“Chi aveva scelto Anna come suo erede digitale?
Quando ci aveva pensato?
Perché?”.
Nel mondo della rivoluzione digitale, ove la tecnologia permea ogni elemento della nostra vita, anche la giurisprudenza ha dovuto stare al passo con i cambiamenti in corso, definendo le modalità di stesura di testamento ed eredità digitali e di privacy post-mortem – nel cosiddetto Diritto di Internet.
E’ nata quindi la figura del legacy contact nel legittimo desiderio di mantenere riservati i propri contenuti digitali dopo la morte.
Il legacy contact è “una persona cui affidare la propria eredità digitale” sottoscrivendo un atto notarile che ha pieno valore giuridico; solo il legacy contact, se accetta il mandato, è autorizzato a conoscere tutti i dati personali digitali del soggetto, a gestirne gli account ed il cloud – e nessun altro (nemmeno coniuge o genitori, se non designati) possono accedervi.
“Hands off my data”.
Il legacy contact può essere chiunque, e dunque: chi è quello scelto da Anna?
Questo è il quesito che incuriosisce il lettore di “Non sai niente di me” – il nuovo thriller psicologico di Paolo Ricchiuto, Giunti Editore.
All’improvvisa morte di Anna suo marito Valerio, devastato, cerca di accedere ai contenuti del cellulare della moglie – ma non solo è bloccato da face ID e dal codice a 6 cifre che non conosce (“Gli vennero in mente combinazioni impossibili o completamente prive di senso”), ma anche dallo scoprire che Anna, prima di morire, ha incaricato della gestione dei propri dati digitali un estraneo: il cloud è una fortezza da cui Anna ha evidentemente chiuso fuori Valerio, proteggendo con una doppia mandata i propri segreti.
E di qui la seconda domanda che inquieta il lettore: conosciamo veramente chi ci sta accanto? Fino a che punto possiamo dire di conoscere il nostro partner – se alla sua morte scopriamo che serba segreti digitali che non ha nessuna intenzione di condividere?
La trama costruita da Paolo Ricchiuto è complessa: in un thriller psicologico al contempo disturbante ed avvincente, l’autore crea nei suoi due protagonisti una coppia già “finita” prima della reale morte di Anna (“ma davvero pensi che sia possibile mantenere la stessa intensità stando insieme per tutta la vita?”).
Valerio ed Anna si sono allontanati in seguito ad una serie di dolori non appieno superati, e Valerio ha con facilità ripreso la sua vita da playboy – quella che lo contraddistingueva tra gli amici prima delle nozze. Accanto a loro c’è Giuseppe, l’amico omosessuale di lui nonché l’unico che “sa tutto delle donne di Valerio”.
Coinvolto in ufficio in affari assolutamente illeciti, che peraltro mai condivide con Anna, Valerio si oppone a muso duro in modo intransigente e coraggioso ai dictat del suo capo, prendendo a propria insaputa una posizione pericolosa – ed è lì che Anna, moderna virago, cerca di proteggere il marito, benché sia stata profondamente ferita dal comportamento di lui (“Certo che era amore. Senza domande. Senza colpa. Senza vergogna”).
Cosa ha nascosto Anna nel cloud? Quali i segreti a cui Valerio non deve accedere? Come può una donna umiliata ed offesa avere ancora la forza di salvare l’uomo che ha amato?
Lo stile narrativo di Paolo Ricchiuto è magnetico, snello, affilato – e la trama, benché crudele e spietata, attira il lettore in un vortice claustrofobico costruito con capitoli brevi che alternano differenti piani temporali (il periodo della nascita della coppia, la passione di Anna per la musica, gli anni del matrimonio, le molte scappatelle di Valerio, i giorni successivi alla morte di Anna) – mentre un incredulo Valerio tenta di scavare nei segreti della moglie deceduta.
Il lettore vive durante la lettura sensazioni intense e soffocanti: il risentimento (reciproco tra i coniugi), la frustrazione e poi la collera (del non riuscire a violare il cellulare della moglie deceduta), il dubbio di essere stato tradito (Valerio non crede più ad Anna) ed i sospetti e le ipotesi sulla doppia vita di Anna.
Il finale è inaspettato e genera un forte impatto emotivo nel lettore, costretto a riconoscere che “dopo la morte restano solo i ricordi. E i segreti”.
Paolo Ricchiuto, classe 1969 – avvocato che vive e lavora a Roma – si occupa di privacy, che è uno dei temi presenti anche nel suo thriller di esordio “Le chiavi di casa”, Giunti 2023.
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