L’inganno di Magritte – Alessandro Perissinotto e Piero d’Ettorre
Oggi al Thriller Café gli avventori si passano tra le mani “L’inganno di Magritte”, il nuovo romanzo della coppia Perissinotto & D’Ettorre, pubblicato da Mondadori. Dopo aver conosciuto l’avvocato Giacomo Meroni, in “Cena di classe” (2022) e ne “Il figliol prodigo” (2023), ecco che ritroviamo il nostro protagonista alle prese con una difesa dalle mille insidie.
Nina Shakirova è in carcere insieme alla figlia di cinque anni con l’accusa di aver ucciso suo marito, Stefano Olmi Casaretti, e l’avvocato Meroni decide di difenderla in appello: lei sostiene che il marito si sia suicidato, ma servono le prove. Ad affiancarlo nelle ricerche di indizi per costruire una difesa convincente troviamo Giulia, una praticante tutta d’un pezzo che è completamente diversa dalle decine di praticanti che l’avevano preceduta, perché “a renderla speciale era la sua determinazione assoluta a diventare avvocato, come se fin da bambina si fosse immaginata in tribunale, con indosso la toga.”
La storia si sviluppa nel 2020, proprio durante quel terribile periodo storico che ci accomuna tutti. Di conseguenza nella narrazione non mancano i continui riferimenti all’evoluzione del virus e agli aggiornamenti sulle notizie riguardo alle restrizioni durante quell’arco di tempo in cui chiunque si è sentito in pericolo. Quella fase della vita vissuta da tutti noi che ci ha segnato per sempre, macchiando le nostre esistenze, riempiendoci di ansie, dolore e preoccupazioni.
“Lungo i marciapiedi, un rumore troppo vicino o, ancor peggio, uno sfioramento accidentale provocavano attimi di terrore autentico. La gente aveva imparato a starnutire nell’incavo del gomito e, sempre con il gomito, a salutarsi, con un leggero tocco che sostituiva la stretta di mano.”
Si ricorda anche come qualcuno, pur nella sofferenza, abbia imparato a reagire, seppur chiuso in casa, inventandosi balletti e organizzando serate canterine dai balconi, suscitando indignazione in chi, avendo perso parenti e amici a causa della malattia, avrebbe soltanto voluto vedere rispettato il proprio dolore in un decoroso silenzio.
Chi ha apprezzato le restrizioni, sentendosi forse un po’ in colpa, sono stati proprio Giacomo Meroni e Rossana, sua moglie. Non dover per forza uscire di casa per andare al lavoro e passare quindi più tempo insieme per loro è stata un’opzione positiva perché “essere felici in tempi di pandemia era un privilegio riservato alle persone che si amavano veramente e che potevano vivere insieme”. Ed è proprio in quei momenti di intimità tra un drink e l’altro che i due uniscono le loro forze per ragionare sul caso di Nina.
Parallelamente, però, Giacomo si trova a dover fare i conti con il fantasma di un tragico passato, una disgrazia che gli si ripresenta sotto gli occhi ogni qualvolta guarda Rossana che, nonostante sia una donna forte, trattiene sempre un velo di tristezza mista a rabbia a causa della sua condizione. C’è una novità, forse qualcuno sa qualcosa su chi ha investito sua moglie e l’ha ridotta paraplegica. A cosa porterà la sua angosciosa ricerca della verità?
I personaggi di questa storia si muovono in una Torino sempre più grigia e vuota, e sono stati creati con una loro ben distinta individualità, emotività e carattere. La fusione tra la scrittura di Perissinotto e l’esperienza professionale di D’Ettorre creano un romanzo molto scorrevole in perfetto stile giallo giudiziario. La lenta scoperta degli indizi costringe il lettore a rimanere col fiato sospeso, attento ad ogni dettaglio. I fluenti dialoghi sono costruiti in maniera efficace e si alternano ad alcune parti del romanzo scritte in legalese: d’altra parte se il protagonista principale è un avvocato, non se ne può fare a meno, soprattutto nella parte conclusiva del libro in cui ha inizio l’udienza. Qui seguiremo passo passo le varie fasi giudiziarie, rimanendo sulle spine durante l’attesa della pronuncia finale.
Arrivare alla verità non è affatto semplice, ma è ancora più complicato se ci si limita a guardare le cose solo per quello che sono. In fondo anche Magritte disegnò una pipa, ma sotto vi scrisse “Ceci n’est pas une pipe”, no?
Gli autori
Alessandro Perissinotto è uno scrittore, traduttore e docente universitario torinese. Pubblica romanzi dal 1997 e al suo attivo ha numerose opere tra cui l’ultimo pubblicato con Mondadori nel 2024, “La guerra dei Traversa”.
Piero d’Ettorre è un avvocato penalista e cassazionista, socio di un importante Studio torinese. La sua esperienza professionale ha dato voce al protagonista dei romanzi scritti a quattro mani con Alessandro Perissinotto, l’avvocato Meroni.
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Alessandro Perissinotto (Torino, 1964) è professore di Storytelling all’Università di Torino. Ha esordito, nel 1997, con una trilogia di gialli storici pubblicata da Sellerio. I suoi romanzi sono tradotti in otto lingue e tra i suoi titoli più noti troviamo: Semina il vento, Le colpe dei padri (secondo classificato al Premio Strega 2013), Quello che l’acqua nasconde tutti editi da Piemme. Il silenzio […]
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