Notti nere – Marco Vichi

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Il riassunto
Notti nere – Marco Vichi

Oggi al Thriller Café torna uno dei personaggi più amati della letteratura di genere in Italia. Recensiamo per voi ″Notti nere″ di Marco Vichi, edito da Guanda. Per parlarvene partiamo dal sottotitolo: ″Una avventura del Commissario Bordelli″. Lo citiamo poiché nel libro le avventure del fortunato personaggio inventato anni fa dallo scrittore toscano sono più di una, e questo risulta un po’ spiazzante con il romanzo che risulta quasi un insieme di racconti, raccolti in uno scritto voluminoso di oltre quattrocento pagine. Nel dettaglio, troviamo il commissario, ora in pensione ma pur sempre attivo nella Polizia di Stato, intento a sgominare nel 1970 una banda di rapinatori, a indagare su un misterioso assalitore di donne, a recuperare una ragazza scomparsa a Beirut. Le vicende qui non costituiscono sotto-trame ma vengono proposte quasi di seguito, una dopo l′altra, creando una certa frammentazione. Questo senso di poca unità deriva anche dal fatto che diverse pagine siano dedicate ad argomenti che distraggono dalla narrazione principale, come la trama del ″Flauto magico″ di Mozart, la cronaca scritta della celebre semifinale Italia-Germania dei mondiali di calcio del 1970, o i lunghi dialoghi interiori di Bordelli. Tutto ciò, devo dire, rende la lettura più impegnativa. D’altra parte è anche vero che alcune storie siano interessanti e narrino vicende che meritano di essere conosciute dal grande pubblico, come quella relativa al soldato divenuto, con migliaia di commilitoni italiani, compreso il nonno di chi scrive questa recensione, ″schiavo di Hitler″ dopo l′armistizio del 1943.

Per quanto riguarda invece i personaggi, Bordelli lo conosciamo, è figura a tutto tondo e che fa ombra agli altri, meno caratterizzati: la giovane compagna con cui cerca di raggiungere la meta della genitorialità (di una femmina, senza accettare alternative, chissà perché), l′amica prostituta dal cuore d′oro, il vice commissario Piras sardo furbo e fedele, il cuoco divertente nelle sue sparate culinarie.

In conclusione, l′impressione che ricaviamo dall’ultimo libro di Vichi è che non abbia voluto intraprendere la redazione di uno scritto dotato di una struttura unitaria (e i precedenti illustri non mancano, se pensiamo ad autori come Simenon): cambiare in futuro il sottotitolo in “Le nuove avventure del Commissario Bordelli″ potrebbe essere una buona idea. Marco Vichi è uno scrittore che da decenni ci delizia con i suoi numerosi romanzi e racconti e qui siamo, a mio parere, davanti a un libro compiuto a metà: forse la narrazione avrebbe beneficiato di una forma più asciutta, ma l′umanità e la simpatia del protagonista non deluderanno gli amanti della serie.

Recensione di Enrico Ruggiero.

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