L’inquilina – Freida McFadden

Editore: Newton Compton
Tatiana Vanini
Protocollato il 28 Aprile 2026 da Tatiana Vanini con
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Il riassunto
L’inquilina – Freida McFadden

Freida McFadden, prolifica autrice di thriller psicologici ad alto tasso di adrenalina, torna in libreria con una nuova opera appassionante, difficile da posare: “L’inquilina“.

Blake Porter ha tutto: il lavoro dei sogni, una bella casa, una fidanzata che non vede l’ora di sposare. Blake Porter sta per scoprire come è facile perdere tutto, lavoro, denaro, una relazione stabile. La discesa verso l’inferno comincia con il licenziamento e senza stipendio, con la reputazione rovinata, non avere i soldi per continuare a pagare il mutuo è questione di pochi mesi. Blake è costretto a prendere in considerazione la proposta della fidanzata Krista: affittare una stanza di casa a uno sconosciuto. Tra tanti candidati inaffidabili se non folli, arriva Whitney, carina, simpatica, alla mano, la coinquilina perfetta. Giorno dopo giorno, tra fatti strani che diventano inquietanti, Blake cambia, sprofondando nel buio della paranoia, della rabbia e della confusione, perché il rapporto con la coinquilina si fa sempre più difficile e anche il suo rapporto con Krista entra in crisi. Ma Blake sta impazzendo o è vittima di un complotto terribile? Scoprirlo sarà una discesa nell’oblio della mente, per un libro trascinante.

Freida McFadden è bravissima, ogni suo libro è un vortice di tensione e dinamismo, con sorprese che fanno sussultare. Autrice e neurologa, i suoi libri sono tradotti in oltre quaranta lingue e ha ricevuto diverse opzione per film e serie TV, con “L’inquilina” si addentra nella psicologia maschile, cosa che ha fatto in altri pochi libri rispetto al numero di quelli scritti. Aiutata dal marito, nella creazione credibile di un personaggio maschile, seguendo i suoi suggerimenti quando le diceva che un uomo non avrebbe mai detto certe cose, consegna al lettore un protagonista Blake, così vero e genuino che è impossibile non entrare in empatia con lui. Le cose che gli succedono, come reagisce, le sue emozioni che riflettono via via un cambiamento mentale e fisico, sono condivisibili. La rabbia, lo sconcerto, la frustrazione di Blake diventano quelli del lettore, che man mano che la situazione evolve, arriva a provare una reale ansia. Non si sa da dove arriverà il prossimo attacco, non si comprende il perché vero di certe cattiverie, e la pseudo spiegazione che si dà lo stesso Blake appare troppo debole, labile, per arrivare all’escalation alla quale assistiamo nel brevi, ma potenti capitoli.

I dialoghi, i comportamenti di tutti i personaggi, sono ben contestualizzati, credibili, e mostrano come da un certo punto in poi, Blake sia solo, ad affrontare un qualcosa che mai si sarebbe immaginato. Blake, Krista e Whitney, formano un triangolo maledetto del quale di legge e sempre più si diffida, soprattutto per chi ha già letto opere della McFadden e sa, che da qualche parte, c’è l’inganno, il gioco di specchi, e quello che si dà per assodato viene ribaltato se non completamente smontato. Capitolo dopo capitolo, una trappola senza scampo si chiude su Blake e non si vede via d’uscita. “L’inquilina” è un thriller ad alta tensione, pieno di colpi di scena, fino all’ultima pagina.

Con personalità e dinamismo, l’autrice ci porta ancora una volta nelle diverse distorsioni della psicopatologia, mostrando quanto sia facile finire vittime di pericolosi narcisisti che non sanno nemmeno cosa sia l’empatia. Certe personalità sono tossiche e siccome appaiono affascinanti, positive e amabili, ci si mette troppo ad accorgersi della verità e così le misure difensive che si mettono in atto non solo sono tardive, ma insufficienti. L’essere umano è sopravvissuto fino a oggi grazie alla sua capacità di adattamento, questo thriller mostra quando poco ascoltiamo l’istinto, cullati dalla falsa sicurezza che le nostre vite moderne ci regalano. Ci sono nuovi predatori in giro, che camminano, parlano e fingono di sorridere come noi e se per sbaglio, ne invitiamo uno nelle nostre case, allora possiamo finire molto male.