Piramidi. La vendetta dello sciamano

Piramidi. La vendetta dello sciamano

Redazione
Protocollato il 5 Agosto 2026 da Redazione
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Cari avventori del Thriller Café, oggi ci spostiamo tra le sabbie roventi dell’Egitto e parliamo di “Piramidi. La vendetta dello sciamano“, romanzo di Daniela Giorgini che segue il precedente “Lo sciamano“, presentato qualche giorno fa.

Protagonista è nuovamente Alex, l’anatomopatologo che toccando i cadaveri riesce a vedere gli ultimi momenti della loro vita. Dopo le indagini alla Reggia di Colorno raccontate nel primo libro, in questo seguito Alex sembra aver trovato un suo equilibrio. Convive Giada, l’archeologa, e il fatto che sia lei che l’ispettore Raggini conoscano il suo “dono” gli rende più leggero l’appellativo di Sciamano che i colleghi gli hanno dato.

Ma questa quiete non dura, perché il passato presenta sempre il conto. Nessuno sa che la prima, vera visione di Alex, quella che lo ha segnato per sempre, riguarda l’omicidio di sua madre. Un delitto di cui Alex ritiene responsabile suo padre, Roberto, con il quale ha troncato ogni rapporto da quasi vent’anni. Quando Roberto riappare all’improvviso, cercando l’intercessione di Giada per riavvicinarsi al figlio, la reazione dell’uomo è feroce. Non cerca la pace, cerca le prove definitive per distruggerlo.

Il destino, tuttavia, gioca d’anticipo: Roberto muore improvvisamente per quello che sembra un banale infarto. Mentre Giada si trova in Egitto per una spedizione archeologica con il professor Taddeo, Alex viene spinto a recarsi alla camera mortuaria. Lì, mosso da un dubbio martellante, fa l’unica cosa che può svelare la verità: stringe la mano del cadavere di suo padre. La visione che ne scaturisce rimetterà in discussione tutto. Roberto è davvero morto di cause naturali? E, soprattutto, è stato davvero lui a uccidere la madre di Alex tanti anni prima?

Questa la storia raccontata da “Piramidi. La vendetta dello Sciamano“; se volete saperne di più approfondite la lettura con le nostre domande all’autrice e un breve estratto.

Due domande all’autrice

Com’è nato questo libro?
Non credevo che “Lo Sciamano” potesse piacere tanto ai lettori, amici e non solo. Ma sono stati proprio loro a spingermi a scrivere il seguito di quella prima avventura, anche per dare una risposta definitiva a uno degli avvenimenti più tristi del passato del protagonista Alex: la morte della madre.

Qual è la cosa che i lettori potrebbero apprezzare di più nel romanzo?
La realtà che si intreccia con la fantasia: le scoperte archeologiche in Egitto che vengono raccontate da Giada, la fidanzata di Alex, sono realmente avvenute mentre scrivevo il romanzo.

