La Numero Uno – Emilio Martini
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“La numero uno“, il nuovo romanzo delle sorelle Elena e Michela Martignoni – affezionate al loro nick name di Emilio Martini – si apre con il colpo di scena che non ti aspetti: il commissario Gigi Berté, l’eroe di tutti i loro romanzi, è scomparso. Poi scopriamo che è stato rapito. Le autrici ce lo mostrano in catene all’interno di un casale abbandonato sulle colline liguri. Ulteriore colpo basso, perché Gigi è uno forte. Di buona stazza, piuttosto giovane, col suo codino nero che fa tanto pirata dei Caraibi, non te lo immagini come vittima. Invece sì. Era appena tornato da Genova nella sua Lungariva, dove dirige il locale commissariato, aveva appena parcheggiato l’auto davanti a casa, quando qualcuno lo ha costretto a salire in un’altra macchina, sedato e portato via. Marzia, la sua compagna, incinta di due gemelli allerta i colleghi di Gigi al commissariato. Lui l’aveva chiamata per dirle che era in arrivo, ma arrivato non è mai e il cellulare è spento. Ormai è notte, ma i componenti della sua squadra, il sovrintendente Parodi, l’ispettrice Belli e l’agente Sabatini si mettono alla ricerca, per mari e per monti: è il caso di dirlo perché siamo sulla riviera ligure, dove non mancano né l’uno, né gli altri.
Dov’è finito Berté. Poco lontano in realtà, tanto che alle prime luci dell’alba torna a casa. Non era stato proprio rapito, meglio dire sequestrato da qualcuno che lui conosceva e che, magari in maniera non troppo pressante, gli chiede un favore La notte prima è stata assassinata la giovane avvocatessa Sandiana Maris. Al mattino non si era presentata nello studio legale Marciano, dove lavorava, risultando irrintracciabile. Più tardi a scoprire il cadavere è stata la sua collega Florinda Conterosso: Sandiana è stata uccisa con ripetuti colpi al cranio inferti con un colpo contundente arrotondato.
Il sequestratore di Berté ha i suoi buoni motivi per obbligare il nostro commissario ad indagare sul caso. Lui amava intensamente, disperatamente Sandiana, che definiva la sua Numero Uno. Poiché la donna ormai lo respingeva è sicuro che i sospetti ricadranno su di lui, che invece si proclama innocente; solo Berté, il miglior detective presente sulla piazza, potrà scoprire il vero colpevole. Senza rendersi conto fino in fondo del motivo, Berté si convince che quell’uomo non può aver ucciso la donna che adorava e si mette all’opera, pur tra mille difficoltà. La procuratrice Graffiani e il questore Terani, dai quali dipende gerarchicamente, non ci hanno visto per niente chiaro nella sua scomparsa e successiva riapparizione e sono convinti, a ragione, che Gigi nasconda loro qualcosa. Inoltre il caso non è di sua competenza, bensì della Questura di Genova. Quindi vorrebbero che si tenesse ben lontano dalla faccenda. Ma chi è a Genova che si occupa dell’inchiesta? L’ispettore Romeo, vecchio e grande amico di Berté. Hanno lavorato insieme con successo in altri casi. Graffiani e Terani vogliono risolvere rapidamente il mistero di quell’oscuro delitto e alla fine cedono, permettendo a Berté di affiancare il collega. Dopo essersi accertato che la sua Marzia, reduce da un collasso causato dalla sua scomparsa, si sia prontamente ristabilita, il commissario se ne va a Genova, accompagnato dalla sagace ispettrice Francesca Belli.
I due s’incontrano subito con Romeo: nel commissariato della Superba? Macché: nel bar di Ines Ricci, quello che sta di fronte ad un certo albergo, luogo d’indagine de “L’uomo del Bogart Hotel”, un precedente romanzo delle Sisters, uno dei migliori secondo me. Galeotto fu il Bogart, durante quella indagine la Ricci e il Romeo si erano conosciuti, innamorati e uniti. E quel bar fungerà da base della nuova indagine, perché Romeo può sì valersi dell’aiuto di Berté, ma è meglio non dare nell’occhio.
A questo punto parte la ricerca della verità, che gradualmente si svelerà sempre più inquietante. Scopriremo che la vittima, dietro l’immagine di irreprensibile professionista, nascondeva un vita tormentata, non priva di inquietanti segreti, come un figlio ormai di due anni, avuto proprio dal sequestratore notturno di Berté, che lei ha affidato ai propri genitori benestanti, nella vicina zona di Nervi. Emergeranno insistenti corteggiatori di questa donna, sobria, riservata, pure capace di esercitare sugli uomini un fascino invasivo: come il veterinario Ettore Signoris o l’appiccicoso maestro di ballo Ivan Lanza. Tanti altri personaggi secondari in realtà facevano corona alla figura seducente di Sandiana, sia uomini, che donne a lei legate da affetto, ammirazione ma anche invidia, gelosia.
Berté e Parodi insomma hanno il loro da fare e a complicare la vicenda arriva la scoperta di un nuovo delitto, quello di un’anziana, sempre nel cuore della città. Il commissario col codino individuerà forse un legame tra i due fatti?
Alla fine la verità emerge, squallida e dolorosa. Come tante volte accade alla base di tutto c’erano i soldi, molti soldi sporchi di sangue.
Ancora un’ottima prova letteraria di Elena e Michela che confermano il fascino del loro ritmo narrativo volutamente non serrato ma insinuante, suadente, che tiene costantemente accesa la curiosità del lettore sulla trama gialla, mentre contemporaneamente ti permette di adagiarti nel colore vivo dei luoghi, nell’odore dei cibi, nell’eterna domanda che ci sfida ogni volta che ci poniamo di fronte agli abissi della natura umana, dei sentimenti, delle passioni.
Libri della serie "Gigi Berté"
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La Numero Uno – Emilio Martini
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