Loro che non dormono – Dolores Redondo
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Negli anni, più volte vi ho parlato, qui al bancone del nostro Café preferito, di Dolores Redondo, la scrittrice basca che ha ideato la stupenda Trilogia del Baztàn. Torno a farlo con molto piacere, oggi, per parlarvi del suo ultimo noir, “Loro che non dormono“, pubblicato da Rizzoli con la traduzione di Giulia Zavagna.
Sarebbe facile dire che la protagonista è la dottoressa Nash Elizondo, psicologa forense nonché speleologa sempre a caccia di misteri sepolti nel passato. È febbraio 2020 e il mondo sta per essere travolto da una pandemia, quando lei e la sua squadra, durante una spedizione in una nota voragine, rinvengono il corpo di una giovane donna del luogo, Andrea, della cui scomparsa anni prima si era molto parlato e per la morte della quale una donna sta scontando una pena in carcere.
Questo ritrovamento inatteso scatenerà una serie di conseguenze per chi conosceva Andrea ed anche per la nostra dottoressa Nash che si farà carico di un’indagine lenta ma serratissima sulla morte di questa ragazza. Ad affiancarla avrà una serie di donne molto tenaci, scaltre ed efficienti, prima fra tutte la mia adorata ispettrice Salazar che è stato un immenso piacere ritrovare. Nel frattempo, però, anche un’altra indagine ben più dolorosa impegna la mente e il cuore di Nash, ed ha a che fare con la sua vita.
Sarebbe facile, dicevo, raccontarvi che la protagonista è Nash, o al più la giovane vittima, Andrea… ma la verità è che, come in quasi tutti i romanzi della Redondo, il vero protagonista è il territorio in cui sono ambientati, con tutto il suo carico, tanto ingombrante quanto affascinante, di storie, credenze, codici, fatti e misfatti ad esso collegati. Ancora una volta, lentamente, ci lasciamo cullare e trascinare via dal fiume Baztàn, che con il suo suono ora rassicurante ora ammonitore nasconde misteri, sofferenze e quel tocco di sovrannaturale che svela solo a chi è disposto ad ascoltare, ad affidarsi.
Come nella Trilogia del Baztàn, anche qui i piccoli borghi adagiati sul fiume sono custodi di quelle che non sono solo credenze popolari, leggende o miti radicati nella notte dei tempi, ma diventano tare familiari e scelte di vita, più o meno consapevoli.
Semmai non si fosse intuito, adoro Dolores Redondo e non posso che consigliarvi i suoi libri, incluso questo: lento, corposo, preciso, letterario, ammaliante… e forse anche un po’ magico, di quella magia che sanno donarci solo le belle storie e i bei libri che le sanno raccontare.
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