La fortuna del principiante – Valerio Marra
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Piemme ha pubblicato il nuovo giallo illustrato di Valerio Marra “La fortuna del principiante”, una vicenda in cui si mescolano con equilibrio ironia, indagine investigativa ed un pizzico di malinconia.
“Una maialina da accudire, due morti ammazzati all’interno di una lavanderia e il ritrovamento di un orologio da taschino riconducibile alla Seconda Guerra Mondiale”: questa la trama in sintesi del giallo di Marra che porta il lettore contemporaneamente a temere per la sorte del protagonista, e con lui a sorridere e riflettere.
Guido Audaci – Audà per tutti – è un investigatore privato che vive nel quartiere romano popolare di Don Bosco, tra la Casilina e la Tuscolana; è stato cacciato dalla Polizia presso cui ha prestato servizio e si arrabatta per tirare fine mese, con non poche difficoltà.
La sua filosofia di vita è il co-living (con “un ottantenne che corre su una moto immaginaria davanti all’anta specchiata di un armadio” , cioè il padre malato di Alzheimer – e c’è anche la sua badante!), ha accettato a scatola chiusa di ospitare l’animale “domestico” della ragazza dei suoi sogni (salvo poi scoprire trattarsi di un maiale thailandese di 80 kg che porta a passeggio con il guinzaglio), è separato, ha un triste rapporto conflittuale con i figli Adriano e Cesare (“dodici e diciassette anni di completo rancore nei miei confronti”) e colleziona i gratta e vinci perdenti del suo aiutante, appendendoli con le puntine sul muro.
Quella di Audà è un’esistenza all’insegna dell’ironia!
Suo malgrado si trova invischiato in una indagine, a ridosso delle festività natalizie, perché presente sul luogo del delitto proprio mentre avvengono due omicidi: non manca l’ironia nemmeno nel momento dell’ “ammazzatina” perché il nostro Audà si trova in mutande nel camerino della lavanderia in cui vengono freddati l’uomo e la donna.
L’indagine prende avvio dal dubbio se i due ammazzati siano stati vittime collaterali di una rapina – oppure se si tratti proprio di omicidi.
Audà decide di dedicarsi a questa inchiesta e porta con sé il lettore in giro per un quartiere popolare e semplice: dal centro commerciale Anagnina alle sale giochi – al fine di capire il collegamento esistente tra gli omicidi e la provenienza di un antico orologio da taschino rinvenuto in un locale e di un cappotto rovinato.
Se il protagonista è un uomo che entra nel cuore del lettore per la malinconia che accompagna le sue giornate (legata al ricordo della madre, all’avanzare della patologia del padre, alla sua situazione professionale), pure i personaggi che fanno da contorno alla vicenda contribuiscono a creare una combriccola scalcagnata che con lui vive la tensione dell’indagine – e che contemporaneamente costituisce un microcosmo di quartiere di solidarietà e mutuo soccorso.
Non mancano peraltro molti sfottò in romanesco in particolare tra Audà e Marione, che rendono la lettura spassosa e bizzarra, mentre in primo piano procede l’inchiesta sui delitti.
Il punto di forza del giallo di Valerio Marra è la capacità dell’autore di mixare con equilibrio tensione e buffi personaggi: Audà, “un investigatore tra gli invisibili”, è un uomo buono che fa sorridere il lettore per le tante sfortune che gli piombano addosso e contemporaneamente riflettere sui segreti che via via disvela, sui rapporti familiari e sul valore dell’amicizia.
Marra intenerisce tutte le volte che Audà cerca di organizzare la giornata di papà Franchino con il supporto della badante (“l’Alzheimer ha messo la residenza nella sua testa”), quando “telefona” alla madre sfogandosi e cercandone i consigli affettuosi (“Allora ho pensato a te, ecco. In realtà ti penso sempre, mamma. Ogni giorno”), quando tenta di ricucire i rapporti con i figli Adriano e Cesare, inviando loro con il cellulare messaggi che non vengono nemmeno visualizzati.
C’è poi il suo diario, consigliatogli dallo psicologo quando otto anni prima Audà si è reso conto che il senso di colpa stava diventando insostenibile: gli spunti di riflessione sui quali il protagonista torna ogni volta che lo riprende in mano – ed i meravigliosi disegni fra le pagine, realizzati dagli illustratori ALE+ALE (artisti di rilievo internazionale che hanno anche firmato cover di dischi – IG @ale.aleillustration) – garantiscono una esperienza del tutto particolare di lettura immersiva, tra parole ed immagini.
Con voce ironica e mai presuntuosa, Marra tocca inoltre il tema della ludopatia: Audà appende i gratta e vinci perdenti di Tyrion come “trofei di guerra” al muro dell’ufficio, gli suggerisce più volte di smettere – ma “il cimitero dei gratta e vinci” cresce quotidianamente.
Con un ritmo essenziale dettato dalla narrazione tutta in prima persona, in una ambientazione romana vivida e palpabile, tra belle immagini e bizzarri personaggi, Valerio Marra fa sperimentare al lettore tensione ma anche speranza, concludendo il suo giallo con il medesimo tono arguto e bonario che contraddistingue tutta la storia:
“ ‘sto imbranato ha risolto il caso (…) chi nasce pulcinella, anche se cade resta in sella (…) questa, bella bella, è la fortuna del principiante”.
Dopo il successo ottenuto con il thriller “La nuova maestra”, edito da PIEMME nel 2024, Valerio Marra ripropone il genere del thriller illustrato, stavolta su un duplice omicidio che non fa notizia ambientato nella sua Roma.
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