La ragazza della nave – Arnaldur Indridason
Anche quest’anno Guanda ci offre l’ormai abituale “dose” dell’ottimo Arnaldur Indridason e, con “La ragazza della nave“, tutti i suoi fan potranno gustarsi il contrasto fra il fresco, talvolta gelido clima della sua Reykjavík e la torrida estate che stiamo vivendo e nella quale in molti leggeranno La ragazza della nave.
Ogni anno che passa e a ogni sua nuova opera, torna il solito interrogativo e problema che passa per la testa a molte persone che leggono le sue opere, e che lo stesso Arnaldur Indridason si è sentito porre molte volte.
L’Islanda è sempre in cima o nelle primissime posizioni dei Paesi con il più basso tasso di omicidi, e la sua capitale è, per quanto affascinante, una città di 120.000 abitanti.
Come può cavarsela uno scrittore di thriller e noir?
Quali stratagemmi occorre impiegare per ambientare molti romanzi (ormai ha superato quota venti) in una città di ridotte dimensioni, che ben presto cominciamo a conoscere a memoria e dove nella realtà il crimine non prospera?
Uno dei metodi impiegati da Arnaldur Indridason, anche in La ragazza della nave, è di tornare indietro di parecchi decenni, così da variare in modo sensibile l’ambientazione cronologica.
Altri stratagemmi possono essere l’impiego limitato di luoghi diversi rispetto all’Islanda, che possono anche non appartenere fisicamente a nessun’altra nazione, come per esempio la nave che gioca un ruolo importante in questo romanzo, come potete indovinare già dal titolo.
La ragazza della nave è il terzo romanzo della serie del commissario Flóvent e Thorson, meglio conosciuta come Reykjavík Wartime Mistery, la serie per il momento “secondaria” rispetto al ciclo che ha portato alla fama mondiale questo autore islandese, ovvero quello dedicato al commissario Erlendur Sveinsson, cominciato nel 1997 e che al momento conta ben quattordici volumi.
Reykjavík Wartime Mistery al momento è composta da solo tre titoli, ma per noi nasce da una intuizione superiore, che la rende non solo interessante ma decisamente unica nel panorama internazionale. Indridason ambienta infatti i vari eventi e crimini in una Islanda colta nel particolare momento storico dell’occupazione statunitense durante la Seconda Guerra Mondiale.
Questo gli permette di dipingere una Reykjavík affollata di stranieri, americani ma non solo, con una atmosfera di particolare tensione fra gli abitanti del luogo e gli occupanti, e un generale via vai di varie figure. Oltre a La ragazza della nave, abbiamo già avuto modo di scrivervi dei precedenti Una traccia nel buio (Skuggasund, 2013 – Guanda, 2015) e Il commesso viaggiatore (Þýska húsið, 2015 – Guanda, 2017).
La ragazza della nave è uscito in originale nel 2016 con il titolo di Petsamo e arriva nelle librerie italiane con la traduzione di Alessandro Storti. Vi diamo ora alcuni cenni sulla trama de La ragazza della nave.
1940: ormai il conflitto mondiale sta dilagando e coinvolge anche la Scandinavia, costringendo quindi la neutrale Islanda a richiamare in patria i suoi cittadini che, per vari motivi, si trovano all’estero. C’è quindi calca al porto di Petsamo, Finlandia, luogo dal quale salperà l’Esja per trasportare molti islandesi al sicuro.
E nella calca una giovane infermiera è particolarmente ansiosa, perché il suo fidanzato, che lei sta aspettando, non arriva e potrebbe essere stato fatto prigioniero dai nazisti nel corso del tragitto da Copenaghen a Petsamo. Ogni attesa è vana e la nave infine salpa senza il ragazzo: l’infermiera passerà l’intera traversata cercando di scoprire il perché di quella sparizione, fra incontri imprevisti ed eventi angoscianti.
1943: Reykjavík è occupata dagli statunitensi e la convivenza, fra islandesi e americani, civili e soldati, non è delle più facili. Flóvent, investigatore locale, è occupato con un caso di omicidio: un soldato è rinvenuto cadavere sul retro di un locale dalla dubbia fama, frequentato da militari. Ad aiutarlo nelle indagini troviamo il canadese Thorson, e il caso è complicato dal fatto che nessun soldato americano sembra essere scomparso.
Il cadavere, pur indossando una uniforme, potrebbe quindi essere quello di un civile e, nello stesso periodo, si scopre un secondo cadavere, questa volta restituito dal mare e portato fino a riva dalle correnti. Con il procedere delle indagini, i due si rendono conto che il caso attuale ha stretti legami con l’avventurosa traversata dell’Esja, e dovranno affrontare un clima avvelenato da violenze, gelosie e vendette, prima di arrivare alla verità.
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