“Lucky la ladra” è il primo romanzo di Marissa Stapley che arriva in Italia. L’autrice canadese, scrive libri e articoli per testate giornalistiche del suo paese.
Si tratta di un thriller ricco di azione, che racconta le vicissitudini di una giovane truffatrice. Lucky è ricercata dalla polizia per una truffa piramidale che ha fatto svanire i risparmi di molti. Era in procinto di partire, coi soldi e il suo fidanzato Cary, ma lui è sparito, i soldi sono su un conto al quale non può più accedere e si ritrova sola e in fuga. Quasi per gioco, in una stazione di servizio, Lucky gioca dei numeri alla lotteria e qui il suo nome si mostra con potenza: vince 390 milioni di dollari. Ma non può incassare la vincita, verrebbe arrestata all’istante. Comincia così un viaggio on the road alla ricerca di un modo per prendere i soldi che ha vinto e conquistare così la vita che ha sempre sognato. Un romanzo su truffe e raggiri, ma anche sul passato e le radici, su chi siamo e su chi vogliamo essere. Un thriller che è un ode al perdono e alle seconde, terze, quarte possibilità.
Marissa Stapley ci consegna un romanzo che si sviluppa su una doppia linea temporale. Grazie a questo espediente narrativo conosciamo la Lucky di oggi, in fuga, ricercata e sola, e la Lucky neonata, dall’infanzia con un padre truffatore che le ha insegnato tutto su come assicurarsi l’amicizia del prossimo per poterlo derubare.
Ci sono tanti eventi nel libro, ma una cosa che rimane costante è l’insoddisfazione della protagonista per la vita che ha. Lucky vorrebbe stabilità, andare a scuola come tutti i bambini, una casa, una madre, una vita normale. Eppure, anche se sa come si dovrebbe vivere onestamente, per una ragione o per l’altra non ci riesce mai. Perché il brivido e l’eccitazione della truffa fanno parte di lei, ma anche un’ingenuità e una continua speranza in un futuro roseo e idilliaco che la fanno finire nei guai, vittima più che carnefice, di delinquenti più scafati e disillusi, persone che non si fanno remore a far leva sull’amore, sul bontà intrinseca di Lucky per ottenere ciò che vogliono e portarla a fondo con loro.
Nei capitoli al passato il lettore accompagna la Lucky bambina con partecipazione, in quelli al presente si vorrebbe scuoterla e dirle in faccia che sta sbagliando tutto. Incredibile cosa Lucky riesce a pensare, a fare e a sbagliare. In certi frangenti è bravissima, lucida e pronta, ma quando si tratta di dover chiedere un aiuto non riesce a distinguere le persone che dovrebbe evitare da quelle che davvero potrebbero darle una mano. A volte è imbarazzante leggere di alcune sue scelte. Il lettore lo capisce con facilità che sta sbagliando e ci si domanda perché Lucky, che nell’illegalità è cresciuta, si dimostri così poco accorta, per nulla sveglia, quasi che fosse una principessa appena uscita dalla torre di vetro.
Il cuore di Lucky e il suo grande desiderio di ritrovare la madre, sono le forze che la spingono avanti e al contempo le debolezze che la fanno deragliare e finire nei guai.
In questo romanzo ci sono ben pochi personaggi positivi, e quei pochi vengono raggirati e derubati. Ci sono molti personaggi negativi, alcuni cattivi senza possibilità di salvezza, altri invece una seconda possibilità se la meritano e fanno qualcosa per ottenerla. Poi certo, sono esseri umani, negli errori ci ricadono, ma ecco che arrivano le terze possibilità, perché in fondo hanno delle qualità e sono quelle a contare.
In Lucky la ladra c’è una tensione strana, che a volte sfocia in uno stato ansioso. Sensazioni che rendono necessario uno stop nella lettura, nonostante la scrittura si scorrevole e il ritmo alto. Poi, quando l’ansia scende, la curiosità prevale e allora si vuole sapere come va avanti, come finisce, sebbene non ci siano dubbi che tante cose stiano per andare storte e il bel finale non è per nulla assicurato.
Un romanzo d’azione per riflettere e scoprire se il crimine, alla fine, paga oppure no.
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