“I Park di Park Avenue. Fate del vostro peggio“.
Una faida familiare tra plurimiliardari, in cui tutto ha l’odore dei soldi, è il cuore della trama di “Park Avenue” di Renée Ahdieh, Mondadori Editore, traduzione di Arianna Pelagalli.
Protagonista è la 34enne Jia Song, socia junior coreana in uno dei più prestigiosi studi legali di Manhattan – alla quale Benjamin Volker, socio senior ed amministratore, chiede un favore personale: ovviamente è un favore a cui non si può rispondere con un no, così come non si possono voltare le spalle al perfetto mix di potere e saggezza che Ben rappresenta.
Sollevata da tutti gli incarichi in corso, Jia dovrà da ora occuparsi anima e corpo del divorzio di un cliente di massimo riguardo, Seven Park, capostipite di una delle famiglie coreane più famose al mondo – che Ben ritiene Jia saprà gestire al meglio, perché anche lei coreana.
Seven vuole divorziare dalla moglie Jenny, malata terminale di cancro, garantendole una buonuscita ridicola – considerato il patrimonio spropositato della famiglia Park.
I tre figli della coppia (che peraltro non vanno esattamente d’accordo fra loro) si schierano con la madre: si tratta delle gemelle Sora (“la più bella”) e Suzy (“la più folle”), e poi c’è Minsoo (“il più intelligente”).
“Suzy e Sora non si rivolgono la parola da più di due anni”, cioè da quando Suzy è “distrattamente” finita a letto con il marito di Sora – che avrebbe “confuso” le due donne in quanto gemelle identiche.
Minsoo, dal canto suo, ha recentemente fatto coming out circa il proprio orientamento sessuale – ed suo padre Seven (uomo all’antica, quando gli fa comodo) lo vorrebbe per tale ragione escludere dall’asse ereditario.
A Jia viene concesso un solo mese di tempo per chiudere il divorzio dell’anno (“solo trenta giorni per conquistare la famiglia Park e fare luce su anni di inganni finanziari”) – missione non da poco, ulteriormente difficoltosa poichè fin dalle prime pagine del thriller si intuisce che il patrimonio già esorbitante di Seven Park potrebbe essere addirittura maggiore: a detta dei figli e della moglie, Seven avrebbe infatti nascosto gran parte del denaro accumulato negli anni in vari conti anonimi offshore, sparpagliati in diversi Paesi del mondo.
“Presto saprete tutto.
Però vale la pena ripeterlo: questa è una storia di bugie.
Non solo quelle che si raccontano agli altri, ma anche di quelle che raccontiamo a noi stessi”.
Da New York alla Scozia, da Seoul alle Cayman e poi a Parigi, Jia cerca le tracce del denaro occultato da Seven, in una profusione di iconiche Jimmy Choo, Birkin e bracciali Bulgari nonchè cene a base di Moet & Chandon: il romanzo parla di uno sfavillante mondo familiare costruito su segreti e giochi di potere, costringendo il lettore a riflettere sulle ambizioni e l’arrivismo contemporaneo.
Jia, che incarna la legge, è divisa fra il mondo umile costituito dalla sua famiglia di origine ed il lusso sfrenato dei Park – e contemporaneamente in bilico tra tradizioni da rispettare, senso dell’onore e desiderio di riscattare le proprie origini.
Confessa peraltro l’autrice Renée Ahdieh, consegnandoci un thriller che è anche critica sociale, “in fin dei conti ‘avvocato’ e ‘bugiardo’ sono la stessa parola, solo scritta in modi diversi”.
Renée Ahdieh descrive il mondo del lusso chiedendosi quale via scegliere tra quella della giustizia e quella della vendetta personale, mentre i personaggi di “Park Avenue” si confrontano a suon di minacce, di rabbia, di coercizioni e corruzione.
Fra segreti ed odio, la trama si conclude con un finale choc nel quale anche la protagonista è chiamata a mettere a nudo la propria moralità
“In quella famiglia sono tutti ladri assassini”.
“Park Avenue” è un thriller in cui “gli inganni sono all’ordine del giorno”, che mescola misteri di famiglia e rivalità, denaro e manipolazioni intese ad ottenere i maggiori proventi possibili; l’autrice alterna fra i capitoli dell’indagine condotta da Jia delle brevi sezioni di un paio di pagine al massimo, in cui un narratore anonimo commenta in prima persona quello che sta accadendo, con riflessioni ricche di sarcasmo ed ironia – rivelandone l’identità solo nelle ultime pagine del romanzo.
“Uccidere o essere uccisi”: è veramente sempre il denaro a decidere il destino degli uomini?
Renée Ahdieh, scrittrice americano-coreana, ha esordito nel mondo della narrativa pubblicando romanzi fantasy young adult; dalla Corea del Sud si è trasferita ed ha studiato negli USA.
“Park Avenue” è il suo primo romanzo indirizzato ad un pubblico di adulti.
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