La rondine, il gatto, la rosa, la morte – Hakan Nesser

La rondine, il gatto, la rosa, la morte – Hakan Nesser

Editore: Guanda
Giuseppe Pastore
Protocollato il 7 Febbraio 2013 da Giuseppe Pastore con
Giuseppe Pastore ha scritto 1161 articoli
Archiviato in: Recensioni libri
Etichettato con: ,

Un po’ con Van Veeteren e un po’ con Barbarotti, Hakan Nesser ogni anno arriva in Italia con un nuovo romanzo. Stavolta è il turno del suo primo personaggio, protagonista de “La rondine, il gatto, la rosa, la morte“. Si tratta del settimo volume con protagonista l’ex commissario Van Veeteren tradotto in Italia (pubblicato in Svezia nel 2001, penultimo della serie di dieci romanzi ferma al 2003 con Fallet G).

Come già era accaduto con il precedente “Un corpo sulla spiaggia“, datato 2000 e arrivato da noi nel 2012, quindi, Guanda riprende i romanzi con lo storico protagonista che ha reso celebre Nesser in mezzo mondo, in attesa del nuovo della serie Barbarotti arrivata qui al quarto episodio (“L’uomo che amava i martedì“) e in Svezia al quinto.

La trama ruota attorno a Martina e Monica Kammerle, madre e figlia che condividono uno squallido appartamento, e a un enigmatico amante, loro unico legame con il mondo esterno. Martina è affetta da sindrome bipolare e le sue relazioni sociali sono ridotte praticamente a zero. Monica, anche a causa delle voci sui comportamenti bizzarri della madre, non riesce a stringere amicizie con gli altri adolescenti. Quando entrambe scompaiono, alla squadra omicidi non sanno neanche da dove cominciare le indagini. Nessuno sa niente di loro, e anche il loro amante è solo un’entità impossibile da identificare. L’ex commissario Van Veeteren deve lasciare la libreria antiquaria in cui s’è ritirato per aiutare la seducente Ewa Moreno, la neoarrivata Irene Sammelmerk e gli altri suoi colleghi. Un po’ lo muove il rimorso per essersi perso l’unico possibile teste, un po’ la certezza che ogni criminale ha i propri punti deboli, e che anche questo caso, per quanto oscuro e complicato, troverà una soluzione.

Mentre i suoi ex sottoposti (Münster e Moreno) inseguono le piste ufficiali, Van Veeteren conduce un’indagine parallela seduto nella sua poltrona, usando la logica letteraria per anticipare un killer che uccide con la delicatezza di chi sfoglia una pagina rara. La tensione sale quando si capisce che la “morte” del titolo è l’ultimo passo inevitabile di una sequenza che nessuno riesce a interrompere.