Sì, il morto c’è. Ma più che in un giallo classico, in “Le amiche di sempre“, romanzo d’esordio di Sue Hincenbergs (Piemme) ci muoviamo in una deliziosa commedia degli equivoci, dove piani “geniali” e contro-piani si inseguono con gusto e ironia. Pam, Nancy, Shalisa e Marlene sono amiche da una vita e pregustano la pensione insieme, finché i rispettivi mariti bruciano i risparmi in un investimento fallimentare. Scoprire polizze vita a sette cifre fa nascere un’idea tanto folle quanto irresistibile… e per attuarla, forse, serve un sicario. Peccato che anche i mariti abbiano un loro progetto segreto: il risultato è una catena di malintesi, scambi di ruolo e imprevisti che porta, sì, a un cadavere, ma soprattutto a una girandola di situazioni comiche che ribaltano continuamente le attese.
La trama è leggera e spassosa, costruita come una caper-comedy contemporanea: la motivazione è serissima (libertà, dignità, futuro), ma l’esecuzione gioca con tempi comici, sorprese e un gusto per la beffa che rende la lettura un piccolo piacere seriale. L’autrice tiene insieme amicizia, matrimoni logorati e “idee diaboliche” senza mai appesantire, preferendo lo sguardo complice e la battuta piazzata al momento giusto. È il classico libro che ti fa dire “un altro capitolo e poi smetto”, e naturalmente non smetti.
Sotto la risata, resta il ritratto affettuoso di quattro donne che rivendicano il controllo della propria vita. Il motore comico è l’eterna fede nei piani perfetti – che perfetti non sono mai – ma la tensione vera è la paura di diventare invisibili proprio quando si affaccia la pensione. Hincenbergs non giudica: lascia che a parlare siano le conseguenze, in un effetto-domino brillante che evita il cinismo e conserva tenerezza per i personaggi. Il registro è asciutto: botta e risposta, doppi sensi puliti, situazioni che sfiorano l’assurdo senza perdere l’umanità del quartetto.
Sul piano dello stile, il ritmo è buono dall’inizio alla fine; le scene si incastrano in modo fluido e la prosa è semplice e scorrevole: niente fronzoli, dialoghi vivaci, capitoli snelli. È una porta d’ingresso perfetta anche per chi non legge da un po’ e vuole rientrare con qualcosa di immediato, brillante e davvero divertente, senza rinunciare a un paio di colpi di scena ben assestati.
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