Estratto

– Buongiorno amore.
– Buongiorno. – Giada tese le braccia verso l’alto e si stirò, calciando con i piedi la coperta in fondo al letto.
– Siamo in ritardo? –
– No. E Raggini non ha ancora chiamato. Buon segno. –
Il cellulare iniziò a vibrare sul comodino proprio in quel momento.
– Alex, non dovevi nominarlo! – rise e allungò il braccio. – Risponde la segreteria telefonica… –
– Buongiorno Giada. Sei di buon umore stamattina, beata te. Alex è ancora lì? –
– Sì, te lo passo. –
– Non c’è bisogno, digli che mi raggiunga al più presto al liceo scientifico. –
– Ok. Cia… Ha chiuso. –
– Beh, ormai dovresti conoscerlo. Dove mi aspetta? –
Si era rifugiata al piano superiore, dove si trovavano i laboratori in ristrutturazione. Mentre saliva le scale si guardava le spalle, temendo che qualcuno la seguisse. Fino a pochi istanti prima tutti gli occhi erano puntati su di lei. Come sempre. Entrò nell’aula vuota, si diresse verso una finestra e l’aprì. Seduta sul davanzale, teneva lo smartphone tra le mani. Nei suoi occhi scorrevano le immagini che i suoi compagni avevano pubblicato sulla chat della scuola. Con le scritte che apparivano e sparivano come fuochi artificiali: “puttana”, “cicciona”, “stronza”, “mostro” in colori fosforescenti e glitterati. Poi aprì una cartella nella galleria e mentre guardava le foto della sua famiglia, lei con i suoi genitori, i suoi fratelli, le lacrime scendevano a bagnare lo schermo. Si alzò in piedi, fece un respiro profondo e si lasciò cadere giù.
Alex si guardò intorno. La Polizia faticava a contenere gli studenti scesi in cortile per vedere il cadavere. La ragazzina si era gettata dall’ultimo piano dello stabile. L’aveva trovata un operatore scolastico uscito a buttare la spazzatura. Raggini lo aveva già interrogato insieme alla professoressa che avrebbe dovuto accorgersi del posto vuoto al rientro dalla ricreazione. Piangeva disperata, il senso di colpa l’avrebbe tormentata per il resto della sua vita.
Alex si sorprese a pensare a sua madre. Anche lei era una professoressa di liceo.
Per lei insegnare era una missione, amava tutti i suoi studenti. Si sarebbe accorta di quella ragazzina, dei suoi tormenti, e anche dei bulli che la molestavano.
Mentre pensava queste cose, vide tra gli studenti un ragazzo che sogghignava, altri accanto a lui avevano sul volto la paura di chi si rende conto di aver fatto qualcosa che è andato oltre le intenzioni. L’Ispettore Raggini, nel suo completo grigio con camicia azzurra e cravatta regimental – e spolverino nero d’ordinanza che lo faceva somigliare a Neo di Matrix – lo raggiunse.
– Allora Alex, cos’hai visto? –
– Niente che non si capisca a occhio nudo, ma guarda nel suo cellulare e chiedi a quei ragazzi laggiù. È probabile che siano stati loro a mettere le foto nella chat e non doveva essere la prima volta. – Si diressero insieme verso il gruppo di studenti e tutti, compreso quello che rideva e presumibilmente era il “capo”, cercarono di allontanarsi, ma Raggini fece un segno ai suoi uomini e i ragazzi furono costretti a fermarsi.
– Bene, adesso voi venite a fare due chiacchiere con me. Sapete cos’è l’istigazione al suicidio? –
I ragazzi impallidirono, ma non aprirono bocca. Alex li guardò uno a uno, cercando di capire come potevano essere arrivati a quel punto, a essere tanto indifferenti al dolore degli altri, anzi a provare piacere nel provocarlo.
Scosse la testa per cercare di cancellare tutti i pensieri, ma il corpo della loro compagna Sara non sarebbe sparito.
– Ispettore, ti lascio al tuo lavoro. Io vado in laboratorio, ci sentiamo più tardi. –

Daniela Giorgini

Daniela Giorgini nasce a Forlì il 16 marzo 1972, ama la sua città e non vorrebbe vivere da nessun’altra parte, fiera di essere Romagnola.
Diplomata in Ragioneria nel 1991, da ottobre dello stesso anno è tuttora impiegata presso uno studio di dottori commercialisti.
A ottobre 2006 diventa Redattrice del sito di poesia La Mente e il Cuore e con gli amici Redattori realizza le raccolte “Attimi di Poesia”, “Ti regalo una fiaba”, “Alda Merini e la Primavera”, “Dalla Terra spezzata nasce la Poesia”.
Pubblica in self (Ilmiolibro) “Le mie emozioni diventano poesie”, “Dell’amore della vita”, “VERDE GIALLO ROSSO BLU” e “SORRISI E NUVOLE”.
A ottobre 2012 esce “SEMPLICEMENTE” – raccolta di poesie – edito da Rupe Mutevole.
Pubblica ancora in self con StreetLib gli ebook: “I Giallini” – brevi racconti gialli – “La vera storia magica di Melvania” – racconto lungo – a cui si aggiungono la raccolta di poesie accompagnate da foto d’autore “IMMAGINI EMOZIONI”, i racconti “Dell’amore e altri delitti” e “Zambelli? Dica, Ispettore.”
Nell’ottobre 2021 esce una nuova raccolta di poesie – “Inevitabile come l’amore” – edita da Tempo al libro.
Ad aprile 2024 esce il suo primo romanzo, “Lo Sciamano”, seguito ad agosto 2025 da “Piramidi – La vendetta dello Sciamano”, editi entrambi dalla Nonsolopoesie Edizioni.