Luce di notte – Decimo Tagliapietra

Luce di notte – Decimo Tagliapietra

Redazione
Protocollato il 27 Luglio 2026 da Redazione
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Nome ben noto agli appassionati di letteratura underground, e non solo, Decimo Tagliapietra è l’autore che presentiamo oggi al Thriller Café, con il suo “Luce di notte“, racconto lungo finalista al Gran Giallo di Cattolica 2021 e finalmente edito, in veste arricchita da illustrazioni (opera di Alessandro Balestra, editore di Scheletri Ebook).

Facciamo un salto indietro nel tempo, nell’Italia aspra e rurale degli anni Cinquanta. Tra i boschi e i silenzi delle montagne venete, esiste un piccolo borgo incastonato tra le Piccole Dolomiti: Orfanadio. Un luogo in cui il tempo sembra essersi fermato e dove il crimine più grave, di solito, è il furto di qualche gallina o una rissa da osteria. Questa routine sonnolenta viene spazzata via dall’omicidio di Silvia Terrasanta. La donna viene trovata brutalmente uccisa nella sua stessa cucina, colpita al volto con un pesante ceppo di legno. A fare la macabra scoperta è il marito, Mario Dandali, che si mostra sconvolto e incapace di fornire spiegazioni.

A occuparsi del caso è il maresciallo del paese, Amedeo Stani, uomo pratico ma impreparato a una ferocia del genere. In questa indagine non sarà solo: al suo fianco, quasi per caso e contro ogni logica di prudenza, si intrufola il figlio tredicenne, Giacomo. Curioso, sveglio e ostinato, il ragazzino è deciso a scoprire in prima persona cosa significhi guardare la malvagità negli occhi.

Se amate le storie ambientate in piccole comunità, “Luce di notte” potrebbe essere la lettura giusta per voi, con il suo cono d’ombra che ingloba un po’ tutti e il sotteso messaggio che il male spesso alloggia alla porta accanto. Se volete saperne di più su questo whodunit rurale, continuate la lettura con le nostre due domande all’autore e un breve estratto.

Due domande all’autore

Com’è nato questo libro?

I vecchi, soprattutto i vecchi di montagna, sono scrigni di tesori senza tempo. Io ho la fortuna di conoscerne molti, e li chiamo proprio così: i miei amici di montagna. Tra un bicchiere di vino e una fetta di salame, mi capita di ascoltare il lento scorrere del tempo, interrotto a volte da una bestemmia, altre da una risata piena e sonora. È stato durante uno di questi ascolti che ho sentito la storia che poi ho provato a trasporre sulla pagina, pur sapendo di averle sottratto un po’ del colore, forse, e sicuramente una parte della dignità che aveva quando usciva viva dalla bocca di chi la raccontava.

Qual è la cosa che i lettori potrebbero apprezzare di più nel romanzo?

Benché sia un testo breve, i lettori potrebbero apprezzare il fatto che non è solo un giallo “a enigma”, ma un racconto che usa l’indagine per far emergere un mondo. ll caso viene filtrato attraverso un tredicenne: non è ancora adulto, ma non è più bambino. Questa posizione gli permette di osservare la morte, il desiderio, la menzogna e la colpa con una lucidità ancora acerba, spesso più pulita di quella degli adulti. Il racconto promette un delitto brutale e poi progressivamente sposta il baricentro. Non conta solo trovare il colpevole, ma capire come una comunità costruisce sospetti, come li alimenta, e quanto poco basti perché rancori e vergogna diventino una miccia.

Estratto

Parcheggiammo nel cortile condiviso dalle tre vecchie case della contrada Ferriera. L’abitazione di Mario, il luogo del delitto, era quella al centro, schiacciata tra la stalla e il fienile, maculata di muschio. Alcune galline caracollavano tranquille sotto il sole. Non scorgemmo la Fiat 500 del dottor Bastiani.

Nonostante l’aria gelida all’esterno, la porta era socchiusa. Al nostro ingresso, una folata improvvisa spazzò la fuliggine e i rimasugli anneriti di legna sparpagliati sul pavimento. Qualche tizzone nel camino stava tirando gli ultimi e il proprietario di casa, seduto al tavolo della piccola cucina, non si era preoccupato di riattizzare il fuoco.

Vidi la donna distesa sul pavimento, tra il camino e il tavolo. Era sdraiata supina sopra un tappeto di cenere e cinigia spenta. L’eccitazione scivolò via dal mio corpo come un fluido gelido. Non so che cosa mi aspettassi di trovare, ma in quel momento fui travolto dalla paura. Avevo già visto cadaveri in passato, azzimati e imbellettati all’interno di una bara, ma ciò che avevo ora davanti agli occhi era la vera immagine della morte. Un orribile squarcio sulla fronte aveva versato sangue dappertutto, impiastricciando la nuvola di capelli castani della vittima. Un occhio, il sinistro, fissava sbarrato il soffitto. L’altro era un umido grumo nerastro. C’erano altre tre sedie, oltre a quella su cui sedeva Mario, e una di esse, la più vicina al camino, era ribaltata.

«Mario» disse mio padre. Aprì la bocca per dire qualcos’altro, ma la richiuse subito.

Lo sguardo dell’uomo si posò su di me, ma ebbi l’impressione che non mi stesse realmente vedendo. «Amedeo» cominciò. «Guarda che disastro. Non ho toccato nulla perché non sapevo che fare.»

«Hai fatto bene a non muovere niente.»

«Guarda cosa le hanno fatto, Dio mio. Dovremmo toglierla da lì, non credi?»

Mio padre si accovacciò accanto al corpo e io lo imitai. Temevo che mi avrebbe esortato a stare indietro, ma non accadde. Colsi altri macabri dettagli di quello sfacelo. La fronte della donna era gonfia, la ferita larga e profonda, con delle sbavature nerastre create dalla fuliggine. A circa un metro dalla testa, notai un grosso ceppo di legno bruciacchiato a un’estremità.

Mio padre lo sfiorò con le dita. «Forse l’hanno colpita con questo» mormorò.

Decimo Tagliapietra

Decimo Tagliapietra nasce in provincia di Vicenza nel 1978. Nel 2021 è finalista al MYSTFEST, Premio Gran Giallo Città di Cattolica. Dello stesso anno sono il suo romanzo d’esordio, “Risorgemia”, pubblicato in versione digitale da Delos Digital e in versione cartacea con marchio WeirdBook e “Cuore”, una novella targata Scheletri Ebook, disponibile in versione digitale e cartacea illustrata. È del marzo 2024 il folk horror “L’escursione”, che si guadagna la selezione al Premio Zeno, disponibile anche in formato audiobook su Audible. Partecipa a diverse antologie, al fianco di autori del calibro di Joe R. Lansdale, Lee Murray, Kevin J. Kennedy, Nerozzi, Danilo Arona, Prevedoni, Besana e Musolino. Appassionato anche di musica, è ideatore, arrangiatore, esecutore e produttore dei concept-album “Der Stereoskopische Mann” e “Cosmic Aberrations: Tales of flesh and steel“.

Tutti i dettagli della sua produzione si possono trovare alla pagina decimotagliapietra.com.