Not quite dead yet – Holly Jackson
Sorprendente, particolare, Holly Jackson torna al pubblico con un nuovo thriller dal titolo emblematico: “Not quite dead yet”, letteralmente “Non ancora del tutto morta”, con morta al femminile perché si riferisce alla protagonista, la ventisettenne Jet.
Cosa si è inventata l’autrice per catturarci questa volta? Semplice, una vittima uccisa che indaga sul suo stesso omicidio e non dall’aldilà in un libro paranormale, ma qui, nel reale, tra strade, indizi, sospetti. Dalla trama si può capire qualcosa in più.
La sera di Halloween, Jet viene brutalmente aggredita nell’abitazione dei suoi genitori, con tre violenti colpi al capo. Quando si risveglia in ospedale, tutto sommato lucida, e le dicono che ha superato un delicato intervento di ricostruzione cranica, crede di essere fuori pericolo. Purtroppo, nel suo specialissimo caso, è avvenuto qualcosa che non capita quasi mai: un osso, che dorme nelle profondità del cervello si è spezzato e un suo frammento preme sull’arteria cerebrale. Jet soffre di rene policistico, una malattia genetica ereditata dal padre, che tra i tanti non regali fa sì che le arterie di cuore e cervello siano più deboli che nelle persone normali. Quel frammento di osso le sta provocando un aneurisma che la ucciderà entro sette giorni. C’è un’operazione, alla quale potrebbe sottoporsi, per rimuovere quel frammento d’osso, ma la neurochirurga le dice chiaramente che avrebbe solo il 10% di probabilità di sopravvivere all’intervento. Jet si trova così di fronte a un dilemma: morire sotto i ferri subito, o morire dopo sette giorni? Jet decide per morire dopo, perché nella vita ha sempre procrastinato senza mai concludere nulla e in questi sette giorni vuole fare qualcosa di grande, di unico: scoprire il colpevole del suo stesso omicidio.
La storia parte dopo poche pagine e cattura l’attenzione del lettore. Con la protagonista Jet si instaura da subito un forte legame empatico: la vediamo prendere una decisione, finalmente convinta a concludere qualcosa in quella vita sempre sospesa dove non ha, a suo avviso, portato a termine nulla, e si fa il tifo per lei. Non solo perché si vuole sapere chi l’ha uccisa, ma per seguirla mentre finalmente vive, con la segreta speranza che un qualche intervento divino o fortuito, la salvi. Questo desiderio si fa sempre più forte col procedere dei capitoli, perché Jet è una protagonista che entra dentro, indimenticabile, proprio come tra azione, sorprese e indizi sconvolgenti, non si può dimenticare che questa giovane donna morirà.
Jet non è sola durante la sua disperata indagine: con lei c’è Billy, l’amico d’infanzia, una spalla perfetta. Protettivo, dolce, presente, Billy come Jet ha tanto da dare e rivelare al lettore. I due faranno un grande cammino nel romanzo, vivendo la settimana più folle delle loro vite, sette giorni di emozioni, di infrazioni alle regole, alla scoperta di loro stessi e di un sentimento che li lega più dolce dell’amicizia, ma tanto amaro perché il tempo a loro disposizione ha una scadenza che si avvicina troppo in fretta.
Chi ha ucciso Jet? Dove cercare il colpevole? All’esterno, lontano e segretamente arrabbiato con la famiglia di lei tanto da aver deciso per una vendetta trasversale, o vicinissimo, tra i familiari? Jet e Billy scoperchieranno un vero vaso di Pandora, venendo a conoscenza di diversi crimini, tanti possibili moventi che possono aver portato Jet alla morte.
L’autrice porta la sua protagonista a scontrarsi, in dialoghi tesi, con i diversi responsabili ed è incredibile come i colpevoli sempre minimizzino, giustifichino, ogni scorrettezza, ogni dolo, ogni azione grave. Davvero non vedono il male che causano? Davvero per la propria felicità e realizzazione si può passare su chiunque e qualunque cosa? Fa riflettere molto questo aspetto. Allo stesso modo fa soffermare la gestione del lutto, il modo in cui affrontano l’impensabile e le difficoltà i vari personaggi, perfino come concepiscono e vivono la vita.
Chi conosce le opere precedenti di Holly Jackson, sa che ha iniziato a scrivere gialli YA, con protagonisti ragazzi. Sebbene nell’ultimo periodo si sia spostata in una modalità più adulta, l’autrice mai dimentica da dove è partita. Le storie passate, quando i suoi personaggi erano ragazzini o bambini, hanno sempre un legame con quello che sta accadendo nel presente, mostrando una stretta connessione tra le personalità in formazione, di ieri, e i risultati adulti, di oggi. Un modo per ricordare al lettore che siamo il nostro passato. Le esperienze fatte, i torti subiti, i dolori sofferti, come le cose belle, le vittorie, gli attimi di felicità, ci hanno forgiati, formati, plasmati.
Anche Jet farà questa considerazione, capendo che la vita merita comunque di essere vissuta ogni giorno, senza aspettare l’evento spettacolare, e che dobbiamo vivere per noi, non per emulare o far felice qualcun altro.
Dinamico, avvincente, il libro ha un ritmo in crescendo e si divide equamente tra profondità e suspense. Il finale è commovente, nessuno si deve vergognare di piangere di fronte a certe pagine, perché questo thriller è emotivamente di grande impatto. Alla fine, avremo la verità, tutta la verità e il caso verrà risolto alla maniera di Holly Jackson, ovvero non canonica, ma senza dubbio soddisfacente.
Holly Jackson continua a emozionare e avvincere. Tra il luglio e l’agosto 2024 è stata distribuita su Netflix, la serie televisiva tratta dal primo romanzo sulla sua serie con protagonista Pippa “Pip” Fitz-Amobi interpretata da Emma Myers, di cui la Jackson è produttrice.
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