Léon - Carlo Lucarelli - recensione

Carlo Lucarelli (che pochi sanno essere pronipote di Antonio Meucci) nasce a Parma nel 1960.

È regista, sceneggiatore, conduttore televisivo, giornalista, autore di podcast e scrittore. Il suo esordio letterario avviene nel 1990 con il romanzo Carta Bianca, il primo di una serie di noir a sfondo poliziesco. Tra la sua prolifica produzione possiamo ricordare la serie del Commissario De Luca, quella dell’Ispettore Coliandro e quella dell’Ispettore Grazia Negro (Lupo mannaro,1994; Almost Blue, 1997; Un giorno dopo l’altro, 2000; Acqua in bocca, con Andrea Camilleri, 2010; Il sogno di volare, 2013).

La sua passione e competenza verso la cronaca nera lo porterà dal 1999 al 2009 a condurre Blu notte – Misteri italiani. Programma in onda su Rai 3 in prima serata che analizzava in modo approfondito fatti di cronaca, indagini su disastri e su omicidi seriali dell’ultimo cinquantennio della storia italiana.

Tra i numerosi e meritati premi ricevuti possiamo ricordare: Premio Scerbanenco 1996 con Via delle oche; Premio Gold Dagger-Silver Dagger Award 2003 con Almost Blue; Premio Lama e Trama alla carriera 2006…

Ora con grande onore, amici del Thriller Café, recensisco per voi l’ultima sua fatica letteraria inserita nella serie dell’Ispettore Grazia Negro: Léon (Einaudi, 2021) sequel di Almost Blue.

L’ispettore Grazia Negro, da sempre combattuta tra l’essere una poliziotta a 360 gradi e diventare mamma, ha ora preso finalmente una decisione. Ha mollato, infatti, tutto: il suo ex compagno Simone, la polizia, i suoi mostri (i serial killer a cui ha dato la caccia e cioè il Lupo Mannaro, il Pittbull, il Cane, l’Iguana). La ritroviamo pertanto in sala parto perché ha appena dato alla luce due gemelline che ha desiderato con tutta se stessa ricorrendo alla fecondazione artificiale. Ma, come spesso avviene, non tutte le storie hanno un lieto fine infatti…

«Ansa.it Ultima ora news.

Imola: duplice omicidio in residenza per ex degenti psichiatrici.

Imola: duplice omicidio, scomparso terzo inquilino.

Imola: terzo inquilino responsabile in passato di diversi omicidi.

Imola: ricercato, serial killer Alessio Crotti, detto l’Iguana.»

L’Iguana, il più feroce fra i serial killer, è scappato dalla struttura psichiatrica in cui era detenuto lasciando due morti dietro di sé e quindi Grazia, ancora stordita dall’anestesia del parto, viene immediatamente trasferita con le sue piccole in una casa segreta e protetta. C’è il sospetto, se non quasi la certezza, che l’Iguana voglia vendicarsi colpendo proprio colei che anni prima l’aveva fatto arrestare. Anche Simone, il suo ex compagno cieco, viene messo sotto protezione perché anche lui aveva contribuito alla cattura del pericoloso serial killer.

La cattura del latitante si rivelerà, però, un’impresa piuttosto ardua perché il killer sfuggirà ai numerosi posti di blocco “strisciando” come un rettile nell’oscurità dalle periferie alla città.

E allora alcune domande inquietanti sono inevitabili: quali sembianze avrà assunto questa volta? Ha un complice o continua ad agire da solo? Qual è in realtà il suo intento?

Con Léon, il suo ultimo romanzo, Carlo Lucarelli acchiappa il lettore per la nuca e lo getta a capofitto nell’intreccio della storia fin dalla prima riga, che io trovo di una potenza incredibile… «Marta la trovano sotto il lavandino, incastrata tra il tubo di scarico e i detersivi.»

Con questa storia, sequel di Almost Blue, il grande thrillerista italiano riallaccia i fili di un racconto iniziato con noi lettori circa vent’anni fa. E lo fa, come dichiara in un’intervista, perché lui per primo voleva sapere che fine aveva fatto il temibile Iguana, ma soprattutto come si era modificata la vita dell’enigmatico non vedente Simone.

Il sentimento dominante di questa storia cupa e claustrofobica è senz’altro la paura che il grande cronista di nera è in grado di analizzare in modo chirurgico…

«… di colpo un terrore assurdo gli ha irrigidito la nuca, serrandogli le mascelle così forte da fargli male. Una paura come quella, così acuta, così fisica, non l’aveva mai provata in tutta la sua carriera, e neanche nella vita, neanche da bambino.»

«La sento con la pelle. La paura mi copre le braccia di brividi che bruciano, stretti come nodi. C’è qualcuno nel silenzio della mia stanza buia. Qualcuno. O qualcosa.»

Interessante e originale il personaggio del tassista Roberto (Bologna 5) che con le sue dirette Instagram diventa funzionale all’evolversi delle indagini. Mi viene, però, anche da aggiungere: sarebbe auspicabile che come lui tutti i tassisti riportassero ben visibili il numero a cui le donne possono rivolgersi in caso di violenza.

La scrittura è asciutta, misurata ed evocativa. Nessuna parola e nessun elemento è inutile in quanto lo stile di Lucarelli è proprio questo: raccontare storie mutuate dal reale con trame essenziali, dialoghi veloci, battute fulminanti e colpi di scena che si susseguono a raffica.

Come Almost Blue anche Léon ha una colonna sonora, anzi più di una. Innanzitutto la canzone Léon dei Melancholia (che Lucarelli confessa di aver ascoltato ad X-Factor e di aver capito immediatamente che quella era l’unica colonna sonora della sua storia anche dopo aver scoperto che prendeva spunto dal film di Luc Besson). E poi Amandoti nella versione dei Naip.

In conclusione: un altro capolavoro del maestro del thriller italiano.

Sconto di 0,88 EUR
Léon
289 Recensioni
Léon
  • Lucarelli, Carlo (Author)