Margini di un delitto – Salvatore Frasca

Margini di un delitto – Salvatore Frasca

Redazione
Protocollato il 21 Luglio 2025 da Redazione
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Al Thriller Café arriva oggi l’Ispettore Falconara, il personaggio ideato da Salvatore Frasca alla sua terza avventura: “Margini di un delitto” (Laurana, 2025). Andiamo a vedere in cosa si ritrova invischiato…

La storia, che si colloca temporalmente dopo “Un modesto gioco di parole“, romanzo in cui Falconara compare per la prima volta, inizia in Sicilia – a Santacroce Mamertina – a fine agosto 2015. L’ispettore non riesce a godersi del tutto il successo del caso precedente, causa afa, noia e pressione bassa. Ma ad animare la sua estate torrida arriva la notizia del ritrovamento di una vittima di omicidio.

Rudolfo Albano, proprietario di un’azienda vinicola che ricicla denaro sporco per le cosche locali, è stato mutilato ferocemente. Il quadro complessivo fa pensare a un delitto di stampo mafioso, ma sulla scena del crimine c’è qualcosa che non quadra e Falconara dirige le indagini sulle vicende personali dell’uomo.

Accompagnato dagli agenti Moscuzza e Giangiulli, ricostruisce poco a poco una storia familiare dalle sfumature ancor più torbide e ambigue, in un’inquietante mappa dell’angoscia e delle fragilità umane che porterà alla scoperta di una scomoda verità.

Questa in sintesi la vicenda trattata da “Margini di un delitto“, giallo che racconta di un’indagine ma anche della variegata costellazione di persone che vi ruotano attorno: gente comune, aristocratici decaduti, personaggi ambigui, tutti con i loro scheletri nell’armadio.

Se la presentazione vi ha incuriosito, per approfondire meglio vi lasciamo con tre domande all’autore e un estratto dal primo capitolo.

Tre domande all’autore

Com’è nato questo libro?

Questa terza indagine dell’ispettore Falconara nasce dall’esigenza di dare un seguito a Un modesto gioco di parole, che era stato volutamente lasciato in sospeso per creare un continuum con il complesso narrativo che avevo già in mente da parecchio tempo. Seppure le tre storie che hanno come protagonista l’ispettore Falconara non sono legate fra loro da eventi e azioni, sono connesse da piccoli dettagli che ho nascosto nel corso della narrazione.

Qual è la cosa che i lettori potrebbero apprezzare di più nel romanzo?

Sicuramente, i lettori avranno la possibilità di conoscere Falconara e affezionarsi al corollario di personaggi di cui è circondato e apprezzarne il carattere ben lontano da quello del poliziotto eroico. Possiamo anzi definirlo un anti-eroe e i lettori potrebbero identificarsi con le caratteristiche di Falconara: le incertezze, la tagliente ironia, l’ipocondria e l’indolenza.

Perché leggere questo giallo?

Perché non è un giallo che rientra specificatamente nei canoni e negli standard della letteratura di genere, non propongo ai lettori la soluzione di un enigma né un thriller cruento, nonostante ci sia di mezzo un morto ammazzato, ma la mia narrativa è più orientata verso un’indagine sull’animo umano, sui suoi vizi e virtù, uno spaccato della nostra società e dei piccoli segreti familiari.

Estratto

Lunedì, 31 agosto 2015
Mancava un quarto d’ora all’appuntamento televisivo con Luciano Onder, quando Falconara udì una corsa di passi avvicinarsi alla porta del suo ufficio e Giangiulli entrò come una furia, senza nemmeno bussare: “Ispettore, presto, venga!”
“Cos’è tutto questo trambusto, tutto questo fracasso?”, disse con tono annoiato e sofferente.
“Un omicidio, ispettore. Un morto ammazzato!”
“Oh, finalmente succede qualcosa”, sussurrò, sentendo la malinconia svanire di colpo.
Falconara prese la giacca e uscì.
Per una volta, Luciano Onder poteva attendere.
O almeno così, lì per lì, credette l’ispettore.
Invece, non appena mise piede fuori dal suo ufficio, tutte le buone intenzioni sembravano già sparite e sentì un magone prendergli lo stomaco, un senso di angoscia catturarlo tra le sue spire asfissianti; un malessere che gli aggrovigliava le budella e gliele strappava via. Spesso lo assaliva un’inspiegabile mestizia, un’ansia infrangibile, un intimo desiderio di fuga e solitudine.
Se ne sarebbe rimasto volentieri nel rifugio ovattato del suo ufficio con le cuffiette infilate nelle orecchie, sprofondando i suoi pensieri nel cupo adagio per archi di Samuel Barber o cercando sollievo tra le definizioni di un cruciverba. Al contrario, quell’inaspettato e inopportuno morto ammazzato lo costringeva ad abbandonare il suo guscio e lo spingeva di malavoglia ad affrontare fobie e paure.
Proprio l’ultimo giorno d’agosto doveva capitarmi un morto ammazzato?, pensò, percorrendo il lungo corridoio. Financo i Tuareg del Sahara mal sopporterebbero questo caldo.
Nonostante la temperatura opprimente, Giangiulli era una scheggia, sembrava un furetto: agitato, impaziente, si muoveva a scatti, spinto da irrefrenabile impeto e una smania d’azione che accrescevano l’ansia nervosa dell’ispettore Falconara, il quale, nell’ultima settimana, aveva osservato un’inquietante metamorfosi: da timida e ossequiosa recluta, il giovane abruzzese di Cepagatti, in provincia di Pescara, era diventato sfrontato, burbanzoso, perfino insolente, avrebbe confessato qualche tempo dopo lo stesso ispettore.
Il passo di Ettore Falconara era invece pesante e lento, come se una forza occulta lo trattenesse e gli impedisse di camminare. In verità, il suo entusiasmo si era già spento, dissolto, evaporato; l’iniziale interesse per il presunto morto ammazzato andò scemando man mano che avanzava verso l’uscita del commissariato.
A metà corridoio, rallentò l’andatura fino a fermarsi del tutto all’altezza del distributore d’acqua appena fuori dall’ufficio passaporti, con espressione sofferente, la fronte lucida di accidia, staccò un bicchiere di plastica dalla colonna accanto al boccione azzurro, lo riempì d’acqua fresca e bevve lentamente per alleviare il patimento fisico e mentale che gli causava quell’abbacinante e soffocante caldo.
L’afa era insopportabile e viscida, dalla strada si levavano lingue di fuoco che penetravano fra le mura del commissariato, infiammando le pareti come la fornace di un’industria metallurgica. Quel caldo e il sole accecante non erano però un impedimento per la popolazione locale e il piazzale antistante il commissariato brulicava ancora di gente, presenze fragili e senili, ombre grigie che si aggiravano per inerzia tra le variopinte bancarelle del mercato rionale che via via smontavano le loro strutture di metallo e si spegnevano le voci degli ambulanti che per tutto il giorno avevano reclamizzato le loro merci.

Salvatore Frasca

Laureato in Scienze Politiche per oltre 20 anni ha vissuto all’estero, tra Barcellona e Londra. Oggi risiede a Monza dove lavora come site activation manager per l’industria farmaceutica nell’ambito delle sperimentazioni cliniche.

Ha pubblicato: “Il giro del mondo in 80 belle notizie” (Einaudi Ragazzi, 2018) e i tre romanzi che hanno protagonista l’ispettore Falconara: “Un Modesto Gioco di Parole” (Laurana, 2022), “Milano, la notte e i tram” (Laurana, 2023) e “Margini di un delitto” (Laurana, 2025).