizia a Campra, un alpeggio in Valle Vigezzo. Marco è un uomo senza passato: lavora come boscaiolo e si mormora sia il miglior bracconiere della zona, un vero e proprio fantasma dei boschi che il maresciallo della Forestale, Impalà, non è mai riuscito a cogliere sul fatto. La sua vita ritirata e silenziosa va in frantumi quando il console americano in visita nella valle denuncia il rapimento della figlia undicenne, Melissa. Il console punta subito il dito contro Marco, e lui, braccato e consapevole di essere il capro espiatorio perfetto, fa l’unica cosa che sa fare: fugge nella selvaggia Val Grande.

Da qui, la storia accelera con l’arrivo in scena di agenti dell’FBI, mercenari e forze speciali. Da una parte Marco il fuggiasco si ritrova a rivivere segreti sepolti nella guerra del Vietnam, dall’altra il maresciallo Impalà lotta per dimostrarne l’innocenza. E intanto la verità affiora lentamente, svelando un intrigo di potere, vendetta e colpa.

Questo, in breve e senza fare spoiler, è quanto troverete in “Schiavi del passato” un thriller d’alta quota, ma anche un libro sulle colpe inespiabili e sulla giustizia ritardata. Un viaggio adrenalinico in cui nessuno dei protagonisti è davvero libero dai propri ricordi.

Se l’introduzione vi ha incuriosito, ecco a seguire un veloce scambio di battute con l’autore e un estratto dal prologo.

Due domande all’autore

Com’è nato questo libro?
Il libro è nato totalmente dalla mia fantasia, prendendo spunto da fatti reali, come la vita dei Lurp in Vietnam e altre vicende della Val Vigezzo.

Qual è la cosa che i lettori potrebbero maggiormente apprezzare nel romanzo?
Il nocciolo del romanzo è l’amore del padre nei confronti della figlia.

Estratto

Prologo

Tutte quelle persone ammassate nella capanna non gli facevano né caldo, né freddo. Vecchi, donne, bambini, i loro occhi a mandorla non riuscivano più a impietosirlo da tempo. Stavano aspettando un ordine che non arrivava. Afa e caldo potevano ammazzare un bufalo, ma non vi badava.

Si accese una sigaretta, sorrise a un bambino, ottenendo in risposta uno sguardo vacuo. Il tenente arrivò di corsa, i lineamenti del volto duri, gli occhi iniettati di sangue.

«Bisogna eliminarli» disse.

«Chi ha dato l’ordine?» chiese.

Il tenente lo fissò a un palmo dal suo naso.

«Ti ho dato un ordine, eliminate queste persone».

Osservò l’uomo alla sua destra, fumava, senza guardare nessuno. Si conoscevano bene, erano come fratelli, ma quel tenente era relativamente nuovo.

Con un’alzata di spalle si avvicinò alla capanna, gli altri fecero lo stesso. Solo il tenente rimase al suo posto, ma in quel momento nessuno vi fece caso.

Quante persone c’erano là sotto? Trenta, quaranta? Non lo sapeva. Durò tutto pochi secondi. Svuotarono i caricatori. Nessuno sopravvisse.

Prima di andarsene, distrussero le armi trovate e bruciarono il villaggio.

Allontanandosi da lì pensò che non gliene fregava nulla, erano solo degli animali, fottuti animali.

Pietro Garanzini

Nato a Novara nel 1978, ma residente in Val Formazza dal 1996, Pietro Garanzini è una Guida Alpina da ormai 22 anni.

Oltre alla montagna ha da sempre avuto la passione per la scrittura e la lettura. La Nero Press Edizioni ha pubblicato il suo primo romanzo giallo, “L’ultima traccia“. Dopo è stata la volta della Newton Compton Editori che ha pubblicato “L’assassino del lago“, altro romanzo giallo e “I grandi eroi della montagna“, raccolta di racconti scritta a quattro mani con Rossella Monaco.

 

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