Rosso trachea – Franz König

Rosso trachea – Franz König

Serie: Doc Roversi
Redazione
Protocollato il 9 Agosto 2025 da Redazione
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Se siete visitatori frequenti di Thriller Café avrete riconosciuto il nome di Franz König, autore del quale abbiamo presentato già diversi libri. Oggi vi segnaliamo “Rosso trachea“, la prima avventura di Doc. Roversi, ripubblicata da qualche settimana con una nuova veste.

In una provincia emiliana che chiude gli occhi, una poliziotta fuori dagli schemi e un medico di corsia inseguono l’omicidio di una donna che aveva appena scelto di rinascere.

Questa la storia se volessimo riassumerla in due righe, ma vediamo in dettaglio la trama.

Doc Roversi è un ortopedico in un piccolo ospedale di provincia. In una notte di reperibilità salva la vita a una giovane coinvolta in un incidente in moto: Maria Dos Santos, bella, solare, brasiliana, costretta alla strada da Tony, protettore violento morto quella stessa notte per le ferite interne. Qualche mese dopo Maria viene trovata nel suo letto con la gola recisa. Il caso tocca all’agente scelto Angelina Carta, l’ultima arrivata: tocca a lei impostare l’indagine per l’omicidio che tutti liquidano come “ennesima prostituta ammazzata da un cliente”. Angelina è arrabbiata, allergica alle gerarchie e al machismo, e per cominciare decide di ascoltare il primo testimone: il dottor Roversi. Maria, dopo l’incidente, stava cambiando vita: guarite le fratture, aveva reciso i legami col passato e si era legata a un uomo che le piaceva davvero. Chi l’ha tradita mentre guardava gli angioletti di Raffaello appesi alla testata del letto, macchiarsi di sangue? Tra pregiudizi, piste facili e una provincia che preferisce non vedere, Angelina e Roversi incrociano verità scomode. L’assassino è più vicino di quanto credano.

Se la storia vi sembra appassionante, qui a seguire vi lasciamo un estratto del romanzo.

Estratto

La telefonata arrivò verso le 10 di sera. Non fu una sorpresa. Con una giornata così, di inizio primavera, i ragazzini erano in giro con i motorini smarmittati a tutto gas. Dopo un inverno nebbioso e noioso, senza neve, senza inverno vero, la gente era uscita in massa, si sentiva nell’aria la voglia di vita. Era scritto da qualche parte, la calma invernale era finita, si aprivano le margherite nei prati e le gelaterie nei quartieri dormitori di provincia.

– Buonasera Doc la cercano dal Pronto Soccorso.

– Immaginavo… me lo puoi passare?

– Certo. Le passo il medico di guardia del PS. Comunque mi hanno detto di farla venire qui in reperibilità.

– Certo. Arrivo. Passami il PS per favore.

– Un attimo. Le passo il PS…

 Ci fu lo stacco con la musichetta di sottofondo che intervallava gli annunci in italiano e inglese… annunci di aspettare, per favore, l’interno desiderato… e la musichetta con la voce di Frank Sinatra che cantava una canzoncina lamentosa anni 60. Ma faceva solo il motivetto centrale, ripetitivo, staccato dopo pochi secondi dall’annuncio in italiano e inglese di aspettare l’interno desiderato… il Doc sentì l’istinto di chiudere il telefono mandando tutti al diavolo… poi un biiip e la voce metallica e nasale che rispondeva finalmente.

– Sei tu Roversi? Sono Collina. Ti ho fatto chiamare io. Devi venire dentro.

– Vengo. Mi dici qualcosa?

– Un incidente in moto. Due feriti. Uno è già stato spedito in sala chirurgica. Emorragia addominale. La ragazza invece ha delle fratture. Codice rosso. È in radiologia. Devi entrare… ti faccio chiamare qualcuno?

– È appena entrata in radiologia? No, non chiamare nessuno. Adesso arrivo. Tanto prima di mezz’ora non esce dai raggi. Chiamo poi io.

Sara, sua moglie, stava mettendo via i resti della cena, sparecchiava lentamente, riempiva la lavastoviglie con precisione, puntigliosamente, come se l’ordine dei piatti e dei bicchieri dentro la cabina d’acciaio rispondesse a un concetto metafisico, che solo lei era autorizzata a mettere in atto, alla ricerca di un rito perfetto.

– Devi uscire?

– Mi hanno chiamato.

– È una cosa lunga?

– Non so… forse… un incidente in moto. Tu va a dormire.

– Hai preso le pillole?

