Naufragio – Enrico Pandiani

Naufragio – Enrico Pandiani

Serie: banda Ventura
Editore: Rizzoli
Redazione
Protocollato il 17 Giugno 2024 da Redazione con
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Al Thriller Café lo diciamo chiaro: c’è qualcosa di affascinante nei romanzi di Enrico Pandiani. Sarà l’equilibrio perfetto tra azione, introspezione e scrittura levigata. Sarà che la Banda Ventura, libro dopo libro, continua a farsi amare. E “Naufragio“, terzo capitolo della serie, conferma tutto questo con una storia che galleggia tra mistero e memoria, tra i segreti del lusso e i fantasmi del passato.

Siamo sulle acque gelide del Lago Maggiore, in pieno inverno. Un’imbarcazione privata, zeppa di nobiltà e collezionisti di auto d’epoca, si capovolge. Quattro morti, una donna dispersa, un caso che profuma di tragedia… ma anche di qualcos’altro. Il movente, come spesso accade nelle migliori storie, è invisibile. O peggio: sepolto sotto una montagna di denaro e bugie.

E allora entra in scena la Banda Ventura. Max, Sanda, Victoria e Abdel: ex criminali, oggi investigatori sotto copertura per conto di un mandante tanto misterioso quanto invadente, quel “Numero Uno” che torna a tirare i fili. E se in “Ombra” avevamo esplorato l’anima di Victoria, in Naufragio è Abdel a salire sul palco, con la sua passione per le auto d’epoca e un passato che brontola ancora sotto pelle, come un vecchio motore.

Il ritmo è quello tipico di Pandiani: serrato, senza rinunciare all’eleganza. I dialoghi hanno il sapore amaro di chi ha sbagliato molto ma sa ancora riconoscere la giustizia. La scrittura è precisa, chirurgica, attenta ai dettagli tecnici quanto ai moti dell’anima. La costruzione dell’intreccio una lenta discesa nei segreti ben lucidati di un mondo che si finge perfetto.

Quello che colpisce di Naufragio è la profondità emotiva con cui vengono raccontati i protagonisti. Abdel non è solo l’esperto di motori: è un uomo in bilico tra orgoglio e rimpianto, che cerca di trasformare una vita sbagliata in qualcosa di degno. L’indagine è l’occasione per far luce sul caso e dentro sé stessi. E questo in un thriller è tutt’altro che scontato.

Pandiani sa scrivere noir che lasciano il segno; con Naufragio ci regala una nuova discesa negli abissi, umani e non. Non resta che salire a bordo. Ma attenti alla bufera, e soprattutto, al passato che come un vecchio relitto può riemergere in ogni momento.

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