Profili di gesso – Paolo Servi

Profili di gesso – Paolo Servi

Redazione
Protocollato il 14 Dicembre 2025 da Redazione
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Se sul pavimento del Thriller Café notate delle sagome da scena del crimine, state tranquilli: è del tutto normale. Le ha tracciate Paolo Servi, l’autore che segnaliamo oggi con il suo “Profili di gesso“, romanzo che conclude una trilogia di gialli iniziata con i precedenti “Le tre rune” e “Tamara”.

Protagonista di questa serie è Roxanne Lynch, ispettrice dell’Europol distaccata in Italia, esperta in omicidi seriali e rapimenti, stavolta alle prese con una catena di delitti nel mondo delle enoteche e dei viticoltori. Attorno ai cadaveri, come il titolo suggerisce, profili di gesso, e vino e sangue.
Le indagini partono da Bologna per spostarsi ad Arezzo, dove Roxanne si ritrova a lavorare in trio con un poliziotto toscano amante del volo e una giovane funzionaria di polizia. A dar loro supporto un manipolo di esperti dai talenti più svariati: Darius, giornalista libanese; Fabio e Mary, ex hacker partenopei; e Francesca Stella, artista sensitiva dalle visioni inquietanti.

La squadra poco convenzionale si confronta con il killer in un caso che intreccia mistero e umanità, in un cocktail arricchito da citazioni musicali e letterarie, che immergono il lettore in una sinfonia oscura di tensione e passione.

Questa in breve la storia che “Profili di gesso” racconta; se volete approfondire, ecco qui a seguire tre domande all’autore e un estratto.

Tre domande all’autore

Com’è nato questo libro?

Profili di Gesso” è nato come la chiusura naturale di un percorso iniziato con “Le tre rune” e proseguito con “Tamara“. Nei primi due romanzi avevo messo in moto un team investigativo volutamente eterogeneo — Roxanne Lynch, Darius, Fabio, Francesca e poi Camilla e Mary — che affrontava indagini segnate da simbologie, arte, intuizioni laterali, scenografie ricche di tensione e ipotesi di contrappunti musicali. Ogni caso aveva lasciato in loro qualche segno: ferite, legami inattesi, domande ancora aperte.

Quando ho iniziato a scrivere Profili di Gesso, ho sentito che quei personaggi avevano ancora qualcosa da raccontare. Desideravo portarli in un terreno nuovo, più radicato nella materia — il vino, la terra, le colline toscane — ma altrettanto carico di simboli. Il sangue che si mescola al vino, i profili di gesso tracciati attorno ai corpi: immagini forti, disturbanti, che mi sono apparse fin dal principio come un linguaggio visivo alternativo alle rune di Le tre rune e ai quadri della Lempicka in Tamara.

Il romanzo è nato così: dal bisogno di chiudere un cerchio emotivo e investigativo, di rendere giustizia al percorso dei personaggi mostrando come i traumi, le intuizioni e la fiducia costruita lungo i primi due casi li accompagnino nell’ultimo. Ho voluto che Profili di Gesso fosse un ritorno alla terra, ai sensi, ma anche alla verità più intima dei protagonisti. Un’indagine che diventa, per loro, anche un viaggio dentro sé stessi.

Qual è la cosa che i lettori potrebbero apprezzare di più nel romanzo?

Penso che due aspetti possano colpire in modo particolare i lettori: l’atmosfera e la squadra investigativa.

L’atmosfera ha un ruolo centrale: le colline aretine, le enoteche, le cantine, la materia del vino e del sangue, che quasi dialogano tra loro. Nei miei romanzi cerco sempre di dare alla scena del crimine una dimensione simbolica, quasi estetica: dalle rune lunari di Le tre rune alle composizioni ispirate alla Lempicka in Tamara, fino ai profili di gesso di questo terzo libro. Ogni investigazione diventa anche una forma di racconto visivo, un modo per osservare il male attraverso immagini che restano impresse.

L’altro elemento è la squadra. Non è un gruppo “da manuale”: Roxanne con la sua durezza fragile, Darius con il suo bagaglio culturale e la sua ironia, Fabio e Mary con le loro soluzioni tech fuori norma, Francesca con la sua sensibilità profonda — che in Tamara esplode in tutta la sua forza — e Camilla, l’elemento di equilibrio operativo che però non rinuncia alla propria umanità.
Sono personaggi che non cercano di essere perfetti: sbagliano, si feriscono, trovano soluzioni imprevedibili. E penso che i lettori possano apprezzare proprio questo: non solo seguono una trama noir, ma entrano in un microcosmo di relazioni, ironia, dolore e affetto, che continua a vivere nella loro mente anche dopo la fine dell’indagine.

Come si è evoluta Roxanne Lynch nel corso della trilogia?

