Con la ristampa del 2025 di ″Pinkerton″ (prima edizione 1986), La Nave di Teseo riporta in libreria un romanzo di Franco Cordelli che sfugge a ogni facile catalogazione. Non è un noir, non è un thriller, ma utilizza, stravolgendoli, i canoni dei libri di inchiesta: ci sono un commissario, degli interrogatori, una scomparsa dovuta a un probabile rapimento. Ma soprattutto c′è un gruppo di ragazzi che fanno del teatro la propria vita e che, come in una tragedia moderna, diventano testimoni e vittime, attori e spettatori di una vicenda ambigua che li cambierà per sempre.
Cordelli – nato a Roma nel 1943, scrittore, saggista, critico teatrale e a lungo collaboratore del Corriere della Sera – è uno degli autori che più hanno spinto la narrativa italiana verso l’avanguardia. Non a caso ″Pinkerton″ è un libro difficile, labirintico, che pretende dal lettore la stessa attenzione che i protagonisti rivolgono alla scena teatrale.
Roma, anni Settanta. Una compagnia di giovani attori, cresciuti in un collegio che ospita orfani e bambini con disabilità gestito da Teresa,una donna carismatica, parte per Berlino con uno spettacolo tratto da Adamov, uno dei padri del teatro dell′ assurdo. Durante la tournée, uno di loro, Mario Bastiani, scompare. A indagare è il commissario Tommaso Moroni, soprannominato dai ragazzi ″Pinkerton″ come il celebre investigatore americano ma anche come l′amante della Madama Butterfly: un poliziotto che non capisce, che indaga senza risolvere, un osservatore goffo e cieco. Un traditore del genere poliziesco, così come l’omonimo ufficiale della Marina americana che ha tradito i sentimenti dell′eroina pucciniana. L’inchiesta si compone di voci,singole e corali, registrazioni audio e ricordi: un mosaico di confessioni che somiglia più a un coro tragico che a un verbale di polizia.
″Pinkerton″ è un romanzo che appartiene all′ avanguardia più che a un genere. L′analisi del suo testo è stata affrontata da rinomati studiosi e critici letterari (si parla di influenze neomoderniste) ed esula dal nostro contesto. Per noi è sufficiente informare che Cordelli sperimenta con la forma: la narrazione procede spesso in terza persona plurale, scelta rarissima nella narrativa di genere e non, che restituisce il senso di un ″noi″ collettivo che esprime concetti che superano le verità individuali.
Nel libro non ci sono indizi da decifrare, né colpevoli da smascherare. L′indagine serve solo a incrementare l′opacità delle situazioni e dei personaggi. Oscar, Rossella, Teresa, la stessa voce narrante, Agostino, e tanti altri personaggi non sono testimoni attendibili ma attori di un dramma che oscilla tra memoria e recita. Il commissario, dal canto suo, appare come un uomo estraneo al teatro e ai modelli di vita che indaga: ″Dichiarò di essere entrato in un teatro due volte in vita sua, gli attori non lo interessavano, non capiva le trame, non si divertiva affatto″. È un investigatore dimezzato, che più ascolta e più si perde.
Il tono del romanzo è spesso lirico, straniante, capace di aprire squarci improvvisi: ″Che cos’è un attore?″ – ″Un beniamino degli dei″. Una definizione che rovescia l’idea di indagine razionale: qui l’attore non è testimone ma un medium, figura ambigua che collega umano e divino, realtà e illusione.
Cordelli costruisce un romanzo che non concede nulla alla semplicità: è volutamente complesso, discontinuo, ostile a una lettura distratta. Eppure questa difficoltà è la sua forza: Pinkerton è un libro che si muove ″fuori dal genere″, e proprio per questo rappresenta un’esperienza unica anche per chi ama il noir.
La ristampa di ″Pinkerton″ non è un’operazione nostalgica ma una sfida: riportare all′attenzione del pubblico, un quarantennio dopo la sua uscita, un romanzo che ha scardinato le convenzioni della narrativa italiana. Non è un noir, ma è un libro che chi legge noir dovrebbe affrontare, proprio perché mette in scena l’investigazione come fallimento e il mistero come condizione esistenziale.
Un romanzo per lettori esigenti, che non cercano intrattenimento ma domande, molte delle quali non avranno risposta.
Recensione di Enrico Ruggiero.
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