L’ultimo presagio – Salvo Toscano

L’ultimo presagio – Salvo Toscano

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Protocollato il 5 Agosto 2024 da Redazione con
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L’ultimo presagio” di Salvo Toscano è l’undicesimo volume della serie dedicata ai fratelli Corsaro: lo recensiamo oggi al Thriller Café.

alermo, dicembre. Un citofono che suona con insistenza, una domanda bizzarra da parte di un’anziana sconosciuta e un lutto inspiegabile poco dopo. Inizia così L’ultimo presagio, l’undicesima indagine dei fratelli Corsaro, la più sottile e forse la più inquietante.

Salvo Toscano ci riporta nella sua Palermo ironica e dolente, tracciando un nuovo sentiero tra le ombre della città, dove la giustizia sembra addormentata e i crimini veri passano per morti naturali.

«Se mio figlio mi uccidesse, potrebbe ereditare i miei soldi?»

È con questa frase – assurda, assurda solo in apparenza – che un’anziana signora turba l’avvocato Roberto Corsaro prima di sparire dalla scena. Ma il caso è tutto fuorché chiuso: il figlio in questione è morto da decenni e pochi giorni dopo, la donna viene trovata priva di vita. Cause naturali? Forse. O forse no.

Parallelamente, il fratello Fabrizio, giornalista di cronaca nera, indaga sull’omicidio di una badante polacca. Due storie scollegate? Non per i Corsaro, che come due segugi che si annusano inconsapevolmente da lontano, si ritrovano sulle tracce di una verità che non vuole farsi trovare.

In L’ultimo presagio la trama si sviluppa lentamente, come un mosaico che prende forma tassello dopo tassello. Toscano non ha fretta: costruisce, scava, insinua il dubbio.

La narrazione alterna i filoni investigativi alle vicende private dei due fratelli: Roberto, borghese e padre, alle prese con una figlia che cerca la propria identità; Fabrizio, giornalista romantico e papà single, impantanato tra cuori e cronaca nera. Sono figure umane, mai stereotipate, che restituiscono il fascino di una Sicilia moderna, dove le contraddizioni convivono tra affetto e disincanto.

Salvo Toscano ha ormai cucito un metodo investigativo tutto suo. Non poliziotti, né detective: un avvocato e un giornalista che si muovono ai margini del sistema, raccogliendo le voci, i dubbi, i sussurri delle vittime dimenticate.

Il ritmo cresce nella seconda metà del romanzo, quando gli indizi iniziano a legarsi come nervi scoperti, e si arriva a un finale che, pur non giocando la carta del colpo di scena eclatante, soddisfa per coerenza e sottigliezza.

L’ultimo presagio è un giallo domestico e sociale, ironico e malinconico, che parla delle cose non dette e delle morti che non fanno notizia. Un romanzo che non urla, ma lascia un’eco lunga e amara.

Salvo Toscano conferma la solidità della sua scrittura, la capacità di dipingere Palermo con tutte le sue luci e le sue ombre, e di creare personaggi a cui ci si affeziona con naturalezza.

Con L’ultimo presagio, i fratelli Corsaro si confermano tra le coppie investigative più riuscite del giallo italiano contemporaneo. E il lettore sa già che li seguirà, anche nella prossima indagine.

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