Nel nome di Artemide – Barbara Spotti

Nel nome di Artemide – Barbara Spotti

Redazione
Protocollato il 5 Gennaio 2026 da Redazione
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C’è un filo rosso sangue che lega la bellezza monumentale di Parma ai miti greci, e a dipanarlo ci pensa Barbara Spotti. La scrittrice di Salsomaggiore Terme, torna in libreria con il suo terzo romanzo, Nel nome di Artemide: lo presentiamo oggi al Thriller Café.

Dopo Il ballo dei ricordi e Maschera d’asino, la nuova indagine del Commissario Baldi si apre con una scena dal forte impatto visivo, quasi cinematografico. È l’alba di una giornata estiva quando Angelo Meli, caporedattore della Gazzetta di Parma, sta passeggiando con il suo cane nel Parco Ducale. La quiete mattutina viene spezzata da un ritrovamento macabro nel laghetto delle anatre: il corpo di un giovane uomo riverso nell’acqua.

Non è un omicidio qualunque. La vittima è stata colpita al petto da una freccia, un’arma arcaica e silenziosa che evoca immediatamente suggestioni mitologiche – da qui il richiamo ad Artemide, la dea cacciatrice. L’identificazione del cadavere alza subito la posta in gioco: si tratta di Lorenzo Carrisi, un attore popolarissimo e volto noto della serie tv di successo Senza tregua.

Perché qualcuno dovrebbe uccidere una star usando un’arma che sembra uscita da un poema epico? L’indagine di Baldi e della sua squadra scava nel passato, rivelando che la morte dell’attore non è un atto di follia isolato. Gli inquirenti scoprono presto un collegamento inquietante con un cold case: un episodio di brutale violenza avvenuto cinque anni prima su una barca a vela al largo di Porto Azzurro, all’Isola d’Elba. Un crimine rimasto insoluto che ora chiede il conto.

Spotti costruisce una trama dove il desiderio di vendetta rischia di offuscare e scavalcare la giustizia ordinaria, ma la vera coprotagonista del romanzo è l’ambientazione: dal fascino ligneo del Teatro Farnese di Parma fino alle geometrie ipnotiche del Labirinto della Masone di Fontanellato.

Un giallo classico e colto, dove il dolore e l’espiazione si muovono tra le quinte di una provincia emiliana mai così misteriosa.

Questo, in breve, “Nel nome di Artemide“; se volete scoprire di più del romanzo ecco a seguire tre domande all’autrice e un breve estratto.

Tre domande a Barbara Spotti

Com’è nato questo libro?

Il romanzo è nato partendo dai luoghi citati dentro la storia, forse il vero filo conduttore dell’indagine del commissario Baldi e della sua giovane squadra investigativa. Sono luoghi che io conosco e amo, dove è stato per me molto interessante immaginare le situazioni descritte dentro la trama. Poi c’è una riflessione sulla violenza di genere fatta “in punta di piedi” cercando, con molto rispetto, di far emergere il dolore profondo e intimo che cambia in modo spesso insanabile la vita di una donna .

Qual è la cosa che i lettori potrebbero apprezzare?

Il mio stile di scrittura  che è asciutto con dialoghi molto serrati, all’interno di capitoli brevi che invogliano il lettore a proseguire fino alla fine. Poi la relazione tra i cinque membri della giovane squadra investigativa e un riferimento alle poesie di Alda Merini che fanno da cornice alla vita di uno dei personaggi.

 Perché è così importante la squadra investigativa rispetto al più tradizionale commissario che ha il ruolo principale?

Ho immaginato una giovane squadra investigativa: tutti hanno poco più che trenta anni e pur mantenendo il rispetto del ruolo di ognuno di loro vivono profondamente lo spirito della squadra si dividono le soddisfazioni o le preoccupazioni, sono legati da un profondo senso del dovere e della giustizia.

Estratto

“Vai, sei libero”.

 “Non mi farai più del male?”

“No, ho ottenuto quello che volevo adesso vai”.

“ Perché proprio qui?”

“ Perché ti troveranno facilmente”.

“ Aspetta! Lo dirò a tutti che è solo colpa mia”.

“ Non mi interessa più. Lo scopriranno comunque, vai sbrigati”.

Il giovane non se lo fa ripetere, comincia a camminare a passo svelto verso l’uscita del parco, barcolla leggermente, gli mancano le forze e non ha le scarpe ma non si arrende, prosegue senza più voltarsi indietro.

“Ehi un’ultima cosa” la voce lo chiama. Si gira poi sente un sibilo improvviso e contemporaneamente una stilettata che gli taglia in due il respiro cade di schiena nell’acqua del laghetto con le braccia aperte e la punta della freccia conficcata nel petto all’altezza del cuore.

“ Non hai ancora capito chi sono?” Il giovane, ferito a morte, alza gli occhi verso l’arciere che si è avvicinato di corsa, “ te lo dirò così porterai all’inferno il mio segreto”.

“ Tu?!”

“ Zitto Lapo, non hai sofferto abbastanza per quello che hai fatto ma i giornalisti si getteranno su questa storia come i cani sulla preda e ti sbraneranno facendo in mille pezzi la tua vita , scoprendo che sei sempre stato un impostore”.

2

“ Qui bello, qui vieni Thor”, il pastore tedesco non ascolta la voce del padrone e continua ad annusare l’aria dirigendosi in un punto preciso del parco.

“ Thor vieni è tardi” il padrone fischia due volte per richiamare l’attenzione del suo cane ma non ottiene l’effetto sperato.

“ Sei il cane più testardo che io conosca. Lo sapevo che dovevo andare al canile e prendere un meticcio…” l’uomo lo insegue fino al laghetto delle anatre, Thor improvvisamente rallenta, si ferma e  ringhia. “ Finalmente! Thor, smettila dai”, il padrone gli mette il guinzaglio e fa per andarsene poi alza lo sguardo, il cane si è zittito e punta il muso verso l’acqua: c’è il corpo di un giovane uomo riverso di schiena. Angelo Meli, capo redattore della Gazzetta di Parma, rimane per alcuni secondi immobile ad osservare la scena poi prende il cellulare, fa qualche foto e infine una telefonata.

“ Ciao commissario, sono qui al Parco Ducale, raggiungimi urgentemente. Direi che puoi avvisare anche la scientifica e il medico legale”.

“ Meli, cosa è successo? ”

“ C’è un morto nel laghetto. Ha una freccia conficcata nel petto”.

“ Arriviamo, scusami ma cosa ci fai lì all’alba?”

“ Rincorro Thor!”

“ Chi?!”“ E’ una lunga storia poi ti spiego”.

L’autrice

Barbara Spotti è nata nel 1965 a Salsomaggiore Terme, in provincia di Parma, dove vive tuttora.

Docente di ruolo, insegna da più di trent’anni lettere nella scuola superiore.

Ha già pubblicato i gialli “Il ballo dei ricordi” (2022) e “Maschera d’asino” (2023), “Nel nome di Artemide” (2025) editi da Bookabook.

Il rumore del male” è il suo quarto romanzo, nonché il quarto della serie che vede protagonista il commissario Baldi.

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