Roxanne è il filo conduttore emotivo della trilogia e la sua evoluzione è stata una delle parti più stimolanti da scrivere. In Le tre rune è un’ispettrice Europol determinata, temprata da operazioni complesse e da un passato movimentato, quasi refrattaria a lasciar trapelare vulnerabilità. In Tamara, l’incontro con scenografie artistiche e con un killer che usa l’estetica come arma la costringe ad aprirsi a sensibilità diverse — soprattutto grazie a Francesca, che diventa un contrappunto emotivo e intuitivo fondamentale.

Frncesca diventa l’alter ego di Roxanne sia per il sentimento che le unisce, sia per la sua capacità di percepire ciò che gli altri non vedono, in un contrappunto essenziale alla razionalità di Roxanne. Nell’ultimo libro, la sua presenza permette alla storia di illuminare zone d’ombra che un’indagine convenzionale non potrebbe raggiungere.

In Profili di Gesso, Roxanne rimane una donna d’azione, lucida e pragmatica, ma il suo sguardo cambia: non indaga più solo per chiudere un caso, ma per proteggere la sua squadra, che ormai è la sua famiglia d’elezione. Capisce che il male non è solo nelle azioni dei criminali, ma anche nei silenzi, nei ricordi, in ciò che resta dopo.

Se dovessi riassumere la sua evoluzione, direi questo: Roxanne non diventa più morbida, ma più vera. Lascia entrare gli altri, lascia entrare le crepe. E, per un’investigatrice della sua storia, è la trasformazione più difficile e più autentica che possa compiere.

Estratto

Bologna – via D’Azeglio – un mattino di maggio

Due donne emergono da un portone e cominciano a camminare lungo la via del centro. La prima avvolta nel suo look ‘total black’ sembra quasi il negativo della seconda, che indossa jeans rossi e un maglione a bande colorate.
Anche i toni dell’umore sono in contrasto: al nero fanno eco pensieri proiettati altrove e uno sguardo indifferente alle vetrine dei negozi, mentre la donna col maglione incede sorridente e dice:
“Grazie Rox, se non mi avessi accompagnata non avrei mai trovato lo slancio per andarci.”
Roxanne si volta e viene subito catturata dagli occhi di due diversi colori della donna più giovane, quasi una chiosa al suo abbigliamento sgargiante, un’eterocromia che la sorprende e affascina ogni volta. Sorride:
“Figurati Fra, devo comunque andare in Questura ed ero di strada. Poi tu meriti di valorizzare la tua voce, hai un talento speciale.”
“Il tipo della fondazione ha detto che i miei pezzi sono piaciuti e che posso partecipare al contest. Dai, vedremo.” In breve, incrociano via Marescalchi e le loro strade si dividono, sciogliendosi in un saluto e in un intenso scambio di sguardi.
Francesca chiede:
“Passi da me in negozio dopo?”
“Dipende dal tempo che dovrò passare nell’anticamera del vicequestore; ci provo sicuramente.”
Francesca saluta ancora con la mano e prosegue lungo la via, mentre Roxanne svolta a sinistra e inizia a focalizzare tutta la sua energia sul prossimo incontro.
Vive ogni nuovo caso come un booster energetico, ma il primo confronto con i funzionari la mette sempre a disagio. La sua veste di agente speciale dell’Europol innesca confronti con un gran numero di persone e lei non è mai stata un ‘animale sociale’.
Prosegue cercando di eliminare i pensieri, in modalità meditazione. Attraversa via de’ Fusari e ha l’impressione che le parte rialzata e prominente delle antiche case del centro quasi la sovrasti, come una minaccia.
Con un paio di svolte raggiunge piazza Galilei e si trova davanti al palazzo della Questura. Si ferma un attimo nel parcheggio antistante, con le mani in tasca, osservando quell’edificio, classico e così austero, poi si dirige rapidamente verso l’androne.

Booktrailer

L’autore

Paolo Servi si occupa di creative coding, interaction design, intelligenza artificiale e nuove tecnologie. Ha studiato Statistica a Bologna, Scrittura Creativa alla Holden di Torino (con Ernesto Franco, Dario Voltolini, Carlo Lucarelli e Andrea Canobbio) e Bioenergetica all’AIPU di Milano. Ha tenuto workshop ad Alessandria d’Egitto, Barcellona, Byblos (Libano), Copenhagen, Dublino, Liverpool, Novi Sad, Parigi e in Palestina. Ha insegnato in più Accademie di Belle Arti e all’Istituto Europeo di Design. Ha esposto alla Biennale di Firenze, al Wired NextFest, ad ArtVerona e in Outsider Art. Autore del romanzo “Ad occhi chiusi” (Edizioni Il Foglio) e di una raccolta di poesie, è co-sceneggiatore del cortometraggio “Il soldato della neve“, premiato al concorso nazionale “A corto di idee”. Con Edizioni Mondo Nuovo ha già pubblicato i romanzi “Le tre rune” (2022) e “Tamara” (2024). È co-fondatore del blog impulsicreativi.it e collabora con villegiardini.it

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