Miss Bee e il giardino avvelenato – Alessia Gazzola
Scrivere questo pensiero di lettura senza fare spoiler è un’impresa difficilissima. Il libro mi è piaciuto tantissimo (il migliore della serie secondo me) e vorrei raccontare ogni dettaglio. Ma no, giuro niente spoiler. Ci provo!
“Miss Bee e il giardino avvelenato” di Alessia Gazzola (Longanesi) è il quarto volume della fortunata serie con protagonista Beatrice Bernabò, detta Miss Bee, ambientata nella Londra degli anni Venti. Rispetto ai precedenti è un libro più adulto, più introspettivo. Confesso che in più punti del romanzo mi sono sentita così partecipe che avrei dovuto scuotere la protagonista e dirle “daiiiiiii, fai la scelta giusta!”.
Se nel primo volume, “Miss Bee e il cadavere in biblioteca“, avevamo conosciuto una Beatrice Bernabò un po’ spaesata, catapultata nella Londra ruggente del 1924, e nei successivi (“Il principe d’inverno” e “Il fantasma dell’ambasciata“) l’abbiamo vista affilare l’ingegno e le armi della seduzione, qui ci troviamo di fronte a una donna trasformata. O forse no?
Il romanzo conferma la capacità dell’autrice di coniugare mistero e introspezione in un cozy crime ben costruito, dove l’indagine si intreccia con dinamiche sociali e sentimentali in modo naturale. La scrittura è scorrevole e piacevole, il ritmo mantiene il lettore coinvolto anche senza particolari colpi di scena e la protagonista esprime una curiosità instancabile che guida la narrazione.
La giovane Beatrice Bernabò, a poco più di vent’anni e reduce da un evento imprevedibile che le ha cambiato la vita, si trova ad affrontare una nuova fase della propria esistenza. Una nuova vita dovrebbe aprirsi davanti a lei, ma quando accetta un invito in una storica dimora nel Norfolk da un amico dell’ispettore Archer Blackburn, scopre che i guai e persino i delitti non tardano a comparire. Coinvolta in un mistero dai contorni più oscuri del solito, e con un presente sentimentale complicato, Miss Bee deve fare affidamento sulla sua intelligenza, sagacia e forza interiore per districare i segreti del caso e affrontare quelli del proprio cuore.
Se nei primi volumi la tensione era data dalla scoperta di un mondo nuovo (l’Inghilterra), qui la tensione è tutta interna. Beatrice è cresciuta. Non è più l’italiana “fuori posto”, ma una donna che sta cercando di definire il suo ruolo in un matrimonio che è nato sotto una stella particolare (chi ha letto il finale de Il fantasma dell’ambasciata sa di cosa parlo!).
Questo libro è brillante perché non si prende troppo sul serio, ma rispetta profondamente l’intelligenza del lettore.
Libri della serie "Miss Bee"
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