Nemico – Tom Wood
″Lesse alcune pagine, poi fu preso dalla stanchezza. Il libro, ad ogni modo, non era un granché: un thriller con troppe chiacchiere e poche uccisioni″. Tom Wood affida queste considerazioni a un personaggio minore di ″Nemico″, il secondo titolo della serie dedicata a Victor l’assassino, riproposto dalla casa editrice Time Crime. Non sono parole a caso ma una vera e propria dichiarazione di intenti dell’autore perché nel lungo romanzo di uccisioni ce ne sono a grappoli, realizzate nei modi più diversi e calate nelle ambientazioni più varie. D′altronde (e qui termino con le citazioni) l′incipit del romanzo non può generare dubbi sul suo contenuto:″ Era un bel mattino per uccidere″. E da quel mattino a Bucarest Victor e i suoi numerosi nemici non perdono occasione per tentare di farsi fuori a vicenda. Chi ha già letto almeno un libro della serie sa già che cosa aspettarsi: un thriller d’azione contemporaneo in cui la violenza, gli omicidi su commissione e il tradimento si susseguono con ritmo incalzante facendo emergere la figura amorale del protagonista, con cui, grazie alla bravura dell′ autore, non capiamo bene perché, iniziamo a simpatizzare.
Victor, si è detto, è un sicario professionista. Vive nell’ombra, cambia identità come si cambiano vestiti e non si lega a nulla né a nessuno. In ″Nemico″, viene inizialmente incaricato da funzionari di stato statunitensi legati alla CIA non di eliminare un bersaglio, ma di impedire che venga ucciso: un cambiamento di paradigma per un uomo che vive di esecuzioni perfette. Il bersaglio da proteggere è un potente trafficante d’armi dell′ Est Europa, e dietro quel lavoro, per lui inedito, si nascondono molte più insidie di quanto Victor, e noi con lui, si aspetti.
La narrazione si muove tra innumerevoli località nel mondo (Berlino, Atene,Washington e molte altre tra cui il nostro altopiano di Lavarone e Bologna) che vengono descritte in modo realistico donando una verosimiglianza apprezzabile alla narrazione. Senza rovinare il gusto della scoperta al lettore si può anticipare che il plot del libro è incentrato sul mondo dei trafficanti d’armi internazionali, una realtà sconosciuta ai più e potente in cui il protagonista, suo malgrado, rimane invischiato con una serie di operazioni, fughe, incontri con intermediari, manovre di controsorveglianza e, manco a dirlo, uccisioni su commissione. Le esecuzioni non sono quasi mai improvvisate ma sono il risultato di una lunga preparazione, analisi ambientale, studio delle persone, del momento, dell’angolo di tiro.
″Nemico″ è un thriller d’azione in piena regola, solido nella costruzione della tensione e preciso, ai limiti della pedanteria, nei dettagli tecnici. La scrittura di Tom Wood, tradotta in italiano con attenzione e cura del dettaglio da Annalisa Biasci, è funzionale, asciutta, e imprime ritmo al romanzo. Nessuna frase è fuori posto, nessuna scena di troppo.
Il punto di forza del libro è, senza dubbio, il protagonista: Victor è una macchina da guerra con un proprio, elementare codice morale e un bisogno ossessivo di controllo. Pur essendo un bell′uomo non è affascinante perché, per autodifesa, non vuole mai distinguersi e non è neppure un anti-eroe alla moda: è un professionista paranoico, addestrato a non fidarsi di nessuno, e questa paranoia si traduce in comportamenti precisi, rituali, che danno profondità al personaggio e coerenza al racconto.
Tom Wood, nelle sue rare interviste, ha tenuto a precisare come non abbia mai voluto umanizzare Victor oltre il necessario. Del suo eroe ha detto che è uno che agisce per sopravvivere, il che non lo rende una persona normale.
Il romanzo si prende molto tempo per descrivere i preparativi, l’approccio, le armi e l’ambiente prima degli omicidi. Ciò lo rende avvincente per chi ama i dettagli operativi e la logica dietro le azioni. C’è una scena,per esempio, in cui Victor rimuove il vetro della finestra prima di un’esecuzione per agevolare la dispersione dell′ odore di cordite dopo lo sparo. È una scelta narrativa, tra le tante, che rivela molto del personaggio e della cura dell’autore.
Per contro, proprio questa attenzione al dettaglio può rendere il romanzo poco digeribile a chi cerca una narrazione più snella, magari con personaggi più empatici o una trama più orientata all’indagine. I comprimari sono spesso inconsistenti strumenti narrativi, più che figure dotate di autonomia o spessore. Inoltre, alcuni passaggi risultano ripetitivi, soprattutto se si conoscono già gli altri romanzi della serie.
Un altro elemento interessante per gli appassionati è la presenza costante di armi, il cui uso viene descritto in modo accurato e ragionato. Le descrizioni non sono solo tecnicismi: rivelano strategia, visione, preparazione. Victor non ″usa armi″, le conosce e ne comprende implicazioni, limiti, potenza.
″Nemico″ è un romanzo che ci restituisce esattamente ciò che promette: adrenalina, azione precisa, ritmo sostenuto (con periodiche cadute dovute a eccesso di descrizioni), e un protagonista che più che parlare agisce e quando lo fa, lo fa con efficienza spietata.
Consigliato a chi ama i thriller operativi, realistici, dove ogni scena di scontro è frutto di attento studio. Meno indicato per chi cerca profondità emotiva o twist psicologici. Tom Wood privilegia l′intrattenimento e non formula messaggi morali raccontando cosa succede quando l’unico modo per sopravvivere è premere il grilletto prima degli altri.
Un libro da leggere se piacciono le storie di azione, omicidi tattici e nozioni particolareggiate sulla storia e l′uso delle armi.
Recensione di Enrico Ruggiero.
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