– No. Quando sono reperibile non le prendo. Penso che farò tardi. Due feriti in un incidente in moto.

– Quando torni svegliami.

– Sì… vai a dormire. Ciao. Si mise il giaccone ancora invernale e uscì. Il cane, mezzo segugio e mezzo spinone, alzò gli occhi un attimo per guardarlo, ma era passato il momento della passeggiata e della corsa, delle capriole dietro la curva a gomito a inseguire un messaggio nell’aria, era tardi, queste cose si facevano prima del tramonto, appoggiò il muso sulle zampe anteriori e lo seguì con lo sguardo indolente e sonnolento, mentre entrava in macchina.

Come era diventata grande quella casa da quando Anna era andata a studiare in città. Troppo grande per loro due soli. A volte rimbombavano le pareti per l’eco di chi parlava. Troppo grande il giardino, gli alberi da frutto che ormai si mescolavano con le querce in totale anarchia, la piccola vigna che cresceva disordinata e piena di muffe verdognole, il massimo che Roversi riusciva a fare era tagliare l’erba, almeno nelle parti pianeggianti.  Per il resto… ci aveva rinunciato. E Sara che si appropriava progressivamente di tutto quel vuoto, come bulimica, riempiendolo di oggetti accumulati, accatastati, seguendo un ordine che solo lei conosceva. Tutti quei libri, giornali, spartiti musicali, pubblicazioni, ma anche gomitoli di lana, ceramiche, appunti, piccoli mobili da aggiustare…. Erano necessari soprattutto a riempire il suo spazio emozionale, con la stessa puntigliosità che metteva nel riempire la lavastoviglie.

Per arrivare in ospedale ci volevano forse una decina di minuti, in discesa, senza traffico. Ma lì, in collina e in provincia, di traffico non se vedeva tanto. Il tempo necessario per accendersi il mezzo sigaro e concentrarsi sul destino della nottata. Per fortuna non aveva preso le pillole per dormire. Oltretutto si era reso conto che da qualche mese non facevano più l’effetto immediato di una volta, doveva aumentare la dose per addormentarsi, e la mattina si sentiva rimbambito come dopo una sbronza. Ma lui non si sbronzava da tanti anni. Meglio stare senza pillole, quella sera, meglio una notte in servizio piuttosto che a letto con gli occhi aperti a guardare il soffitto e ascoltare il respiro di Sara, pesante, ritmato, angosciante. Aspettando di sentire gli uccellini che, all’alba, cominciavano i loro riti amorosi nella piccola foresta del giardino. Decisamente meglio una notte in ospedale.

Entrò nello studiolo condiviso con altri quattro medici del reparto, spense il mezzo sigaro, si mise un camice e si diresse verso la radiologia. Lentamente, era piacevole ascoltare il rumore dei propri passi nei corridoi finalmente vuoti. Quell’ospedale di periferia era grande ma non infinito, si poteva percorrere da un reparto all’altro a piedi, conoscendo le scorciatoie, gli ascensori nascosti, le porte taglia-fuoco utili, e accorciare le distanze. In pochi minuti si arrivava dappertutto. In radiologia c’era solo una diagnostica accesa, fu facile trovarla, dentro c’era Paolina, la tecnica di radiologia, piccolina, culetto basso e rotondo, ma soprattutto un sorriso allegro e due occhi vivaci anche se in servizio di notte.

– Hai già qualcosa da farmi vedere?

– Certo Doc. Già qui…? Veloce come il vento il Doc. Allora… qui ho una spalla lussata… frattura scomposta di avambraccio, niente al bacino e alle gambe, torace pulito, mi sembra, aspettiamo il referto. Devo fare il cranio, ma la signorina è bella sveglia, direi, non dovrebbe esserci niente di grave.

– Chi è?

– Dunque… Maria Dos Santos. Anni 28. Caraibica. Molto bella Doc,  per fare i raggi alle gambe ho dovuto prendere le lastre lunghe. Va aggiustata bene, vale la pena…

– Tutti valgono la pena, Paolina, tutti…- Certo Doc. ma quando hai di fronte un’opera d’arte ci vuole un bravo restauratore, no? La vada a vedere, merita, anche se adesso è un poco ammaccata. Intanto prendo le lastre per il cranio.

L’autore

Franz König è lo pseudonimo di un autore che ha vissuto in ospedale per oltre quarant’anni e conosce molto bene i sentimenti, le emozioni e le atmosfere della sala operatoria e della corsia. Potete saperne di più sul suo sito ufficiale: https://www.franzkonigscrittore.com/.

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