La stanza nascosta – Sarah Pinborough
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Sarah Pinborough è una pluripremiata scrittrice inglese, i cui libri sono diventati o stanno per diventare serie tv. Oggi, al Thriller Café, parliamo del suo ultimo thriller, “La stanza nascosta“, edito da Piemme con la traduzione di Roberta Zuppet.
Per cominciare, partiamo dalla trama. Da Londra, Emily e Freddie si trasferiscono a Larkin Lodge, una villa nel Devon immersa nella brughiera, per lasciarsi alle spalle un periodo di sofferenza e ricominciare da capo. Mentre erano in vacanza ad Ibiza con il solito gruppo di amici, Emily ha un grave incidente che la riduce in coma. Ora che è ancora convalescente, lei e Freddie hanno molto da recuperare, in termini di tempo e fiducia reciproca, tuttavia entrambi nascondono segreti e non detti che rischiano di esondare compromettendo un rapporto già minato. Il problema è che la casa che avrebbe dovuto riavvicinarli sembra metterci del suo per incupire gli animi ed aumentare le tensioni: contrariamente a come appariva nelle foto, Larkin Lodge non è una bellissima casa nella rigogliosa brughiera. Nel grigiore dell’inverno, con intorno la brughiera gelida e desolata, il lodge sembra avere vita propria: scricchiolii, inquietanti presenze, strane correnti d’aria, oggetti che appaiono, scompaiono o cambiano posto autonomamente… tutto questo non farebbe bene alla serenità di nessuno, figurarsi a chi quella serenità al momento proprio non ce l’ha. La convivenza, così, diventa ardua… persino pericolosa.
“La stanza nascosta” è un thriller domestico che strizza l’occhio al thriller psicologico e che ben presto vira paurosamente verso il sovrannaturale, il paranormale, il gotico. La narrazione si snoda lenta, un passo alla volta, ma non mancano i colpi di scena che rendono il romanzo imprevedibile e non permettono di annoiarsi. Quanto alle tematiche, il libro affronta in modo alquanto originale il tema dei rapporti di coppia e di amicizia, con tutte le loro insicurezze, sotterfugi, fragilità e debolezze.
Ora, prima di esprimere le mie considerazioni personali su questo libro, una premessa è d’obbligo: non amo il sovrannaturale. Posso contemplarlo e finanche accettarlo finché si rimane entro i canoni di una certa logicità di quanto sto leggendo, ma non posso accettare quando ci si stacca completamente dalla verosimiglianza e dalla plausibilità della trama. Ecco perché a me questo libro non è piaciuto. Molti lettori e “colleghi” recensori, invece, l’hanno apprezzato, evidentemente non hanno i miei preconcetti e i miei filtri autoimposti.
Altra considerazione del tutto personale: credo che in un libro non bisogna cercare la verosimiglianza ad ogni costo, ma a parer mio questa storia è tutto fuorché plausibile, il che va anche bene, se però ammettiamo che non si parla più di thriller, ma di altro (gotico, paranormale, horror).
Ciò detto, se apprezzate questo tipo di lettura, troverete certamente pane per i vostri denti; se invece cercate la razionalità, il realismo, la suspense derivante dai comportamenti umani, allora forse questa lettura non fa per voi.
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